venerdì 25 novembre 2016

Furio e la banda degli sciancati

 Sempre meglio, finito il ciclo di visite giornaliere dal Veterinario: passiamo alle visite settimanali.

 Per fortuna, che c'è sempre folla, in ambulatorio.
 Non tanto e non solo clienti, ma gattame.
 Dentro all'ambulatorio, libero che scorrazza su e giù dagli scaffali e viene a vedere chi è quello nuovo che è arrivato con la gabbietta.

 Il Furio la prende anche abbastanza sportivamente, di trovarsi un perfetto sconosciuto peloso che arriva,salta sul tavlo, gli arriva a un centimetro dalla faccia e lo annusa.
 Resta perpito, come già gli succedeva per il Penna SenzaPaura buonanima.

 Tutto il gattame lì è il risultato di essere una veterinaria gattofila.
 Quando un gatto sperso sta male o ha avuto un incidente, lo portano lì. E dopo essere stato rattoppato, si cerca di darlo a qualcuno.
 E se no, c'è il Villaggio Atavico.

 Perché, si, la Veterinaria Gattofila abita sul cucuzzolo della media montagna dove ha avuto i natali ancestrali la tribù del Papà, del mio Papà - e dove Papà tuttora imperversa con le sue case, le sue mappe, le sue pazzie.

 Essendo detto Villaggio Atavico in un posto a malapena segnato sulle carte e lontano dalla civiltà, è diventato la base di una dozzina di gatti disabili.

 La gente è razzista: all'ultima visita c'era un batuffolino color crema, occhi azzurri, che era arrivato con una paralisi alle zampe dietro. Probabilmente un cane o una volpe l'ha azzannato a mezza schiena per farne un boccone solo, ma l'ha perso.
 Ora, preso, antibioticato, medicato, com'è come non è, il batuffolo ha ripreso a camminare e sembra pronto per quelle foto che girano su Feisbuk.
 E ovviamente, ha già trovato casa appena avrà finito le cure.

 Invece, sempre lì in ambulatorio, c'è un gattastro vecchio e zoppo, con la faccia segnata tipo marinaio, colore indefinito, che nessuno considera e finirà i suoi giorni al Villaggio Atavico.

 Si unirà alla allegra banda col tregambe, un altro paio con una zampetta rigida, tre o quattro facce da galera piene di cicatrici, e il Guercino.
 Il Guercino è la dimostrazione che al Villaggio Atavico, se sei un gatto e non hai a che fare con mio Papà, si sta benissimo.
 Come suggerisce il nome, il Guercino non ci vede: ha gli occhi velati dalla nascita, quindi intravede solo delle ombre. E pertanto spesso salta e manca il punto d'atterraggio, o cammina sul muretto e non si accorge dove finisce.
 Ben, Guercino ha diciassette anni e comincia ad avere qualche acciacco dopo una vita libera e piena di capitomboli: Trezampe è arrivato privo dell'anteriore circa dodici anni fa, gli altri a scalare.

 Se uno non lo sa, si chiede il perché sia così pericoloso, il Villaggio Atavico: guarda come son conciati tutti i gatti.

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