mercoledì 31 dicembre 2014

Confronto tra lampadine

Immagino sarete anche voi confusi dalle "nuove" lampadine che sono uscite dacchè han smesso di produrre quelle a filamento.
Quelle alogene che hanno la lampadinina mignon dentro al bulbo della vecchia lampadina, quelle che non si sa come si chiamino -a tubi, fluorescenti CFL, a basso consumo- e che ci mettono un po' ad arrivare a pieno regime, e le nuove LED che stanno apparendo sui banchi del supermercato in aggiunta alle esistenti.

Bene, in Pitoneria ho appena fatto il carico di LED, in un mondo in cui la lampadina da 25W tipo lumino da morto è la illuminazione standard - e mi aspetto da un momentio all'altro di vedere una col filamento a carbone...

 Insomma, per venire in contro alla clientela un  po' confusa dalle scatole che hanno più marchi disegnini e cazzilli della tuta di un pilota di formula Uno, ho elaborato il disegnino di cui sopra in cui si comparano i lumen emessi dalle varie lampadine che ho in negozio rispetto alle vecchie a tungsteno.

 Se vi dovesse servire...

mercoledì 24 dicembre 2014

Clientes: il Sapone

 Il Sapone, o forse meglio la Sapona - che finora son quasi tutte tambarne, quelle passate da qui - essenzialmente è uno/a che sa, perché sa perché sa.
 E i miei lettori riconosceranno un tratto familiare in questo, suppongo.
 E quindi capiranno, i miei lettori, che sono abbastanza allenato a gestirli, i saponi.

 Il Sapone si divide in due sottospecie: partono tutti e due dallo stesso concetto, quello che il sapone sa perché sa perché sa che dovrei tenere in pitoneria il prodotto X.
 Perché il prodotto X è comodissimo, serve tantissimo, lo usano tutti, ed X è ottimo per fare Y, Z e pure pigreco.
 Un rappresentante che vendesse il prodotto X, dalla cui vendita dipendessero le cure per la figlia condannata da una malattia rara, non sarebbe così insistente come il Sapone nel decantare le doti del prodotto X.

 Di norma si tratta di un prodotto sostanzialmente sconosciuto ai più, inesistente nei cataloghi dei maggiori fornitori, che si può acquistare solo entro certi giri e in blocchi da minimo mille pezzi, da vendere poi uno ad uno da qui al prossimo secolo.
 Un prodotto di cui, insomma, la maggior parte della popolazione europea, e forse mondiale, fa benissimo a meno ed è pienamente sodisfatta comunque.

lunedì 15 dicembre 2014

Librettolibrettolibretto

 Si diceva, la Nonna non sa più in che giorno è: con effetti tragici.

 Ovvero: la Tambarna arriva su dalla Mamma con gli occhi di fuori che ha perso il libretto della banca.
 - "Non hai un libretto in banca", dice la Mamma.
 E ma si, ma io, ma il libretto, ma vado col libretto e mi chiede quanto prelevo, il libretto il libretto.
 - "Non ha un libretto in banca, Tambarna: siamo andati assieme a fare il conto corrente vent'anni fa. Quando tu hai deciso che così era facile trovarli quando morivi, e siamo dovuti venire in banca a vedere dov'era"
 Nonna ci resta perplessa (morire, io?), riscende, riarriva su con gli occhi fuori dalla orbite che non c'è l'ho cercato, il libretto il libretto.
 - "Non hai un libretto in banca".
Ripetere questa scena in loop ad lib.

martedì 9 dicembre 2014


martedì 2 dicembre 2014

Clientes: la cagna contenta

 Quello della Cagna contenta è il cugino locale del Malepeggio.

 Ovvero un artigiano che chiede le cose che usa: ma nei termini con cui si son sempre detti, o peggio ancora nella storpiatura italiota dei termini cruccofoni della minoranza locale.

 E quindi entra e vuole una cagna.
 Inteso non femmina di Canis lupus familiaris, bensì attrezzo che cagna, voce del verbo cagnare, mordere.
 Un morsetto, insomma - etimologicamente quadra.
 Però quello specifico morsetto non si chiama morsetto, bensì "strettoio per falegnami", che io vendo in gran copia a muratori e fabbri. Anche ad un idraulico. A falegnami, mai successo, finora.

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