mercoledì 5 febbraio 2014

Il deserto (innevato) dei tartari

 Il Furio si annoia: non può/vuole uscire, gli do solo crocchi da mangiare, insomma è inquieto.
 E sta delle mezze ore a guardar fuori dalla finestra.

 Guardando fuori ai fiocchi che continuano a cadere. Guarda le ruspe (gli piacciono, le ruspe: appena le sente, si alza e va alla finestra). Guarda e guarda e guarda questo deserto bianco.

 Fermo, fisso, come il tenente Drogo nella fortezza Bastiani.

 Finché una volta non diventa matto e vuole uscire, di corsa, mao!mao!, apri 'sta porta.



 Ho capito solo dopo perché: il nemico alle porte.

 Ecco le tracce dell'invasore, che dal mucchio alto quattro metri nella piazza sotto il mio muro è passato sopra alla cancellata ed è arrivato al mucchio di due metri che sto impalando io.

 Non so com'è finita: il Furio è tornato con qualche graffio sul naso, e non so se ha ferite pure nell'orgoglio.

 Io so solo che se va avanti così, altri trenta centimetri e salto giù dal balcone per andare a far spesa, che faccio prima...

4 commenti:

  1. ImpiegataSclerata5 febbraio 2014 08:39

    Gattarell, Sentinell e Rockyrell.
    Forza e coraggio.

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  2. Sei fortunato, hai un gatto da guardia!

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  3. 'Sto tempo è proprio 'na sofferenza!!! Quando finirà? Certo che lassù a milletrè, assediati dalla neve!!! Resisti Furio, tornerà il sole , prima o poi !!!
    Ornella

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  4. Ma mollagli una bella coscia di pollo, magari si trastulla un po'!

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