Un decennio di straordinaria follia (fu su Splinder)

L'Autore
Questo è un post amarcord di venerdì, 23 febbraio 2007, di Paolo del MillenniumFalcon.splinder.com, che ho recuperato e custodito per futura memoria.
Dello stesso autore, anche Ed Murphy: un uomo e il suo mito
Aviazione, fantascienza, fotografia, gatti, politica, storia, ufologia
(non necessariamente in quest'ordine)

Un decennio di straordinaria follia

 

 Potrebbe sembrare una illustrazione surrealista sul destino del governo Prodi. Invece è una fotografia di mezzo secolo fa: un dirigibile Goodyear abbattuto dall'onda d'urto di una esplosione atomica a cinque miglia di distanza.
 Il nome del test era Stokes, la potenza 19 kiloton, il giorno era il 7 agosto 1957, il luogo era il Nevada Test Site, a poco più di cento chilometri da Las Vegas, dove i test nucleari erano diventati un'attrazione turistica.



 Nel'immaginario collettivo, gli Anni Cinquanta sono il decennio di Elvis Presley, Marlon Brando, Audrey Hepburn e tanti altri volti noti, delle automobili con le pinne, delle gonne con le pieghe, dei poveri ma belli, della 500 e del primo boom economico che spazzava via la miseria e la tristezza della guerra.
 Ma era anche il periodo in cui migliaia di scienziati, ingegneri e tecnici lavoravano in laboratori e officine segrete alla preparazione di un boom di tutt'altro genere, che avrebbe spazzato via, letteralmente, tutti i problemi dell'umanità.
 Se gli eventi e i personaggi di quell'epoca in Unione Sovietica rimangono ancora in parte misteriosi, negli Stati Uniti quella fu l'epoca del generale Curtis Le May - quello che nel 1945 diceva che "non c'erano civili innocenti" nelle città giapponesi, e che dieci anni dopo prometteva di trasformare l'Unione Sovietica in "una fumante rovina radioattiva nel giro di due ore".

Tupolev Tu-95
 Mentre l'aviazione strategica sovietica restava sistematicamente indietro sia come quantità che qualità dei suoi mezzi (qui sopra, il Tupolev Tu-95, costruito in circa 150 esemplari) alla fine del decennio erano in servizio oltre duemila bombardieri Boeing B-47 e B-52, armati con bombe termonucleari potenti anche 10 megaton - e stava iniziando la produzione della Mk-41 da 25 megaton, della quale fra il 1960 e il 1962 furono prodotti 500 esemplari, in pratica uno per ogni B-52 in servizio, come se non bastassero le 940 bombe Mk-36 da 10 megaton e le 700 Mk-39 da 4 megaton!

Bomba nucleare da 4 megatoni Mk39
 Queste cifre descrivono da sole il livello di paranoia a cui si era giunti negli Stati Uniti davanti ad una "minaccia sovietica" che oggi appare in gran parte un bluff. Alcuni riusciti "colpi" propagandistici dei russi avevano convinto il Pentagono che fosse in corso una produzione in grande serie di bombardieri strategici ma la realtà era ben diversa e i dirigenti sovietici stavano cominciando a puntare sullo sviluppo dei missili, in cui avevano un significativo vantaggio sugli americani.
 Il lancio dei primi Sputnik provocò un'ondata di panico a Washington, ma il missile vettore Korolev R-7, anche se fu schierato in alcuni esemplari con testate termonucleari, non era affatto un'arma credibile perché la preparazione al lancio richiedeva non meno di dodici ore: in altre parole, se una crisi politica fosse improvvisamente degenerata, sulle basi di lancio sovietiche sarebbero arrivati prima i B-52.

F-101B
 Contro i missili balistici non c'era nessuna difesa se non un attacco preventivo, mentre la difesa del territorio americano contro i bombardieri era possibile ed ebbe un'alta priorità.
 I risultati, visti oggi, appaiono sconcertanti come tutti gli altri aspetti strategico-militari di quel periodo. Si svilupparono i primi missili aria-aria, si costruirono imponenti catene di radar e le prime reti di calcolatori, e la US Air Force mise in linea molte centinaia di intercettori supersonici - aerei frutto di progetti avanzatissimi, alcuni dei quali raggiungevano velocità in pratica mai superate nemmeno da velivoli più recenti (qui a destra, un F-101B; più sotto, un F-106A).

 Ciò nonostante il territorio metropolitano degli Stati Uniti rimase praticamente indifeso - e questo fu probabilmente il segreto meglio custodito della Guerra Fredda.
 L'anello più debole della catena erano proprio le armi che avrebbero dovuto abbattere i bombardieri sovietici: i missili Falcon.

 La tradizionale rivalità fra l'Aviazione e la Marina garantì che, mentre la US Navy sviluppava il "suo" missile aria-aria Sidewinder, semplice ed efficace, la US Air Force si incaponisse nello sforzo di migliorare un'arma che, da ogni punto di vista, era semplicemente uno spreco di denaro pubblico a favore della Hughes Aircraft.
 Nessuno dei modelli successivi superò i problemi iniziali, anche se lo sviluppo dei vari Super Falcon sfociò nel missile a lungo raggio Phoenix che, ironicamente, era un'arma per la Marina.
 Si potrebbe malignamente ricordare che gli unici tre Phoenix lanciati da degli F-14 della US Navy in combattimento mancarono i loro bersagli... ma questa è una storia di quarant'anni dopo.
 In realtà, si potrebbe anche ricordare che gli unici ad avere usato con successo i Phoenix in combattimento sono stati i piloti iraniani contro gli iracheni... ma anche questa è un'altra storia.

Robert McNamama
 La scandalosa inefficienza dei missili Falcon venne a galla solo in Vietnam, anche se il Pentagono riuscì a tenere la stampa all'oscuro della situazione e a far passare sotto silenzio la sostituzione dei Falcon con i Sidewinder.
 D'altra parte già l'USAF aveva dovuto adottare un caccia della Marina, il poderoso F-4 Phantom, a causa della situazione tutt'altro che brillante dell'aviazione tattica - situazione in parte lasciata in eredità proprio dalla gestione di LeMay - e l'uso del Sidewinder era una "razionalizzazione" del tipo che piaceva tanto all'allora Segretario alla Difesa, il mitico Robert McNamara, la più famosa fra le "teste d'uovo" di Kennedy, l'uomo che cercò di rifilare alla Marina un bombardiere camuffato da intercettore per la difesa della flotta. Ma qui siamo già ben dentro gli anni '60, quando le nuove follie avevano una colonna sonora di Beach Boys, Beatles e Rolling Stones.

 Sebbene nota a pochi, la scarsa capacità che il Falcon aveva dimostrato a colpire qualunque bersaglio era una spina nel fianco dell'Aviazione, ancora prima che l'arma entrasse in servizio, specie perché le altre armi disponibili, cannoni a tiro rapido e razzi non guidati, erano un residuo della Seconda Guerra Mondiale e sembravano ancora meno efficaci contro i nuovi bombardieri che i sovietici, presumibilmente, stavano sviluppando.
 Così, già nel 1954, qualcuno ebbe la geniale idea di dotare gli intercettori di un missile a testata nucleare, e il progetto fu affidato alla Douglas: era nato il Genie.
AIM-2 Genie su un F106 delta dart

 Leggendo le caratteristiche dell'arma sorge spontaneo il sospetto che sostanze illegali circolassero già allora nei corridoi del Pentagono e negli uffici tecnici delle principali industrie aeronautiche.
 Il missile, privo di guida, sarebbe stato lanciato verso il bersaglio da circa dieci chilometri di distanza, e la testata da 1,5 kiloton sarebbe stata fatta esplodere da una spoletta a tempo preprogrammata, in una dispendiosa applicazione del ben noto principio a 'ndo cojo cojo.
 Se la mira era giusta, se il missile andava dritto, e se il bombardiere nemico non si scansava nel frattempo (cosa possibile, almeno in linea di principio, dato il tempo di volo di dieci secondi e la presenza di un osservatore rivolto all'indietro - il mitragliere di coda - su tutti gli aerei russi) l'esplosione avrebbe abbattuto il nemico in un raggio di trecento metri (ma avrebbe probabilmente irradiato a morte l'equipaggio del bombardiere anche a distanza maggiore, nell'aria rarefatta delle alte quote).

 Tutto questo sarebbe avvenuto sopra le ridenti pianure dell'Ohio o sopra le verdi colline della Virginia o magari sopra una grande città, dove comunque, essendo in corso un allarme atomico, si supponeva che i cittadini fossero al riparo (dove al riparo, secondo i programmi della difesa civile, non era molto chiaro: nei documentari dell'epoca si vedono gli scolari che si buttano sotto i banchi al comando dell'insegnante, e non si può dire che questo appaia molto sensato).
 Ma gli agricoltori come avrebbero preso delle esplosioni atomiche sopra la loro testa?

 Ebbene, per dimostrare che le esplosioni atomiche in quota non fanno male, il 19 luglio 1957, tre settimane prima del test nucleare della foto in apertura, un Genie fu fatto esplodere a 4500 metri di altezza sopra un gruppo di volontari della US Air Force.

Da modestoradiomuseum.org/
 E' un peccato che i nomi di quegli ufficiali non siano noti, perché sono i titolari di uno dei record credo meno ambiti della storia.
 Per quanto ne so, nessuno si è esposto volontariamente al lampo di una esplosione atomica a distanza minore.
 Migliaia di soldati, sommariamente informati, furono esposti in quel periodo alle onde d'urto e alle radiazioni, ma da distanze maggiori e, se non altro, al riparo dentro trincee o dietro terrapieni, in vista di quella guerra atomica "tattica" che, nelle previsioni degli strateghi, avrebbe trasformato la pianura tedesca in una buona imitazione della superficie lunare.
 Forse l'Aviazione voleva poter rassicurare gli elettori del Midwest, o forse voleva solo far vedere che le sue mostruose creature erano, in fondo, delle belve addomesticate.

 Il missile Genie fu prodotto in 3150 esemplari, e fu ritirato dal servizio solo nel 1988, quando andò in pensione anche il suo ultimo vettore, il vecchio ma ancora prestante (anche se praticamente inutile) F-106 Delta Dart.
 Le ragioni per cui questo intercettore, dalle prestazioni realmente eccezionali, non fu mai modificato per trasportare dei missili più validi, rimangono tuttora sepolte in qualche archivio.

6 commenti:

  1. Chiavi di ricerca aprile 2012
    Do cojo cojo

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  2. Chiavi di ricerca maggio 2012
    Do cojo cojo

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  3. Chiavi di ricerca, agosto 2012
    F-106 delta dart

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  4. Chiavi di ricerca, gennaio 2013
    F106

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  5. Chiavi di ricerca, febbraio 2013:
    Esplosione dirigibile tedesco foto
    Progetto dirigibile
    Vintage splinder

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  6. Chiavi di ricerca Aprile 2015
    Aereo tu-95 mc (2)
    Esplosione di un dirigibile
    n'do cojo cojo
    Dirigibile esplosione
    Dirigibile m 14
    Onde d'urto bomba atomica

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