giovedì 12 gennaio 2017

Clientes: il Boccastorta

É sempre complicato parlare di disabilità: non sai mai bene come gestire le parole, come si dice, diversamente abile, come non essere pietistico, non essere offensivo, insomma, boh.

 Perché di disabilità si tratta.
 Per certe disabilità si può far qualcosa: le rampe e gli accessi per i disabili motori in carrozzina - ok, qui in Italia ce n'è uno ogni, ma nel mondo normale si possono fare.

 Altre disabilità, invece, non solo non sai come raccontarle. Non sai neanche come gestirle.

 Come, appunto, il Boccastorta.

 Che non ha un problema muscolare, che ne so, una paresi.

 Ha un crampo interno che, qualsiasi cosa vede, percepisce, tocca, chiede, gli parte dal cervello uno spasmo e gli si storta la bocca.
 "Eh, ma io la volevo più bianca (Boccastorta), perché così è bianca ma non è bianca come l'altra (Boccastorta), ma non ce l'ha più bianca? (Boccastorta) Che se lo sapevo (Boccastorta) non venivo neanche giù (Boccastorta) e stavo a casa (Boccastorta).
E adesso? Senta, ma quell'altra a fianco com'è (Boccastorta)? Ah, così (Boccastorta)? Me la faccia vedere (Boccastorta). No, non va bene (Boccastorta)."

 Sto facendo l'inventario: ho 46 (quarantasei!) modelli di lampadina diversi, in casa.
 LED, basso consumo, alogene, ansiogene, attacco a vite, a spina, a baionetta, a caccavella.
 Credo di averle tirate fuori tutte e 46 per l'ultimo Boccastorta.
 E ho tirato fuori il catalogo per fargli vedere gli altri cinquanta+ modelli.
 Niente.
 Boccastorta, solo Boccastorta.

5 commenti:

  1. Mi piacciono le lampadine ansiogene

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    1. sono l'ultimo ritrovato della tecnica.

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  2. Mah! Ultimamente ho provato le lampadine ansiolitiche. Son rilassanti in verità

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    1. Se le metto adesso in negozio, mi addormento e casco dal seggiolone.
      E non ho la mutua.

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