domenica 25 settembre 2011

Colpa del treno, parte II

 Previously, on Colpa del treno - parte I: l'auto della Nonna si è kamikazzata su un muro. Per colpa del treno.

 Il mezzo meccanico ha deciso di propria volontà di sbandare in barba alla legge di Newton, finendo non all'esterno della curva ma contro il muro interno senza nessuna spiegazione, tipo, una novantatreenne col piede sull'acceleratore e non sul freno.

 L'auto ha tentato il colpo - anzi, il colpo è riuscito, BANG- per far filotto e togliere dalla circolazione non solo se stessa, ma pure due clienti INPS.
 Buono, macchina suicidata sul muro e nessuna auto in senso contrario incocciata nella traiettoria non euclidea a caccia del muro.
 Passa un'ambulanza che stava andando per i fatti propri - estraggono le due tambarne, le bendano, mettono i collarini, le portano al Pronto Soccorso.

 E qui comincia il dramma: il telefonino.
 Ho già detto, e se non l'ho detto mi ero dimenticato, della lotta continua della Nonna con il diabbbbolico ordigno. Telefono normale, piatto, ultrasemplice. Che però mia nonna deve continuamente venire su a chiedere se è acceso, perché 'per vedere se funziona' schiaccia il tasto rosso.
 E poi non sa, e poi schiaccia la roba sbagliata, e poi preme verde. Un pasticcio.

 Rubrica questa sconosciuta, il libricino coi numeri è in auto, riesce solo a chiamare mio Zio, suo figlio, il primo numero che si ricordi a memoria.
 Aspettano qualche ora, una tonnellata di lastre e mille chilometri nei meandri dell'ospedale locale (disegnato da Escher) per telefonare qui e annunciare che non si è fatta niente ma ha avuto un incidente, di aprire il cancello quando arrivano con la macchina dello Zio. I miei erano al mare, c'ero solo io di guardia al fortino.

 Mio Zio si è sempre tenuto a debita distanza dalla Nonna - comprensibilmente, entro un certo punto di vista. Fatto salvo che così le sciammane della Nonna ce le accollamo tutte noi.
 Ma vabbè, per contrappasso, s'è beccato la nottata al Pronto Soccorso. Doverla accudire per ore in ospedale l'ha distrutto. Posso solo immaginare, ma preferisco di no.
 Lo zio mi claxona dal cancello, molla giù la Nonna imbacuccata e fugge sgommando col favore delle tenebre. Scomparso.
 Ha telefonato a me - e non alla Nonna in persona - per sapere come stava, ma credo abbia scavato un tunnel per uscire di casa senza passare qui davanti (abita in fondo al vicolo, a cinquanta metri). O si è murato dentro. O è scappato in Croazia. Più visto, da allora.

 Quindi io mi trovo da me, solo, con una Nonna incidentata, con collare di plastica, incerottata, la faccia blu, braccia fasciate, un quintale di carte del Pronto Soccorso sottobraccio, nel cuor della notte

 E quindi ...

9 commenti:

  1. Oddio c'è pure la parte III? °__o
    Condoglianze.

    ImpiegataSclerata

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  2. che suspense...brividi...uuuuuhhh

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  3. Con la parte III non arrivo in fondo.
    Non so neanche se mi basta la IV...

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  4. AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHH! é_é

    ImpiegataSclerata

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  5. Tuo Zio fa esattamente come faccio io. Solo che io sto a oltre 30 km da mammà, quindi schivo più facilmente.
    E' mio fratello quello che se la spippa, però a lui ubbidisce sempre.

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  6. Nel senso che tuo fratello dice 'Cuccia' e quella sta zitta?
    Eh, potessimo farlo noi...

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  7. Sì, esattamente. Qualunque cosa dica mio fratello, mia mamma esegue.
    Fosse anche una pirlata micidiale, per lei è giusta, buona e santa in quanto proviene dalle di lui labbra.

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  8. Conosco il tipo.
    Anche se nella collezione dei parenti, mi manca.

    Qui tutti sanno benissimo cosa vogliono e lo vogliono oggi adesso subito.

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  9. Chiavi di ricerca, ottobre 2012
    Auto dentro muro
    Colpa del treno

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