domenica 16 giugno 2013

Locomotiva's War Memo XIX: Noo, Carlo, nooo...

Da notizie.triestelive.it: In montagna si muore di più
cercando funghi che a causa delle valanghe.
 Si chiamava Carlìn.
 Si era sposato una scozzese, che si offendeva quando la chiamavano 'l'Inglese': lei NON era inglese.
 Stufa di essere chiamata inglese, andarono a vivere làssù, il Carlìn trova posto come giardiniere per il college. Un parco enorme, boschi e pascoli in un angolino sonnacchioso al confine tra Inghilterra e Scozia.
 Paesetto, college, collinette con le pecore, basta.
 Ah, si, il pub dove gli inglesi bevevano birra tiepida e gli scozzesi cicchetti di whisky.

 Il Carlìn si faceva mandare i pacchi viveri - che là vino solo bogiolè o chianti in fiaschi che costava carissimo, salsicce tutte affumicate ed il riso che basta che lo guardi e, splaff, diventa padding, raccontava.
 Lì il Carlìn ramazzava foglie, falciava prati, andava ad aiutare i vicini a piantumare il piccolo garden privato, che là son tutta fanatici, eccetera.
 E una volta ogni tanto ritornava in patria per portare 'su' altri viveri e raccontava.

 Quella più nota era quella dei funghi: Che, appunto, pulendo i boschi del college si trova una radura strapiena di funghi.
 Da come la raccontava lui 'ettari di funghi', quintali, il paradiso del fungiàt.
 Bulè, ma belli, grossi, e tanti, un campo pieno. Mai vistio così belli qui in Italia. Che c'erano i faggi, che era ombra ma non tanto, che era piovuto così e cosà, insomma funghi, funghi, funghi a perdita d'occhio.
 Il Carlìn era stato pescatore, in gioventù, e la narrazione epica si sentiva.

 Bon, ettari di bulè. Che là nessuno li tocca, i funghi.
 E il Carlìn che si riempie la camicia e corre a casa.
 Corre inseguito dal capo-giardiniere che, racconta imitando il birignao british, urla 'Noo, Carlo, Noo! Velenooooosi' E il Carlìn 'Ma che velenosi! Son Bulè', E l'altro 'No, velenosi!', 'Ma và via, che vedrai'.

 Insomma, il Carlìn sfugge al giardiniere, arriva a casa con questo quintale di bulè, che nella narrazione era ormai diventato una montagna di Bulè, cava dal pacco viveri d'emergenza un sacco di riso arborio e si prepara un risotto ai funghi dodecafonico. Pantagruelico. Tellurico.

 La moglie non lo mangia e proibisce ai figli di mangiare funghi, che i funghi sono velenosi.

 E, raccontava sempre il Carlìn, dopo che si è mangiato da solo tutta la pentola di risotto, pentola che nel racconto era ormai lievitata alle dimensioni della marmitta di Panoramix, e dopo aver fatto quasi indigestione, la moglie dell'episodio ha fatto un solo commento 'E non è nianche morto...'

1 commento:

  1. ImpiegataSclerata18 giugno 2013 21:52

    Il Carlìn sì che aveva capito tutto. E non ha neppure dato alla moglie la soddisfazione di schiattare. Un grande!

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