mercoledì 7 aprile 2010

Il silenzio teutonico

  Parleremo più avanti dei dettagli, ma comincio con una osservazione non mia.
  Ma com'è che gli aeroporti tedeschi sono silenziosi?
Dusseldorf  Airport Hall, Terminal A - B - C
  Questo  è l'aeroporto di Dusseldorf: facilmente raggiungibile con la metro dal centro (e già qui, ci sarebbero da fare paragoni).

  Dentro al terminal fatto a banana c'è anche un centro commerciale, infilato sotto ed attorno alle partenze.
  Oltre alla Hall enorme davanti.
  Famigliole in giro, singoli e gruppetti con valigie, trolley e carrelli. equipaggi ed hostess di linee molto bizzarre (tenuta kaki, cappellino rosso con veletta pendente da un lato, o con foulard e guantini rossi), i bundespolitzei che girano col segway.
  Aggiungici anche tanti dalla convention StarWars nell'holet a lato dell'aeroporto che vengono qui a caccia di cibo e beveraggi meno costosi.

  Insomma, un traffico mica da ridere. Eppure: silenzio.


  I bambini non piangono; la gente non grida. I carrelli non fanno roll, roll, gratt, gratt; le scale mobili e gli ascensori esalano somemssi sospiri in movimento - non c'è clangore.
  Non ci sono televisori che urlano notizie, non ci sono neanche tanti annunci: i pochi non sono annunciati da Plin-Plon a cento decibel, c'è solo una garbata voce tedesca che con tono baritonale da una qualche informazione - senza rimbombi, fruscii, casini.

  In tutto 'sto aeroporto - aeroporto internazionale, non un buco - la cosa più rumorosa è la voce interna agli ascensori: che ti sparano un colpo di Gong tipo tempio scintoista e poi annunciano "first floor".

  La cosa più straniante è che nessuno usa il telefonino: ne squilla uno ogni mezz'ora, con una quieta suoneria che non alza man mano il volume e la persona risponde pacata e sottovoce. Dice Ja, nein, Uh-Uh, e mette giù.

 Si ragionava di un qualche misterioso rivestimento assorbente, ma come si spiega che la Hall è tutta aperta, e dall'alto della balconata non senti niente?
 Cioè si, senti: dal tavolino del caffè al terzo piano senti la pianista che fa pianobar per  il locale sotto alle scale mobili. Quindi senti. Ma non senti rumori.

 Certo, il pavimento aiuterà ad attutire il rotolio e magari anche i passi, ma non basta.
 Come non si spiega com'è che sia così silenziosa anche la Hauptbahnhof, la stazione centrale di Dusseldorf, dove (alle 23.00 del sabato, un'ora a Pasqua) c'è un candido ufficio informazioni con poltrone in fintapelle e numerino, e due sorridenti addetti a cui chiedere se il biglietto della metro vale anche fino all'aeroporto (risposta: si, è nella tariffa zona A) ma si preoccupa anche di controllare sul computer ed indicare il binario.
 Questo mentre la gente sale e scende da metro e treni, trascina valige e figli, in una calma irreale.

  Poi uno ritorna a Malpensa, aspetta venti minuti le valigie ammucchiati con gente che estrae i telefoni e chiama, poi si fa richiamare, e grida, e chiede, ed esce rollando la valigia su pavimenti butterati, cerca l'autobus, non lo trova, becca uno che gli indica che la fermata non è alla fermata ma qui, là, su, giù.
    Scale mobili che cigolano, porte scorrevoli che si aprono con sbuffi da locomotiva o cigolii da stanza della torture (se si aprono: molte hanno un cartello appiccicato con lo scotch e scritto a pennarello, un'istituzione italiana)

  E intanto si becca un'altra catena di santantonio di chiamate delle persone in Autobus che spiegano ad una famiglia numerosa ed evidentemente sorda, oltreché incapace di trattanere un'0informazione per più di cinque secondi  "eh, ma ti avevo chiamato perché non sapevo, adesso siamo sul pullman, poi ti richiamo, a la mamma come sta..., si ho detto che sono sull'autobus" e avanti in loop.
  E, sia chiaro, si lascia suonare fino al volume più alto, guardando il magico strumento e godersi la musichetta.

  Arriva in Centrale a pestarsi, tra annunci, labirinti di scale mobili a caso, macchine dei biglietti rotte, televisori a tutto volume, telefoni, annunci, sbuffi, sferragliamenti. Anche un po' di puzza di piscio che non è rumore, ma 'nzomma, non aiuta. Ed il treno che vibra e cigola come un animale ferito.

  E poi si dice che a uno viene la depressione...

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