domenica 8 dicembre 2013

lo scomodino

Non saprei come altro chiamarlo, un coso così.

 Sto' scatolo di lamieraccia era accanto ad ogni letto nelle camerate di una vecchia 'colonia' sbaraccata di recente qui in zona.
 Non è chiaro se lo sportellino sotto fosse per le scarpe o per il vaso da notte.
 Insomma, uno scomodino.

 Però, con l'aiuto di un nullafacente (io) e di abbondante colla vinilica mole, martelli e saldatrice...

Può trasformarsi in questo

 O in quello del vetro e lattine che non ho fotografato.
 Non quello della carta, perchè 'sto lavoro è infestato di parassiti.
 Non mi viene, il nome: sono quei parassiti, magari li avete visti, che hanno le mani in tasca e trovano da dire.
 E quindi il 'carta' è ancora segato a metà tipo assistente del mago, in attesa che quelle mani escano di tasca...

4 commenti:

  1. Impiegatasclerata8 dicembre 2013 19:44

    Hai fatto davvero un bellissimo lavoro. Alla facciaccia dei parassiti che però fanno talmente incavolare che ti tolgono al voglia di finire un lavoro. Che pazienza!

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  2. Per quei parassiti di soluzioni ce ne sono molte. Quella col flessibile è lasciare un chiodo sulla superficie vicino a dove stai molando. Quando il parassita si avvicina si sposta il disco sul chiodo. Al terzo chiodo che parte per sbaglio, possibilmente nella sua direzione, tende ad allontanarsi da solo.

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  3. Ottimo riciclaggio urbano, bravo!

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