giovedì 30 dicembre 2010

Il cenone ed il tango della tirchieria


 Si avvicina il capodanno - ed inizia il gioco di strategia.

    Ovvero, papà sta tentando il colpo di andare al cenone e far pagare mia mamma, come già fatto un mese fa.

  La teoria è che, se ci vuole andare lei, allora paga lei.
  Quindi sono giorni che mio papà fa il vago, incontra gente che gli dice "ah, noi andiamo qui, vuoi venire?" e nicchia, gira attorno, tace.
  Aspetta che sia mia mamma a dire di si. Così papà è giustificato a fare l'ospite.
  Mia mamma ormai ha mangiato la foglia e tace, anzi rilancia che ha incontrato il talaltro che li ha invitati ad andare con loro e "di dirgli qualcosa": che mi papà vada a parlare e decidere.

  É tutto un zig-zag di forse, quasi, di però, per mettere alle strette l'altro e fargli fare la mossa definitiva.
  Finirà che stanno a casa a guardarsi in cagnesco con un panettone avanzato.

  Io intanto mi squaglio...

martedì 21 dicembre 2010

Locomotiva's War Memo X: Regali di Natale

  Come ho detto più volte che se facessero un referendum sul Natale, io voterei l'abolizione.
  Tuttavia, seguendo la moda del momento e questo post, vado a ripensare al Natale di inizio millennio o lì in giro.

  Quell'anno, quando internet era ancora un giocattolo per pochi, armato di pagine gialle cartacee partìi alla volta di Torino.

  Non ricordo esattamente tutti i posti: ricordo una grossa cartoleria dalla parti di corso San Maurizio, che era nella lista anche per una selezione di costumi di carnevale - certo, a Carnevale, non a Natale.
  Ho ancora oggi la visione impressionante di una austera sala in legni pregiati, in una qualche via attorno alla Mole (Credo). Un salone in cui tutte le pareti erano porte di armadio in legno chiaro, con una balaustra in una essenza più scura che reggeva un secondo piano di armadi chiari, affacciati sulla sala.
  Mi sembra che in mezzo pendesse anche un lampadario enorme, ma forse confondo.
  Solo un paio di ante erano socchiuse, rilevando barbagli di velluti e nastrini.

domenica 19 dicembre 2010

E mo' che mi guardo? (Reprise)

  A più o meno un mese dalla prima puntata sono nuovamente a caccia: finito in un lampo Dexter e Life On Mars, quattro stagioni una e due l'altro.

  ATTENZIONE: minimi spoiler da qui in poi.

  Dexter non è stato male: molto interessante il discorso interiore della masdchera, del mostrarsi agli altri.
  Ammetto, la terza stagione non è stata il massimo (Jimmy Smith appiccicoso) e la quarta ha mescolato dei buoni spunti sulla famiglia (John Litgow) con una girandola di intoppi e telefonate che sembra uscito da una soap-opera.
  Vedremo, quando arriverà, la quinta stagione: visto come è finita la quarta, non ci saranno più le girandole di scuse con la moglie per squartare il prossimo, ne i tradimenti e le baruffe che hanno mangiato parecchio spazio.
  Speriamo anche si calmi un pochino la comemdia di gente che piglia e si molla e si ripiglia - soprattutto la sorella che se ne è passati uno meglio dell'altro - quello meglio è stato scuoiato, c'è stato un serial killer, uno sparato, e ho perso il conto degli altri. E anche la Tenenta, Angel e tutti i colleghi.
  Ci manca solo che Masuka si sposi anche lui, e abbiamo fatto filotto.

  Gli sceneggiatori fanno sapere che valutano l'ipotesi di far scoprire il segreto di Dexter alla sorella. E ho paura a chiedere quale grosso attore pescheranno per fare il serial killer da cacciare stavolta - o magari mollano 'sta serialità di avere un cattivone a stagione.
  Vedremo.

  Life on Mars, sono andato a leggere le spiegazioni del finale, e non sono tanto sicuro di aver capito.
  Ho scoperto che c'è uno spin-off: Ashes to Ashes, un'altra serie BBC in cui una poliziotta legge i rapporti del Tyler del 1973 e poi "casca" nel 1981, in cui incontra il Duro Gene Hunt e si riannoda tutta una continuity con la vecchia serie.
  Unico neo: Ashes To Ashes non è uscito, in Italia. Solo in lingua originale, l'inglese di Manchester - che non è propriamente il BBC english, anzi.
  Che se capisco quello, sono a cavallo anche per il viaggio in primavera.

  E proverò a dare un occhiata anche alla versione americana di Life On Mars: non mi convince troppo, e per sbaglio ho anche letto il finale (che sembra avere più quella britannica).
  Ma chi può dirlo.

venerdì 3 dicembre 2010

Il treno (piemontese) fantasma, dopo quello tedesco

  La citazione del treno (tedesco) fantasma, di qualche mese fa, continua a portare gente su questo Blog.

  Ma non è il solo: sto curando da un po' un altro treno fantasma, che mi interessa più direttamente.
  Direttamente perché prima o poi, lo rifaccio un giro per vetrine a Milano (scarse notizie sull'Obei Obei classico, ma c'è la Fiera Dell'Artigianato a Rho)

  E ho avuto le mie avventure sul treno da e per la capitale meneghina.

 Che da mesi prendere ArenaWays, una società privata che offrirebbe una linea circolare Torino, Milano, Pavia, Alessandria.

  Offrirebbe. Condizionale.

  Perché, mattuguardachecaso, sono mesi che continuano a sbattere contro problemi amministrativi di ogni tipo: il deposito di Arquata Scrivia che non si vuole fare ispezionare, quindi ritardi per le ispezioni ai treni arrivati là, altri ritardi, burocrazia, e, ciliegina sulla torta, il fatto che i signori che comandano le Ferrovie hanno proibito al treno di fare fermate.

  Dovevano cominciare a settembre.
  E solo da metà novembre ci sono solo due corse ArenaWays da Torino a Milano. Esattamente, propriamente, inesorabilmente da Torino a Milano e ritorno, no-stop.
  Io che devo fare da Novara a Milano? Piglio il carro bestiame coi cessi chiusi che sa di piscio di ubriachi.

  Arenaways va a mordere una tratta remunerativa, anche se gli orari non saranno per i pendolari (dove si fanno i veri soldi).
  Anche i prezzi sono più alti, il biglietto costa qualcosa in più che un prima classe Trenitalia.

  A vedere dentro i treni, coem fa il Sole24ore, c'è anche un perché.
  Ma evidentemente fanno paura lo stesso. Io sono il primo a voler pagare il triplo per quel che conta.
  Le Ferrovie Dello Stato si mettono di traverso anche per questi, e non solo per i tedeschi.

  Giova ricordare che Ferrovie sono statali e padroni sia dei binari (RFI) che dei treni (Trenitalia)?
  Non riesco a trovare un link, solo voci che ci sono manovre per vendere il deposito di Arquata Scrivia da RFI a Trenitalia (cioè una falsa vendita) il che permette qualche gioco di prestigio contabile e, soprattutto, di sfrattare ArenaWays - che non ha caso ha dovuto riparare a Santhià, nel deposito privato Magliola?

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