venerdì 18 novembre 2016

Furio il rapito

Scusate, mi è partito un pezzo che era solo una bozza.
Ma pace, va benone.

Intanto, si diceva: il rapimento.

 Che il c'avevo il defibrillo-corso in pieno ciclo di antibiotici e antidolorifici.

 E, come si fa?
 Si fa che c'è una ragazza locale che ha da portare giù il suo, di gatto.

 Anzi, uno dei plurimi gatti: la tizia si sta preparando una vecchiaia da gattara.

 Comunque, trovato un passaggio per il Furio: tanto si lascia spupazzare senza dire "Mao", accetta di essere ingabbiettato e caricato su qualsivoglia mezzo.

 Tutto bene, tutto tranquillo.

 Solo che è ora d'andare al corso e il Furio non è stato riconsegnato.
 Disperso.
 Telefono (della gattara, non del Furio) non risponde.
 Hanno fatto una botta di antidolorifico anche alla tizia?

 Com'è, come non è, lascio la porta di casa aperta, mando un messaggio sperando che ricompaia.

 Torno ore dopo, gelato, e mi trovo il gatto con l'occhio pallato che guarda il nulla.

 Fine della piccola storia triste.

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