domenica 21 ottobre 2012

Il gioco delle tre carte e dei due sacchi

I bari, da Caravaggio.historiaweb.net
 C'è voluto un po' per il titolo: avevo pensato a qualche variazione tipo 'la pagliuzza, la trave, il pellet', oppure 'l'ago nel pellet'. O cose tipo 'Trova la differenza'.
 Anche per le immagini, ci ho messo un po', prima di trovare 'i Bari' di Caravaggio.

 Si , vabbè, ho capito, arrivo al punto.

 Ho una stufa a pellets, mi serve il pellet.

 Mi sto facendo una cultura sulle biomasse,  che 'pellet' vuol dire in realtà 'granulo, grumo, piccolo agglomerato' e quindi cerco 'wood pellets' - granuli di legno, e non 'il pellet'. Ma stiamo a sindacare sulla grammatica.

 Dicevo, leggo su internet. C'è la solita umanità di esperti, c'è il radical-chic che si fa avvvare via aevea il pellet di palissandvo Selvaggio dal Nagovrno Kavabakh, ma c'è generale consenso per il pellet 'bianco', di puro abete: vuole la leggenda che bruci bene e faccia poca cenere. C'è chi preferisce il 'rosso' larice/rovere, mentre è meno popolare il 'nero', di faggio, e ovvov il latifoglie o peggio il 'di puro legno' 'ndo cojo cojo.

 Le leggende metropolitane del pellet fatto con le casse da morto imperano, nel pellettsmondo.
 E roba tedesca o austriaca, produzione italiani discutiamone, roba slovena boh .

 Un mesetto fa, un noto ipermercato mette nel corridoio delle offerte un bancale di sacchi di pellets, 100% abete, austriaco, sottocosto a 3,89€.
 Un sacco di puro abete viaggia sui 4,20/4,40 euro dai rivenditori di questa zona, se compri a bancale da 60/70 sacchi. A singolo sacco, aggiungi un trenta centesimi buoni.
 Insomma, affarone: pellets bianchi austriaci a -30%. Il meglio.
 Comprai i cinque sacchi rimasti sul bancale, un mese fa - erano già passate le cavallette.

 Oggi, ripasso dallo stesso ipermercato e nello stesso esatto posto di un mese fa c'è un bancale con su gli stessi sacchi, della stessa marca, con lo stesso disegno, allo stesso prezzo, 3,89 euro al sacco. Preciso preciso.

 Ciumbia, carico cinque sacchi, vado in cassa e porto in macchina - convinto di fare tre o quattro giri e riempire il baule all'inverosimile.
 Solo che mi cade l'occhio: i sacchi sono della stessa ditta, stessi marchi, stesso tutto, salvo un particolare da 'trova la differenza' - nella scritta in italiano, in basso, '100% abete' ora è 'legno misto abete/faggio'.

 Il puro faggio, ovvero il 'nero', costa in giro sui 3,80 - quindi 3,89 per un misto 'grigio' abete/faggio non è questa grande scoperta. Specie se non sai quanto è abete e quanto faggio.
 (Tipo la storia del produttore di scatolette di spezzatino di quaglia: ma è tutta quaglia? C'è anche un po' di cavallo, per risparmiare. In che proporzione? 1 ad 1. Cioè? Una quaglia, un cavallo, una quaglia, un cavallo...)

 Il punto è che io -pirla- ho visto qualcosa che sembrava, ho visto quello che volevano farmi vedere e non ho letto le righe in piccolo.

 Marketing, lo chiamano.

5 commenti:

  1. ImpiegataSclerata21 ottobre 2012 12:19

    Adesso sai che guardare. Tutta esperienza, ti fregano una volta e poi mai più. Dopotutto gi esperti del Marketing ci fannob degli studi pazzeschi sopra, sul modo migliore per fregare la gente.

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  2. Si chiamano offerte specchietto.
    Ché uno guarda sé stesso invece del prodotto.

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  3. Caspita che occhio! E che memoria! Al tuo posto, avrebbero potuto rifilarmi stuzzicadenti spacciandomeli cme sequoie e non me ne sarei accorto

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  4. Chiavi di ricerca, ottobre 2012
    Gioco di carte 700 opere caravaggio

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