lunedì 6 maggio 2013

La soluzione politica è Chrono

Padre Tempo è l'unico che ci potrà liberare da certa politica.

Ha appena fatto le prove, pare: (AGI) Morto Giulio Andreotti.
 Riposi in Pace, senatore.

 Era sopravvissuto a qualunque contestazione: come diceva 'Guerre puniche a parte, mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Italia'.


La parte interessante è che il Divo Giulio aveva un archivio - che avrebbe visto la luce quando lui non l'avrebbe vista più, diceva.

 E potrebbero uscire delle cose succose, dato che molti di quelli in quell'archivio sono ancora lì...

Chissà, Padre Tempo potrebbe agiure per procura...

5 commenti:

  1. Riposi in pace
    Non sapevo la storia dell'archivio di Andreotti, ci sarebbe da divertirsi!!!
    Sarò blasfema a dire che non lo rimpiango come politico?
    Che poi sapesse fare egregiamente il suo mestiere questa è altra storia
    Elisa

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  2. ImpiegataSclerata6 maggio 2013 19:06

    Ci sarà un mucchio di gente che non sarà proprio tranquilla...

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  3. Credo che il giudizio della Storia non sarà molto favorevole al nostro.
    Cosa ci ha lasciato, il boom del debito pubblico e del clientelarismo sprecone degli anni '80 ?
    Almeno Fanfani ci ha lasciato le case popolari, pace all'anima sua.

    Anonimo SQ

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  4. Io temo invece che di quell'archivio non sapremo nulla, sparirà (quattro stanze con archivi continui che si spostano con una manovella per consentire un unico corridoio di passaggio, l'hanno mostrato in un interessante documentario una decina di anni fa) come è sparita la borsa di Dalla Chiesa, le carte di Falcone, gli appunti di Borsellino, le registrazioni radar dell'aereo di Ustica ..... ecc., ecc., ecc.

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  5. Chissà.
    Certo, la cosa del diario girava negli anni '80, quando quelgi appunti avrebbero inciso sulla carne viva
    Luca Goldoni scrisse un articolo sui 'diari' di gente che parlava di cose accadute tre giorni prima: una volta le memorie erano di vecchi generali con la gotta, allora due o tre si fecero buttare fuori dal PCI e una settimana dopo erano in libreria (adombrando il sospetto che PRIMA avevano scritto il libro e POI avevano fatto polemica).

    E in tutto questo appunto Andreotti come quello le cui memorie sarebbero arrivate postume: Goldoni invitava il buon Giulio a mandare in stampa subito, che augurargli un incidente sembrava poco carino.

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