mercoledì 25 marzo 2015

identità sessuale

- Ma che bel gattone, è tuo?
- E come si chiama?
- ed è... Maschio
- ma.. eh.. uh..  castrato?
Ah.
(pausa)
Allora non è lui.

No, bimbetta undicenne interrogatrice: non sono il nonno dei figli della colpa della tua nobilgatta: io sono papà del Furio ma Furio non è più anatomicamente adatto a rendermi nonno.

 Il che, peraltro, lo confonde: da una parte è alieno ai piaceri carnali, dall'altra c'è ancora dell'istinto - e l'istinto ce l'hanno pure tutti i gatti del vicinato e non.
 Soprattutto un gattone bianco e nero di origini ignote, ben piazzato, che quando si muove si vede tutto il muscolo guizzante come fosse un leone.


 Questo, e una quantità di altri gatti noti ed ignoti si aggirano in giro, in un tripudio di versi e grida.
 E il Furio non sa ben decidere se andare a girare in giro anche lui, se restare qui a far la guardia al suo territorio, o se stare a casa a dormicchiare lasciando che se la sbrighino gli altri gatti, a pestarsi per questioni di donne.

 Fatto sta che delle volte è FurioPunk che una coda così e tutta la cresta sulla schiena alzata, delle volte è il Furiobello addormentato, e adesso è il Furio con un occhio pesto.

 Tutto abbastanza secondo natura, nonostante tutto: l'unico altero elemento innaturale sono le porte, che devo aprire io, mentre il Furio vuole entrareuscireentrareuscireentrare uscire entraremafermarsisullasogliarientrareuscireentrarefarfintadivolerusciremaripensarciuscireentrare...


3 commenti:

  1. Tratto da "La porta sull'estate" (1957), di Robert A. Heinlein:
    Un inverno, poco prima della Guerra delle Sei Settimane, io e il mio gatto, Petronio Arbitro, abitavamo in una vecchia casa di campagna nel Connecticut.
    [...]
    Unico svantaggio erano le undici porte che si aprivano nella casa. Dodici anzi, se contiamo quella di Pete. A proposito, Pete è sempre Petronio Arbitro. Lo chiamo così per comodità. Io ho sempre fatto in modo, in tutte le case dove siamo andati a vivere, che Pete avesse la sua porta personale. Nel caso specifico si trattava di un'apertura praticata nella porta-finestra di una stanza disabitata, apertura grande abbastanza per lasciare passare Pete con baffi e tutto. Per troppo tempo avevo aperto e chiuso porte ai gatti: da qui, la decisione di ricorrere a quello stratagemma.
    Pete si serviva abitualmente della sua porta, tranne quando riusciva a costringermi ad aprirgliene una normale. Una cosa era certa: non si serviva mai della sua porta quando fuori c'era la neve.
    Fin da quando era un micio tutto pelo e ronron, Pete aveva elaborato una filosofia molto semplice: io dovevo occuparmi della casa, dei viveri e del tempo, lui pensava a tutto il resto. Mi riteneva in particolar modo responsabile delle condizioni atmosferiche. Gli inverni nel Connecticut vanno bene per le cartoline natalizie, e durante quell'inverno Pete provava regolarmente a uscire dalla sua porticina, e regolarmente si rifiutava di andare fuori a causa della sgradevole cosa bianca che c'era all'esterno. Allora veniva da me, per pregarmi di aprire una porta normale, convinto che almeno una di esse si aprisse su una bella giornata estiva. Così, tutte le volte io dovevo fare il giro delle undici porte e aprirle in modo che si persuadesse che anche fuori di quelle era inverno. A ogni porta il suo disprezzo per la mia inettitudine aumentava, accresciuto dalla delusione.

    Se non lo trovi in libreria o biblioteca, download qui: http://nitroflare.com/view/4EC045C6D23D6BB/HRA-LPsE.epub

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    1. Ecco, ora ho un altro libro in coda da leggere :-) Peccato che la coda cresca più velocemente di quanto riesca a smaltirla (ma almeno cresce gratis)

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    2. Libro fantastico. Da leggere assolutamente :D.

      E bravo il Furio che comanda lui. Simpatica (si fa per dire) la ragazzina :P

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