martedì 8 marzo 2011

M'ha detto mio cuggggino che l'otto marzo...


Io ce l'ho sul serio, ' sto cuggino: cugino di ennesimo grado, tipo cugino in seconda di mia nonna. U’Rensu.

Abita sopra Sanremo, coltiva fiori: o meglio coltivava.
La nevicata dell’85 gli ha ucciso i peschi, ed i garofani a terra era troppa fatica portarli avanti, anche se il marcato sarebbe crollato qualche anno dopo – c’è chi ha fatto i soldi, per addobbare le convenscion anni’80.

U’Rensu coltiva ora esclusivamente mimose.
Un appezzamento sopra l’autostrada che gli ha portato via la casa.

Col suo passo lento, da contadino, segue le sue mimose, che siano fiorite per l'8 marzo.
E le mimose non è che impegnino otto ore al giorno: nei ritagli di tempo c’è il vino da fare in cooperativa, il verderame da dare, vinili rari di jazz comprati per posta dall’altro capo del mondo, pesche grosse come palle da cannone da far diventare succhi di frutta o marmellate (la cui unica differenza era la forma del barattolo, dal mio punto di vista), u’cunigghiu cu’le ulive che lo fa buono, i tulipani da piantare per il padrone di casa, come affitto.
Pensando alla festa delle Donne, a me viene da pensare a U’Rensu.

Lui ci si è ritagliato una vita. Placida e romantica.
Credo sia l’unico a cui l’8 marzo serva a qualcosa di buono...

1 commento:

  1. Per il cugino, c'è anche il Carnevale di Ivrea dove la mimosa va a quintalate: lo getta dal carro la Mugniaia ai passanti.
    Certo vedendo ramoscelli striminziti e grossi come un pugno venduti a cinque euro, non posso dare torto al cugino :-)
    Elisa

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