mercoledì 6 marzo 2013

Non siamo parenti

Da Poesiaviva.it
 Che mio Papà, son sicuro, qui in giro non ha proprio nessun parente. Neanche del trentaduesimo grado.

 Eppure, anche qui, a due valli di distanza dal Villaggio Atavico, i miei concittadini non parenti hanno la stessa tendenza del Papà allo sbrego, al provvisorio, al casino perpetuo.

 Una lamiera arrugginita, un cavo spenzolante, un pezzo di plastica, un telonaccio, un mucchio di rottami, un bidone arrugginito, un pezzo di mattonata non finita, un ponteggio abbandonato, due chiodi buttati lì, un prato abbandonato pieno di spine e piante.
 Ripeto, aria di casa...

 Me ne sto accorgendo sempre più, che per  il Paesello 2.0 sto facendo foto cariiiine dei dintorni: che se si cerca su internet, escono tre foto in croce e triiiiiisti...
 Quindi Flickr, Panoramio, persino sul profilo feisbuk: giù foto, che la foto fa fine, non impegna, va su tutto e crea contatti.

 Solo che, anche da fotografo dilettante, riuscire a prendere una foto 'cariiiiina' senza rottami, casini, pezzi, rotture, spenzolamenti...
 Ragazzi, è dura.

 Ah, è inutile che cerchiate: sto vivendo tutta una crisi di doppia personalità con le millemila iscrizioni del Paesello_2.0, completamente slegato da questo blog.
 Se proprio, scrivete a locomotiva--rebellegion@email.it e vi mando il link in privato.
 Che non vedo perché rendere facile le cose a chi mi cerca su google...

 E che la Forza ci salvi dai fotografi dilettanti con del tempo da perdere come me...

5 commenti:

  1. Mio papà era uguale: tutto provvisorio, tutto raffazzonato oppure incominciato e piantato a metà.
    Per dirne una: per 7 anni in casa c'è stato un tubo di gomma del gas volante, fissato al muro con chiodi e pezzi di corda, dalla cucina al bagno. Era ancora lì, provvisorio, quando abbiamo traslocato.

    RispondiElimina
  2. ImpiegataSclerata6 marzo 2013 17:10

    Boh? Sarà mica un virus altamente contagioso a cui alcuni sono fortunatamente immuni?

    RispondiElimina
  3. Sarà una questione di Regione? Perchè anche nel paesello dei miei nonni in quanto a lavori mollati a metà non scherzano. A parte alcune casette con giardini pettinatissimi e con padroni di casa che limano i fili d'erba con le forbicine la maggior parte degli scorci hanno sempre fili, staccionate, plasticoni da paura
    Elisa

    RispondiElimina
  4. mi è capitata in mano una riproduzione di un dipinto ad olio del Paesello ai Milletrèe: con la chiesa, le casette e tutto come si conviene ad ogni crosta di fine ottocento.

    Sotto ala chiesa, nel'angolo c'era un mucchio di pietre buttato lì, dipinto dal vero: quindi è genetico...

    RispondiElimina
  5. Si chiama Photoshop: ma può fare i miracoli fino ad un certo punto, anche con una buona dose di abilità.
    Ok non rendere le cose facili, ma su flickr guarderei volentieri le fotille, essendo anche io iscritta :-)

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...