lunedì 6 luglio 2015

E la collera divina?

 Mi aspetto da un momento all'altro che un fulmine colpisca il Cratere Orbace.
 Quelle cose da antico testamento, tipo collera divina.

 Che è dalle 7.00 di stamattina che c'è una banda di muratori nuovi, nel cantiere.

 Bergamaschi.

 Una ditta specializzata d'importazione per un lavoro complicato con la gru.


 Unico problema, questi devono dare direzioni a quello con la gru, gridando.
 E quello sulla gru capisce una volta si e sette no.
 E poi tra di loro si devono coordinare per piazzare la roba calata, e anche lì è tutto un urlo che la roba s'incastra, alza di lì, tienilo là.

 Totale: è dalle 7.00 di stamattina che a sei metri dal mio bancone è un saracco unico.
Un po' sullo stile del pezzo di Bertolino qui sotto.

 Non fantasiosi come i bestemmiatori veneti, ma con la stessa cadenza e una costanza tutta bergamasca.
 Hanno infranto il secondo comandamento quelle sei/sette volte al minuto, per nove ore complete (7.00-12.00, 13.30-17.30).

 Per la cronaca: si prendevano in giro su chi era parente di Bossetti (quello in galera per Yara Gambirasio), ma in nove ore nessuno ha detto "pota". Mai.

4 commenti:

  1. Se non han mai detto pota, che bergamaschi sono?

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    Risposte
    1. Sono bergamaschi.
      Il pota è bresciano.

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    2. Ah, ecco: io avevo sempre avuto la sensazione che questa storia del "pota" fosse uno di quegli stereotipi a casaccio, un po' come il "neh?" piemomtese.
      Comunque bergamasco è bergasmasco.
      Secondo la definizione di Guareschi (a memoria): il bergamasco consiste nell'inspirare più aria possibile ed espellerla in una serie di singole vocali, in modo esplosivo.

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    3. Per una spiegazione mirabile sull'uso del pota, cerca "vincenzo regis pota" su youtube.

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