giovedì 16 giugno 2011

referendum week: c'è del marcio...

Sembrava tutto facile, vero?

A tre giorni e mezzo, neanche quattro, dalla vittoria dei SI ecco i pimpantissimi modernissimi del Piddi - quelli che han vinto e se la gasano tanto- che...


Il «sì» ai referendum fa cadere il divieto per i candidati in Comune di assumere incarichi nelle società partecipate.
Scatta la corsa dei delusi ai posti di sottogoverno. E nel valzer le porte del Consiglio potrebbero riaprirsi per La Ganga.


Nemmeno il tempo d’insediarsi e sull’uscio della Sala Rossa c’è già la coda. Gente che preme per entrare? Macché, è tutto uno sgomitare di neo consiglieri che non vedono l’ora migrare verso altri lidi, più ambiti e soprattutto meglio retribuiti.
da La Stampa, pagine di Torino del 16 giugno. Articolo di Andrea Rossi.

 Non credo ci voglia molto ad immaginare che anche in altre realtà, c'è chi si stia fregando le mani, e l'assalto degli amici, dei cugini e dei parenti per un posto all'acquedotto...

 Come dicevo, avevo dubbi sui referendum sull'acqua: c'era qualcosa, sotto...
 Anche se più dubbi li lascia il nucleare, come nota Carolina Venturini.

 Ma mi pareva strano, ma strano stranostrano, non ci fosse un inghippo.

4 commenti:

  1. Sì, c'è una conseguenza (e ce ne saranno magari delle altre) non positiva. Ma rispetto a cosa sarebbe successo se i referendum avessero fatto cilecca mi pare il minore dei mali.

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  2. Visto e considerato il poco tempo che rimane prima delle prossime elezioni... direi che il "magna magna" è iniziato.

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  3. -_- Che schifo: lo sapevo che avrebbero trovato il modo di approfittare della situazione

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  4. É proprio questo che mi scoraggia: con le elezioni alle porte, dopo paroloni sulla rinascita e la partecipazione e il taglio con il passato e blablabla.

    Appena si apre una possibilità, tutti quelli che ieri dicevano Buu ai berluscones si buttano a pesce sulle poltrone come facevano i socialisti ai tempi.
    Chiederer al povero LaGanga, che con il cognome che ha, con la nomea di Craxiano di ferro e con la galera che ha fatto per tangenti, è tirato in mezzo spesso come esempio.
    Forse troppo, la nomenklatura di vecchi compagni di provata fede in coda è lunga, con nomi abbastanza oscuri fuori dal Partito.

    A breve distanza dalle elezioni, in un momento in cui pagherebbe una certa coerenza.
    E in una Torino dove il leghista Cota fa la faccia dura alla corruzione (nonostante il piddielle pretenda la poltrona vacante dopo l'arresto dell'assessore Ferrero)

    Ripeto: al di là del voto "di pancia", per puro calcolo politico si dovrebbe cavalcare l'onda della moralizzazione, non buttarsi sul risiko delle poltrone.
    Mi sembra, oltre che squallido, miope.

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