giovedì 22 novembre 2012

Mai troppo presto...

Post originariamente comparso su Splinder un paio d'anni fa...
 
Da Il Corriere.it

«Esseri umani estinti entro cento anni»

 La catastrofica previsione del biologo Frank Fenner. Cause: esplosione demografica e consumi fuori controllo
La razza umana si estinguerà nel giro dei prossimi cento anni e così pure un sacco di specie animali.

 A dirlo è nientemeno che Frank Fenner, 95enne professore di microbiologia dell’Australian National University, ma soprattutto lo scienziato che ha contribuito a debellare il vaiolo.
Stando all’eminente cattedratico, a far precipitare gli eventi saranno l’esplosione demografica e i consumi fuori controllo, due fattori ai quali gli uomini non riusciranno a sopravvivere, mentre a dare inizio alla caduta sarebbero stati i cambiamenti climatici.
IRREVERSIBILE - «L’homo sapiens sarà estinto probabilmente nei prossimi 100 anni - ha detto Fenner al giornale The Australian - e lo stesso accadrà per molti animali. È una situazione ormai irreversibile e penso sia davvero troppo tardi per porvi rimedio.



Paolo, 21 Giugno 2010 - 08:20, scrive:

Di problemi seri l'umanità ne dovrà affrontare parecchi nei prossimi anni (un recente rapporto del Pentagono ha messo insieme una bella lista), ma questo tipo di allarmismi nuoce alla credibilità della scienza e crea ulteriori danni, non ultimi l'assuefazione della gente a simili affermazioni e una certa passività fatalista.

Paolo



Locomotiva, 21 Giugno 2010 - 17:49, scrive:

Me lo chiedo, se un qualche rompiscatole del genere non sia utile.

Perché abbiamo visto alla potenterrima conferenza di Copenhagen che i dati scientifici ed i problemi veri vengono scavalcati allegramente dalla politica.
Anche nei paesi più progrediti, belle parole ma guai a chi tocca sul serio qualcosa.

Ecco che un qualche vegliardo di potente fama che spara titoli disastrosi, metti mai che sia utile a spaventare un po' la gente e a far diventare politicamente vantaggioso spingere  "di più".

Giocare di pancia, dato che di testa s'è già visto che non va.

La scienza è screditata comunque, anche quella seria: devo andare a ripescare la notizia in cui il governo italiano ha messo a punto la linea politica energetica basandosi sui dati di una ricerca il cui succo è "tutto va ben, madama la marchesa" e quel rompicoglioni di Al Gore è un menagramo.
Ripeto, il potente consesso di Copenhagen insegna.

E, tra tarantellare verso il baratro cantando "chessaràmai" o essere fatalisti ed accettare il baratro, sempre nel baratro si finisce.
Metti caso che con un po' di sano terrorismo mediatico alla fine qualcuno si svegli prima del baratro.



Paolo, 22 Giugno 2010 - 12:17, scrive:

Purtroppo temo che ormai siamo assuefatti agli annunci della 'fine del mondo' prossima ventura: quelli falsi (vedi Maya-2012) e quelli magari più attendibili, ma di fronte ai quali ci si sente impotenti e rassegnati, o li si liquida con una menefreghistica scrollata di spalle.

L'Italia non fa testo, è un paese già defunto. Un buon test per valutare la situazione potrebbe invece essere la catastrofe del Golfo del Messico:  se ci sarà una reazione popolare adeguata, potremmo forse avere qualche chance di invertire la rotta. Ma, al punto in cui siamo, non oso sperarlo.

Paolo



Locomotiva, 22 Giugno 2010 - 18:30, scrivo:

Non lo so. Personalmente ho qualche dubbio.

Che ci sarà sicuramente una ondata di regole e controlli per i petrolieri, ma quando tutto questo arriverà al costo al gallone della benzina, cominceranno tutti a ululare (e la lobby dei petrolieri investirà per fare da megafono, ovviamente).
Ululavano già quando il prezzo del petrolio era salito.

Se non ho capito male io, la sola idea di spostare l'americano medio dalla sua macchinona amerragana ad una macchina con cilindrate e consumi europei è stato perso a sonore pernacchie ai tempi in cui la Fiat e la Chrysler si sono impapocchiate.
Che non è esattamente una cosa improponibile, anzi. Ma no, giammai.
Marea nera o meno.

Io, tanto per, faccio il tifo per i Maya.



Paolo, 23 Giugno 2010 - 08:28, scrive:
Non so per quanto ancora i petrolieri potrano tirare la corda: il peak-oil è già qui, la crisi idem e sempre più Americani dovranno mollare le loro succhiabenzina e il loro american way of life.

Il buon senso vorrebbe che la catastrofe del Golfo catalizzasse un'inversione di rotta graduale e meno traumatica, ma pare che il buon senso sia la cosa che scarseggi di più attualmente sul pianeta...

Paolo



Locomotiva, 23 Giugno 2010 - 10:25, scrivo:

Sinceramente, dubito che i petrolieri agiscano, e possano agire, diversamente.

É una ulteriore edizione della crisi economica: anche allora si sapeva che il "peak" dei mutui era finito, si sapeva che si stava giocando sul baratro coi subprime, si sapeva perfettamente tutto.
E la finanza è andata avanti dritta come un treno fino ai patapunfete, perchè smettere di offrire interessi alti significava finire fuori dal mercato.
Così è finito il mercato, ma non loro.

Nel petrolio è uguale: si sa, ma come fai a spiegare agli azionisti ed al mercato che il dividendo di quest'anno sarà dello zerovirgolapercento in meno perchè si deve investire per fare altro e studiare un "dopo"? Vendono le tue azioni dopo cinque secondi e ciao.
Mentre se veleggi trionfante verso un futuro radioso pieno di petrolio e di rendite, tutto va ben. Fino a che il pozzo si asciuga e, da lì, boh?

In questo, il professorone solone non ha torto: ci stiamo estinguendo, allegramente e consapevolmente.

La macchia nera nel Golfo? Speriamo.
Certo, se gira gira si arriva a toccare il costo alla pompa, e se si vuole cambiare il sistema da li si passa, sarà un disastro.
Per l'ammerragano medio sono quei bastardi della BP a dover pagare, mica lui povero consumatore.

Non lo so, Obama stava tentando una debole azione "verde", piano piano. Aedesso dovrebbe accellerare, ma la vedo dura.



Locomotiva24 Giugno 2010 - 12:18, scrivo:

Se ne parla anche su Strategie Evolutive di Mana.



Davide Mana, 24 Giugno 2010 - 12:28, scrive: Grazie del link!

In effetti, c'è chi sostiene che tutto il baraccone del 2012 sia stato montato ad arte per sgonfiare gli allarmi degli scienziati.
La mattina del primo gennaio 2013 ci sveglieremo e ci sentiremo dire - Visto? Non è successo niente! E se hanno toppato i Maya, cosa volete che ne sappia Al Gore!

Ma naturalmente queste cose le sostengono solo i paranoici.
Quelli "incapaci di accettare il livello di benessere garantito dal nostro modello di sviluppo" (o qualche altra baggianata del genere).

È sulal consapevolezza, alla fine, che mi rimangono dei seri dubbi.
Perché non credo che la maggior parte degli abitanti del mondo sviluppato si stiano rendendo davvero conto di cosa ci sia in ballo.
Il timore che siano completamente anestetizzati è forte.

Davide



Locomotiva, 24 Giugno 2010 - 15:28, scrivo:

Ammettiamo pure che i falsi allarmi ci sono stati.
All'alba delle domeniche a piedi quando gli sceicchi chiusero il petrolio nel 1973, sembrava che una società neo-agricola in bicicletta fosse dietro l'angolo.

E a trent'anni di distanza, a petrolio abbondantemente finito secondo tutte le stime di allora, siamo qui tutti sul SUV a smarmittare.

Mi pare probabile che l'uomo medio se la rida: certo, visto da un'altra prospettiva, è l'uomo che sta cadendo dal grattacielo ed arrivato al ventesimo piano dice 'fin qui tutto bene', dato che gli avevano detto che era caduto dal 70mo ed invece era dall'86mo.

Poi, si, credo ci sia una spinta sociale forte, da parte di tutti, a non mettere in dubbio che Tutto Va Ben Madama La Marchesa e che sia una idea ottima ed abbondante di andare avanti così, puntando ad espandere il mercato fino a vendere una macchina ed un televisore a 42" per ogni famiglia Cinese.

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