lunedì 6 giugno 2011

referendum week: i dubbi

 Tace per mesi, e poi,  tira fuori questi piani all'ultimo secondo...

 E io boh. - tolto che domani c'è un post extra che va fatto lì, e quindi non sarebbe una settimana piena.

 Conosco i miei clienti, so come la pensano, e quindi mi domando cosa cambierebbe farlo o non farlo.
 Il mio peso di opinion-maker è nullo.

 Anche perché, per far l'opinion-maker, servirebbe una opinione.
 E io, una opinione non ce l'ho. Ho un sacco di domande e poche risposte.

 Partiamo dal punto base: andare a votare.
 Teoricamente, civilmente, retoricamente, uh che bello si vota. dovere civico, politica diffusa, vogliamo metterci Gaber che canta "libertà è partecipazione", per stare sul retorico e trito?
Io ho sempre votato, amministrative, politiche regionali, referendum, ogni volta: mi sarei sentito in colpa per non farlo. Senso del dovere civico.
 E, en passant, dopo aver votato uno può poi lamentarsi che sono tutti uguali...

 Questo, in teoria.



 In pratica, parliamoci chiaro: Andare a votare e votare per il "no" in nome della democrazia partecipata è una bella balla. Se voglio far vincere il "no", sto a casa. Andare a votare "no" è esattamente come votare "si", con la faccenda del quorum.
 Il pugno di romantici andati a votare No ai precedenti referendum non aveva un colore politico, scomparsi in una percentuale bulgara di si. L'interesse, se mai, era capire quanti non han votato per votare "no" e quanti son solo andati al mare che du' palle le votazioni...

 E questo porta al punto tre, quello forse più importante: si o no?
 Sono tra quelli a cui una posizione tagliata col coltello fa paura.
 Non si sta scegliendo se si vuole la bistecca al sangue o ben cotta, o di una scelta di coscienza come aborto o divorzio: si sta decidendo di scelte di politica energetica e delle risorse che ci riguarderanno per i prossimi anni. Tubi, cavi, lavoro, cose tecniche.
 Ha sul serio senso dare alla casalinga di Voghera la responsabilità di decidere con un si o con un no vincolante?
Che non si chiede un parere, una preferenza, un indirizzo di politica. Si abroga un tozzo di legge e si spera che il moncone ricresca dalla parte giusta, posto che si sappia qual'è la parte giusta.

 E visti come sono stati torti e ritorti i pochi referendum passati (tipo l'abolizione del Ministero dell'Agricoltura, o il maggioritario), il dubbio è legittimo.
Con la differenza che qui si tratta di fermare studi e cantieri per anni in attesa di rivoltare la frittata, in un paese in cui siamo già in ritardo su tutto ed impreparati a tutto.

 Non lo so, se come contributo alla referendum week posa valere...

4 commenti:

  1. Vale vale. Mica ho proposto di diventare tutti esperti di fisica delle particelle! Ognuno dice, semplicemente, la sua.

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  2. Per la mia scelta parto da presupposti molto basilari
    Siamo in Italia.
    Se non siamo in grado di gestire i rifiuti quotidiani "normali", se abbiamo ancora scorie radiattive di 30 anni fa stoccate alla c...o che inquinano i dintorni, se danno il permesso di costruire di m...a in posti in cui non si dovrebbe mettere neanche la casetta per le zanzare perchè alla prima pioggia un po' troppo forte frana tutto o col primo terremoto anche ciò che è sismico và in vacca e finisce tutto in tragedia...
    Il non sapere nulla di fisica delle particelle è irrilevante e il SI per l'abrogazione di qualcosa che già 20 anni fa si era deciso per eliminare dal suolo italiano con un referendum (leggasi = volontà del popolo sovrano, che quindi non ha nulla a che vedere con l'attuale tentativo/spinta di alcuni politici -che non sono il 50%+1 del popolo italiano- che evidentemente ci vogliono marciare sopra), è l'unica opzione.

    ImpiegataSclerata

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  3. Per il 1° e il 2° quesito...
    Privatizzare l'acqua? Certo, in Francia lo hanno fatto e la cosa al popolo francese è piaciuta talmente tanto che hanno deciso di tornare indietro nuovamente all'acqua pubblica.
    Vogliamo o no imparare dagli errori altrui e evitarci facciate nei muri o no?
    Ah, ogni tanto mi capita di vedere interviste di politici (???) a favore ceh difendono questa scelta dicendo che così si evitano gli sprechi (già già già, per magia le tubature che perdono improvvisamente smettono, così come i privati investo perchè pervasi dal sacro fuoco di fare i buoni samaritani...)... Che poi privatizzare in Italia... Con i terrificanti esempi che abbiamo di altre privatizzazioni italiane, ne faccio volentieri a meno.
    Poi l'altra simpatica cosuccia... Del garantinre un MINIMO di guadagno del 7% a questi privati che investono... Cioè, hanno stabilito il guadagno MINIMO mica hanno messo un tetto oltre il quale non si può andare quindi, fino a quanto è la simpatica percentuale che decideranno di applicaer per lucrare sulle nostre spalle? Non mi piace neppure un po' neanche questa regola, grazie.

    Quindi abrogazione anche per il 1° e il 2°: SI x 2.


    4° quesito... Leggittimo impedimento = abrogazione norma salva Premier e compagnia bella che delinquono... Non ho bisogno di commenti per giustificare la mia scelta per abrogare la norma quindi un bel SI netto senza tanti fronzoli.



    ImpiegataSclerata

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  4. Se può servire a schiarirsi le idee....

    http://www.forumcivico.it/referendum-12-13-giugno-2011-325.html


    ImpiegataSclerata

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