venerdì 4 settembre 2015

Clientes: i Campe(r)sinos

Al Paesello ai Milletrée manca giusto il mare,
poi sarebbe così, preciso.
 Sono, ovviamente, coloro che trascorrono le proprie ferie liberi da prenotazioni e alberghi - a bordo di un veicolo/casa acconciamente modificato.
Bhe, acconciamente...

 Forse non tanto, dato che suddetti mezzi paiono fonte inesauribile di pezzetti persi, pirulini spezzati, vitine spanate, maniglie spezzate, cerniere che si sminchiano, e parti più o meno misteriose che si criccano, si bloccano, si ossidano, si incastrano, gocciano, perdono, schizzano - oltre ad avere tutta una serie di bocchettoni, spine, prese, attacchi strategicamente disposti per connettersi a degli impianti a terra regolarmente un metro più in là della misura della prolunga/tubo disponibile.



 Tanto che sorge il sospetto che, delle due:
- o l'industria camperistica è di pessima qualità,
- o il campe(r)sino non punta alla libertà, quanto ad un due/tre settimane di bricolage selvaggio con panorama (dopo undici mesi di rimessaggio con migliorie e manutenzione a casa propria).
 Con la differenza che -in trasferta- la moglie non sbuffa per i Mcgyverismi del coniuge.
 E, in più, c'è attorno una frotta di altri Campe(r)sinos, generosi di consigli, fonti di lunghissime chiacchierate/salsicciate.

  L'aspetto “social” è fondamentale: i campe(r)sinos mi arrivano qui in negozio in allegra brigata, in quattro ometti con quatto accenti diversi per un barattolo di svìtol, a doppia coppia per dissertare su un metro di tovaglia plastificata per una terza coppia – o singoli, che han visto che l'altro ha appena preso una chiave a cricchetto del 13 e si son fatti spiegare dov'è che l'han trovata.

 E sono social anche col Pitoniere qui presente: e, fra tutti i clienti che raccontano la storia della loro vita per due viti, sono anche simpatici.
 Han visto gente, han fatto cose. Fan confronti. Offrono idee, spunti (“là vendevano i bocchettoni dei tini, che vanno benissimo per le acque grige”)

 Basta capirli: che, oltre agli accenti e ai termini alla malepeggio, come ogni gruppo, setta, cerchia, c'è un vocabolario loro, una serie di parole per iniziati.

 Poi, vabbeh, c'è anche quello che arriva e vuole una prolunga di 30 metri con le spine CEE, quelle blu da cantiere.
 E quando dico “spine” intendo proprio spine: maschio di quà e maschio di là, non spina e presa.
 A me pare una cosa Ab, Ab-norma CE, e mi sfugge l'uso di detto ordigno se non come barzelletta, ma il cliente ha sempre ragione.
 E se non si fulmina a morte, tornerà con qualche altro Campe(r)sino.

4 commenti:

  1. Ho una collega, con relativo marito e figlio, campe(r)sinos.
    Le giro il tuo post, giusto per vedere se si riconosce :-))

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  2. La prolunga serve per attaccare gli impianti elettrici di vari camper in cascata. Immagino dopo aver messo il magnetotermico ed il differenziale dell'impianto ricevitore in condizioni di non nuocere all'accrocco.

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    Risposte
    1. quindi paghi una (colonnina), prendi tre?
      Campe(r)sinos birboni...

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