martedì 21 dicembre 2010

Locomotiva's War Memo X: Regali di Natale

  Come ho detto più volte che se facessero un referendum sul Natale, io voterei l'abolizione.
  Tuttavia, seguendo la moda del momento e questo post, vado a ripensare al Natale di inizio millennio o lì in giro.

  Quell'anno, quando internet era ancora un giocattolo per pochi, armato di pagine gialle cartacee partìi alla volta di Torino.

  Non ricordo esattamente tutti i posti: ricordo una grossa cartoleria dalla parti di corso San Maurizio, che era nella lista anche per una selezione di costumi di carnevale - certo, a Carnevale, non a Natale.
  Ho ancora oggi la visione impressionante di una austera sala in legni pregiati, in una qualche via attorno alla Mole (Credo). Un salone in cui tutte le pareti erano porte di armadio in legno chiaro, con una balaustra in una essenza più scura che reggeva un secondo piano di armadi chiari, affacciati sulla sala.
  Mi sembra che in mezzo pendesse anche un lampadario enorme, ma forse confondo.
  Solo un paio di ante erano socchiuse, rilevando barbagli di velluti e nastrini.


  Spezzava un po' la sacralità del posto una serie di carrelli pieni di costumi da babbo natale a poco prezzo, e l'ingombro più in la di grucce e sacchi in cui si stata impacchettando qualche sontuoso costume di scena per il San Carlo di Napoli, se ho capito bene.
  Molto sabaudo, molto classico: una via laterale, poco sfarzo nella vetrina antica, e molto professionale da signora al banco, davanti all'unica rientranza della sala - a specchi.
  Ma non poteva aiutarmi, per quello che cercavo. Avevano qualcosa, non quello che cercavo, e i prezzi (in lire) erano stratosferici.


  Da lì non ricordo bene - veniva scuro, c'era un po' di nebbia, passai in altri due posti, finiì dalla parti del teatro Alfieri: nell'indirizzo, una cantina sotto un palazzo, c'era una boutique, ma mi spiegò che la vecchia ditta ora era in una via tra Porta Susa e piazza Statuto - Ultimo tentativo.
  E lì, al piano di un palazzotto, trovai un festoso e un po' confuso laboratorio, pieno di nastri, trini, e manichini di costumi in costruzione, stanze ricolme di cappelli e parrucche.
  E li avevano quello che cercavo. Bhe, non avrebbero forse potuto vendermelo così su due piedi, ma per stavolta...

  Così, qualche giorno dopo, regalai un coso così.
tricornoChe rimase su una scrivania per anni - mi chiedo se non sia ancora lì - Un potenterrimo ciapapùer.

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