domenica 15 gennaio 2012

La Differenziata Differente: parte VIII

Dal belga Filip Dujardin
 Previously on ' La (raccolta) differenziata differente': La Minaccia  Fantasma (parte I), L'attacco degli Esperti (parte II), La vendetta del Bidone mobile (parte III), Quale Nuova Speranza (parte IV), La Holiday Special (parte V), Il Calendario Colpisce Ancora (parte VI), Il Ritorno Del Marrone (parte VII).

 Non abbiamo mai parlato di casa Frankenstain, vero?
 Appare qui e là il Caramba che paga l'affitto, come parte minore in commedia, ma non si è mai parlato di dove viva.
 Anche perché bisognerebbe sapere come chiamarla, Casa Frankenstain.


 Che non è una casa, non è un condominio, non è un palazzo, non è un edificio residenziale. Non è una cosa prevista da nessuna manuale di architettura ne di urbanistica.
 É una vecchia cascina, comprata in parte da mio padre per farne un'officina negli anni del boom economico, a cui tutti i proprietari in quarant'anni hanno aggiunto pezzi, balconi diventate verande diventate stanze in un turbine di porte aperte, finestre chiuse, mattonate spostate e varchi squarciati, impianti fatti a spanne, appartamenti che levitavano di un piano dopo l'altro, finestre del bagno che si affacciano nella cucina del vicino (era una veranda), camini che finiscono sotto balconi, tubi di scarico orizzontali in cui la cacca dovrebbe scorrere in spregio alla forza di gravità perché Papà ha battuto lui i livelli.

 Le parti di proprietà di mio Papà, ovviamente, sono un crescendo rossiniano di malta, tegole, travi e volumetrie concesse e condonate. Ma gli altri proprietari non sono stati da meno.
 Una generazione di muratori in nero, quarant'anni di piastrellisti amici degli amici, operai della SIP che facevano gli elettricisti per arrotondare, lattonieri sfatturati si sono assiepati laggiù.
 Senza contare il condominio dove ora sta Lattilia, a cinque metri e ventisei centimetri esatti dal muro della ex cascina grazie a firme sottobanco, scritture private e un tot di geometri dimentichi delle distanze minime di legge tra case e dai greti dei torrenti, in anni in cui i condomini venivano su come funghi.

 Insomma, Casa Frankenstain. Il Paradiso del Abusivismo.

 Ecco: prendete una povera ditta di raccolta rifiuti che deve macinare centinaia di casi umani ed urbanistici. Apre il faldone e si trova di fronte ad un mistero architettonico del genere: magazzino, negozio, abitazione, garage, officina, di un tot di proprietari ed eredi di proprietari. Entrate ovunque, scalini, porte, muretti, quattro numeri civici carpiati che si dipanano nella via privata del Lattiliadominio, via che legalmente e demanialmente non può e non deve esistere, e sedici mappali al Catasto da cui gettano spazzatura inquilini morti da anni (la voltura? Costa).

 La tentazione sarebbe smollare una manciata di pattumierine senza fare domande e avendo fede che il Sommo Spazzino dall'Alto guardi giù e ci metta una mano Lui.
 I prigionieri inquilini, di per se, non si sa cosa ne pensano. Non hanno tempo di dire alcunché.

 Mio Papà feldmarescialla con piglio maschio e ordina a me di telefonare al numero verde e farsi mandare i bidoni condominiali.
Papà ha deciso lui, da solo ed in persona, che gli inquilini vogliono il bidone comune: che lui lo sa e non si è neanche disturbato a chiedere, che lui sa.
 Una settimana di telefonate angosciose, la segretaria mi passa l'addetto che mi fa richiamare dall'ingegnere che scartabella e corregge le liste degli inquilini morti, dei metri quadri non contati, delle astruserie.
 Che, in coscienza, è una questione semantica: i bidoni condominiali sono per un condominio.
 Casa Frankenstain non ha parti comuni a tutti, non ha un cortile, non ha un'entrata sola, non c'è una scusa per chiamarlo condominio: è un'escrescenza edilizia.
 E bidoni escrescenziali, la ditta non ne ha.

4 commenti:

  1. ImpiegataSclerata15 gennaio 2012 09:53

    Ahahaha Madonna mia. Chissà che tragggggedia per to padre il non aver potuto ottenere il bifone condominiale.
    Ma perchè fa telefonare a te e/o manda te in giro? Perchè non fa lui ste cose?

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  2. Perché non è capace: non sa cosa vuole, non sa spiegarsi, cambia idea, parla a vanvera, poi cambia idea a metà discorso, poi gli fanno le domande e ha paura di rispondere (per trent'anni -30 anni- ha sbagliato a dare l'indirizzo di casa)

    Quindi lui decide il grande piano in una nuvola di contraddizioni che 'lo vuole blu ma un po' rosso, ma magari giallo con solo la punta blu e una riga verde', da tre ordini a caso e poi pretende che i gregari mettano a posto 'i dettagli' e gli leggano nel pensiero.
    E poi protesta che lui la voleva così, ma cosà, ma però, ma di più, ma di meno.

    La differenza è che geometri, notai ed avvocati, muratori ed idraulici si fanno pagare tanto all'ora per stare a sentirlo, fare, disfare e rifare con che li spia da dietro e da correzioni 'sul posto'.
    E poi, quando li richiama, non rispondono alle sue chiamate.

    Io vengo via gratis e sono sempre a disposizione per farmi notare da qui all'eternità che 'lui aveva pensato di farlo blu' o 'giallo' a seconda della giornata.

    Per dire, abbiamo una tettoia che è troppo alta quando c'è vento, troppo bassa quando porta giù legna, troppo aperta d'inverno, troppo chiusa d'estate, rumorosa quando piove e calda quando c'è il sole.
    Che lui la voleva aperta ma chiusa, alta ma bassa, isolata ma leggera.
    E non si dimentica mai, mai, di far notare che la tettoia non va bene, a pranzo o a cena, almeno una volta ogni quindici giorni.

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    Risposte
    1. Sorry, devo cliccare su rispondi perché non mi fa vedere il riquadro pre commentare.

      C'era un tizio che ha cercato di fare come tuo papà, cioè far passare per condominiale ciò che non lo era. Il Comune gli ha fatto pagare i bidoni in più rispetto a quelli che gli spettavano come singolo utente.

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  3. Eh, boh, sta cosa del commenti cambiati d'imperio da Google mi ruga abbastanza.
    Sto cercando di risolvere l'inghippo, che i commenti 'nested' sono una sciagura.
    Ma non ho ancora scoperto dove è nascosto il bùtùn per tornare al sistema da persone civili.

    ----

    E vedremo nella prossima puntata come prosegue la saga dei bidoni escrescenziali desiderati...

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