domenica 8 luglio 2012

Caronte, Minosse, Tambarne

 E’ l’estate più calda da quando esiste un “quando” (cit.Diegozilla)
 Per il resto d'Italia.
 Qui si va da un temporale ad una grandinata e ritorno con un occasionale acquazzone , da un po' (per la felicità delle lumache sul muro di casa, come da diapositiva).

 Allegria.

 Ho anche da fare un lavoro: lavoro-lavoro, quello che lo fai e (prima o poi) ti pagano.
 Solo che ho da farlo giù.
 E quindi devo stare giù.

 Solo che io non ci posso stare, giù.

 Che c'è il filo. Il filo. Il filo che si ingarbuglia. il filo che non ce n'è quasi più di scorta, il filo che l'ha dovuto usare, il filo che però l'ha dovuto usare lei, che era proprio alta, che lo sto trascurando, il giardino da tagliare col filo del tagliaerba.
 E oltre al filo c'è l'Inquilina che sta per mettere la tappezzeria blu in camera, che ha visto i rotoli, e non è neanchre tappezzeria normale ma è tappezzeria fatta a telo ad bagno per andare al mare che ci sono i rotoli.

 E che poi c'è il lavoro, ma per fare il lavoro c'è da arrivare fino al cancello e per arrivarci c'è da non avere la macchina posteggiata davanti.
 Che mattina, la macchina è lì. Metti biglietto, metti cartelllo, segna l'ora di lavoro in fattura.
 Pomeriggio, la macchina è lì. Metti altro biglietto, cambia cartello, segna l'ora di lavoro in fattura.
 Mattina dopo, la macchina è lì. Metti biglietto, metti cartelllo, segna l'ora di lavoro in fattura.
 Pomeriggio, la macchian è lì. Almeno credo, non lo so perché è entrata l'acqua in cantina, allagamento inontazione, salvare le donne, i bambini e le padelle arruginite dal geyser che esce dai fottuti muri.
 E tirar su quei due secchi d'acqua, mentre si spostrano le cose dalle palafitte su cui era messo dall'ultimo nubifragio - non era mai successo, non era mai successo, ah ma guarda magari questi bicchieri ti servono, ah ma tutta quest'acqua

 Ah, si, e i contratti di casa Frankenstain che c'è la cedolare secca e le date e le abbiamo cambiate e me le segni suil foglio.

 Insomma, il lavoro-lavoro lo farò la settimana prossima, se passa il nubifragio e mi spostano la macchina.
 Che intanto ho spostato la mia, di macchina, tornando quissù al Paesello.

7 commenti:

  1. ImpiegataSclerata8 luglio 2012 10:29

    Ussignur...

    RispondiElimina
  2. L'unica azione su cui concordo è stata quella di tornare su.

    RispondiElimina
  3. eh, sembra facile...
    Che se sto giù, c'è il filo e la cedolare e i pianmgini.
    Se sto su c'è il lavoro da fare che non viene fatto.

    Quindi se non è zuppa è pan bagnato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ImpiegataSclerata9 luglio 2012 10:49

      Stai su e quando ti chiamano abbatti la chiamata o spegni il cellulare, poi ad ogni occasione di reincontro con i tuoi ribadisci come un mantra ogni 2 minuti che lassù il telefono non prende.

      Elimina
    2. Non posso: ho un lavoro per terzi.
      Lavoro che devo fare e in fretta, anche perché ho bisogno di soldi.

      Solo che per farlo devo stare giù.
      E stando giù, chiaramente Loro hanno Di Più Bisogno FrettaFrettaFretta e quindi devo PRIMA guardare i loro capricci e poi, magari, fare il lavoro per terzi.

      Non ho neanche la possibilità di fare il pendolare e tornare su finito le otto ore giù, per questioni di costi.
      Quindi soluzioni non ce n'è.
      A meno che la Nonna non si fulmini con l'idrovora che adesso viule vuole vuole vuole adesso adesso fretta fretta fretta per asciugare la cantina allagata, e che quindi la vuole ma la vuole piccola, ma la vuole subito, ma la vuole così, ma la vuole cosà.

      Elimina
    3. ImpiegataSclerata9 luglio 2012 12:50

      Dopo avergi detto che se ti pagano lavori anche per loro, mettersi dei tappi nelle orecchie, ignorarli e fare il lavoro pagato?

      Elimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...