martedì 26 giugno 2012

Vienna, l'extra-menù

Che, ce l'hai 90 centesimi spicci? (davanti all'Hofburg)
 Son dappertutto. Non c'è un palo, un paracarro, un semaforo in tutta Vienna che non abbia attaccato questo salvadanaio con un lucchetto e sotto un bustone pieno di giornali.
 Se ho capito giusto, uno mette i soldi nel salvadanaio e si piglia il giornale. Spicci contati, please. E attenzione che il numero di oggi è lo speciale, quindi un euro e non i 90 cents normali come c'è scritto sul bussolotto.
 La sera ho visto un transit rovinatissimo pieno di immigrati che slucchettano e caricano tutto.
 La mattina dopo, trovi altre bustone di quotidiani e salvadanai attaccate ad ogni palo.

Locale quasi tipico e
giornalaio tipico
 Devo dirlo cosa penso, se lo facessero in Italia?
 Devo proprio?
 No, direi che è sottinteso.
 E lascia giù quel divieto di sosta, tu.

 Che poi, dici, eh beh gli austriaci, ah beh gli austriaci.
 Eh beh gli austraci un cazzo.

 Tipo: kleiner fruhstuck, la 'piccola colazione'. Cappuccio (cafè melange) o the o cioccolata, due michette tonde con burro e mermellata e un uovo alla coque.
 Sarà un'idea, ma come già per la cùtùlèta, mi sa che anche la mìchèta l'han copiata dall'invasore, i baùscia. Lassù le hanno senza il pommello al centro della rosetta, ma è ìstèss.

 Bon, vai al caffè per colazione, ti siedi e il cameriere ti porta il menù e un cestino con due croassaint ancora tiepidi.
 Qualcuno noterà che le brioche sono viennesi, portare in Francia da Maria Antonietta D'Asburgo (che voleva poi darle al popolo e mal gliene incolse).
 Comunque, ti trovi le 'vienneserie' in tavola prima ancora di dire bau. Ordini la 'piccola colazione' (la 'grossa', non volete sapere). E aspetti. 'Sti due cornetti burrosi, vogliamo lasciarli lì?
 Ecco, li mangi. E poi te li trovi nel conto. 1,90 l'uno.
 Vai in un ristorante di una viuzza zona Rathaus, dietro la caserma dei pompieri, con un Bretzl in bronzo appeso fuori.
Sacher hotel, dietro l'Opera
 Anche qui, ti siedi e ti portano due brazel ed il menù. Saranno tipo i grissini italiani?
 Li mangi. E poi te li trovi nel conto. 1,80 l'uno.

 La bomba però, è il Sacher cafè. Che vuoi non andare a prendere una fetta di torta a fianco dell'Opera? Mentre dentro l'Opera fanno le Nozze di Figaro?
 Non costa poi neanche tantissimo, una fetta di torta al Sacher: 4.80 euro.
 Ti presenti alla porta, l'addetta ti accompagna nella sala piena di velluti e di stucchi, ordini ad un secondo omino torta e un caffè.
 Che sul menù non l'ho trovato, hanno robe strane, ma avranno un caffè liscio, no?

 Ti arriva un terzo omino a servirti: la sacher del Sacher, bhe, è la sacher.
Dumba straße
 Il caffè a Vienna, invece, è un monumento. Ovunque. In un locale come il Sacher, poi...
 Ecco, caffè viennese vuol dire un espresso appena lungo in una bella tazza larga, una minibrocchetta di latte pandant e un bicchiere d'acqua del sindaco, tutto su un vassoio d'argento.
 Al Sacher, degusti, arriva la cameriera numero quattro in crestina e grembiulino a sparecchiare, chiedi il conto, e arriva il baffuto numero cinque con la cassa alla cintura.
 E con lo scontrino - roba ignota in quelle lande, là i negozianti hanno tutti un borsello in pelle e niente cassa. Il registratore di cassa là proprio NON c'è!
 Al sacher e in molti ristoranti, si sono muniti di un aggeggio e fanno anche un bigliettino non fiscale per capirsi col cliente.
 E, da foglietto, fanno 4.80 per la torta e quattro euro e sessanta, diconsi 4.60, per il caffè - gli dai dieci euro e il resto mancia.

l'Kunsthistorischen Museum ha
fuori questo 'spoiler' del
prossimo allestimento
 In fondo è andata bene che domenica sono andato a mangiare in un ristorante croato dove ti portano solo quello che chiedi: anche perchè, l'Austria, la domenica, chiude.
 Vienna, tolto proprio qualche trappola per turisti, non ha un negozio aperto. Supermercati, negozi, tutto a serranda giù.

 Poi, vabbuò, il resto è ovvio: Mozart in ogni dove e le sue palline dappertutto, poco valzer stranamente e solo una statua degli Strauss nel parchetto del Rathaus, negozi che vendono cartelli con un canguro e la scritta 'No kangaroos in Austria', i musei, il Prater e la ruota panoramica, un cinema sul ring che ogni sera mostra in una sala 'The third men', la sala degli Amici della Musica, i musikverein vicino a Dumba strasse (La Sala d'Oro del concerto di capodanno si visita ogni giorno alle 13.00, volendo), Schoenbrunn a qualche fermata di metro, le carrozzine a cavallo che aromatizzano l'aria.
 E solo l'aria, perché i cavalli dietro hanno appeso alla bardature una specie di scivolo che porta tutto ad un secchio.
 E alle fermate per carrozze c'è il cassonetto differenziato per la cacca. Che son precisi.

 Se uno non vuole andare a zoccoli, ci sono i tram, la metro, i bus - ci si muove bene, i cartelli sono abbastanza chiari.
Le versioni 'politicamente corrette' dei cartelli su metro e bus.

10 commenti:

  1. Non ricordo in quale caffè mi portarono un conto da 16 euro. Io pagai con due banconote da 10 e mi misi ad aspettare il resto. Dopo un po' feci presente al comerierie di turno che i miei 4 euro mancavano all'appelo e questo, con una'aria talmente stizzita che pareva cagasse limoni, mi rispose che è uso lasciare la mancia. Al che ribattei che la mancia la lascio io di mia sponte quando ricevo il resto. Mi feci portare i miei 4 euro e me ne andai senza lasciare un centesimo.

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  2. ImpiegataSclerata26 giugno 2012 13:58

    Vienna, un mondo da scoprire facendo attenzione a cornetti burrosi, brazel e caffè sciccosi.
    Basta saperlo.... O__O

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  3. I croissant caldi belli burrosi in attesa della commanda e po addebitati sul conto sono capitati anche a me, ma non a Vienna, non vorrei dire cavolata ma mi sembra sia successo in Svizzera (Zurigo). Ci siamo accorti di pagarli solo quando una mattina non li abbiamo mangiati.
    Elisa

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  4. Ah però, mi mancava questa descrizione particolareggiata di Vienna.
    Ammetto che, malgrado i costi salatissimi a tradimento, mi hai fatto venire fame e pure voglia di tornarci.
    Ricordo ancora quelle magnifiche michette dolci, che boneeeeeeee!
    E la loro marmellata *_*!
    E ricordo pure una schifiltosa pizza all'aglio, ah io volevo mangiare all'austriaca, ma il solito gruppo di amici "pizza, pizza" e ci ritrovammo aglio a kg nella margherita e io adoro l'aglio, ma sulla bruschetta o nel pesto!

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    1. ImpiegataSclerata27 giugno 2012 21:26

      Ma perchè quando si è all'estero c'è sempre qualcuno che insiste per farsi del male e spinge per andare in un ristorante (simil?!?!?!) italiano?

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    2. vogliamo parlare del cartello 'pene pesto' a Los Angeles?

      Io, nel dubbio, mi sono infilato anche in un ristorantino in un cortile e ho ordinato l'unica cosa intraducibile nel menù: Le altre due cose più o meno indovinavo, quella boh.
      Ho preso quella.
      Ho scoperto che era Spiedino di gamberetti con contorno di riso alla paprika.
      Che aveva anche un suo perché.

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    3. ImpiegataSclerata28 giugno 2012 21:32

      Già... Se non riescono neanche a scrivere decentemente il nome del piatto proposto, un semplice Penne al Pesto, senza sbagliare, chissà che ti combinano nel mettere insieme gli ingredienti del suddetto piatto nonchè dell'intero repertorio di "specialità" (?!?!?!)....

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    4. @Baba= forse la gente è masochista e non sa adattarsi >_<! Io ho sempre cercato di mangiare cose del posto, solo una volta in Irlanda ordinai di mia volontà una roba italiana che non era malaccio, delle lasagne, erano piccanti, ma erano buone XD
      @Locomotiva= booooni gli spiedini di gamberetti... oddio spero che fossero davvero penne al pesto quelle lì O_O

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  5. Chiavi di ricerca Novembre 2012
    Semafori vienna, 2

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  6. Chiavi di ricerca, gennaio 2013
    L sacher caffè

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