sabato 2 luglio 2011

Agcom delibera 668/2010 - Censura del web?

Ricevo nel messaggi qui sotto (da ImpiegataSclerata)e ripubblico:
LEGGETE COPIATE INCOLLATE DIFFONDETE E SOTTOSCRIVETE LA PETIZIONE!!!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?copy

Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e fra qualche giorno un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.

L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.

Non c'è tempo da perdere. La prossima settimana l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!

 Ammetto, 'sto messaggio pieno di punti esclamativi mi piace fino ad un po'. Anche lo stile è migliorabile.
 Preferisco lo stile dell'annuncio di Agorà digitale, riportato da Dalle8alle5, più fatti e meno urla.

 Ma, gira che ti rigira, ecco riemergere per via amministrativa quella censura preventiva senza controllo che era già stata presentata dal senatore D'Alia nel 2009, il famoso articolo 50/ articolo 60 del
disegno di legge 733-B (Pacchetto Sicurezza) e che fu bocciato due volte consecutive, e certe iniziative della Anti pedofili del On.Carlucci, un testo scritto dal dirigente della Univideo -cioè di una associazione di noleggio film.
 In entrambe i casi, il succo della questione era che ci fosse una autorità che potesse "spegnere" qualunque sito a priori, basta presentare denuncia: senza passare da un giudice, senza avere una possibilità di discutere prima se effettivamente c'è un motivo. E con una gran confusione sulle responsabilità della piattaforma e non solo sul contenuto.
 Mr.LaChiunque denuncia locomotiva-blog.blogspot, mi chiudono e fanno una multa a blogger/Google perché complice di avermi dato spazio su disco. E tutto questo lo decide un impiegato dell'AGCOM, non un giudice.
  E non si capisce io ad chi posso presentarmi per farmi rimettere in linea.

 Risulta che, più che il movimento popolare invocato dal messaggio, persone più serie stiano passando alle vie legali, mettendo in mezzo la giustizia europea. In un momento in cui il governo conservatore britannico si sta anche lui preoccupando della troppa libertà del LORO garante delle comunicazioni nel chiudere chicchessia.

 Vediamo un po', se a parlarne, prima o poi succede qualcosa.

11 commenti:

  1. Speriamo è che non mi pare se ne senta parlare un granchè, internet a parte....

    Qualcuno ne ha sentito parlare sui giornali cartacei o in TV?

    ImpiegataSclerata

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  2. Ci sono stati un paio di articoli su La Stampa.

    la prof, Dieci Muniti di Intervallo si arriva alla pagina Link di Agorà digitale, con il collegamento all'intervista di Gianfranco Fini sull'argomento, e il comunicato stampa dell'Autorità garante delle COMunicazioni.
    E un tot di altre fonti.

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  3. É passato anche qualcosa su Il sole 24 ore, che offre una interessante prospettiva dall'altra parte.

    Che, se non nei modi di questa delibera, sarebbe da sedersi sul serio davanti ad un tavolo e capire se la SIAE, con tutti i suoi sotterfugi e il lavoro che da a quelli di Report, possa ancora reggere su l'incastellatura del 1941.

    Magari anche guardando un po' al di fuori dei nostri piccoli confini di provincia dell'impero, per capire cosa sta succedendo davvero nel mondo sul copyright.

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  4. Chissà?

    ImpiegataSclerata

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  5. Così a naso, la vedo grigia: anche negli Stati Uniti faticano parecchio a sopravvivere in un mercato in cui le regole sono cambiate massicciamente.
    Tanto per dirne una, la serie Fringe per un pelo non è stata cancellata solo perché il rating Nielsen era basso: l'auditel della premiere in chiaro, insomma.
    Il calcolo era tutto lì. Poca gente che guarda l'anteprima venerdì sera = poca pubblicità = pochi soldi = chiudiamo.

    Che poi Fringe fosse guardata da una serie di piattaforme legali, che compravano e pagavano per farlo rivedere, dalla Tv via cavo alla web TV (Hulu) non entrava nel conto della serva.

    Allo stesso modo, in Italia, l'ultimo libro di Umberto Eco non si poteva leggere in forma elettronica sui dispositivi più diffusi perché aveva un blocco DRM fatto ad minchiam ed una politica commerciale del libro elettronico che usciva dal giurassico.

    In questo, ha ragione Paolo Attivissimo: vogliono impedire al vento di soffiare.
    Han fallito i francesi, a bloccare internet. I mezzi tecnici non ci sono.

    In Italia, si aggiunge solo il clima di questi ultimi vent'anni di sultanato, in cui è purtroppo legittimo temere che una legge del genere permetta al potente di turno di far pesare il "leinonsachisonoio" e pretendere che venga debellato quello che non piace dall'impiegato AGCOM.
    Pensa a quanti filmati di figuracce di Fede, i servizi taroccati del TG1 e altri video di Youtube "qualcuno" vorrebbe far sparire.

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  6. Noto, per scrupolo, che quelli che suonano la grancassa sono quelli di Agorà Digitale, ovvero quelle vecchie mummie dei Radicali.

    Che vanno presi un pelo con le molle: ormai, pur di esistere e di rimanere avvitati alla sedia, fanno qualunque cosa.
    Sono sempre gli stessi dai tempi del Governo Andreotti, se ci fate caso.

    Quindi, come dico, i sospetti che l'appello fosse un po' pasdaran trova qualche conferma.

    Come dico, aspettiamo e vediamo.

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  7. Condivido in pieno il giudizio su Agorà Digitale, di cui conosco abbastanza radici, origini e progetto per poter dire che hai ragione. Con l'aggiunta che sono giovani archeologici (per continuare la tua metafora) innamorati di vecchie mummie. Ancora peggio, se vuoi, perché la gerontofilia leaderistica delle nuove leve radicali è storia vecchia e toglie quel po' di senno che poteva rimanere. Vediamo che succede. Non sono ottimista in maniera demenziale, ma resto convinta che l'allarme urlato non fa bene né alla 'causa' (se mai ce ne fosse una), né alla consapevolezza del web.

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  8. Diciamo che le iniziative "bavaglio" da una certa parte politica preoccupano.
    Che una seria riconsiderazione di dove va il mondo dei media va fatta: non si può rimanere all'800.

    Poi, così a naso mi sembra il ruggito del topo: la solita legge che su carta sarà draconiana ma che, all'atto pratico, porterà a poco o nulla.
    Credo sia importante manifestare il dissenso al concetto di una autorità che possa troncare siti n'do cojo cojo, senza contraddittorio, dl punto di vista morale.

    Ma un occhio va anche tenuto su chi si proclama il Robin Hood della situazione: che gatta ci cova.

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  9. Approvata la norma, "sostanzialmente rivista".

    http://punto-informatico.it/News/agcom-diplomazia-del-diritto-autore

    Che è assolutamente meno draconiana di quanto non fosse stata presentata.

    Ed è appunto nel "stata presentata" il quibus.
    Era sul serio una manovra ammazzasette, o era solo una norma scritta male e cavalcata dai Radicali?

    Comunque, "fair use" e una direttiva - modello notice & takedown -, non una mannaia.

    Vedremo: anche perché, fatta la norma adesso qualcuno la dovrà applicare.
    E par di capire che l'AGCOM il personale non l'abbia...

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  10. ultime da Punto Informatico: AGCOM - enforcement rimandato a novembre

    A caccia di una solida valutazione internazionale per zittire la vociante opposizione politica.

    Gironzolando per i "link correlati alla notizia" di Punto Informatico, si nota come queste barriere siano abbastanza inefficaci: il Francia sono già annegati nel mare di segnalazioni, arrivando ad un solo caso di persona arrivata al terzo avviso e non ancora scollegata.
    Gli altri vanno a pezzi e bocconi, bloccando singoli siti di indirizzo, ma - di fatto - dar la caccia agli scariconi è come cercare di tappare una diga con un dito.
    Funziona solo nelle leggende.

    Cercando su Google la cosa del dito e la diga, sono arrivato ad un post simile ed interessante: cristiancontini.blogspot.com: nuove frontiere del download, mai interessasse...

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