martedì 24 agosto 2010

Orlando: partiamo dalla mappa


  Allora, vediamo di cominciare a parlare di Orlando: che va bene il fuso orario sfasato, febbre, tosse e la botta di ritornare alla solita vita, ma...

  Allora, Orlando (pronunciato Orlééndo, con una lunga E nasale dagli autoctoni), in realtà, è parecchio più su.
  Intendo Downtown Orlando, quella che in teoria è la città.

  Non l'abbiamo vista. Colpa mia, e dell'azienda trasporti coi suoi orari.
  Avevo scoperto su internet un ristorante che faceva l'alligatore, ma grazie al sistema di trasporti ci abbiamo messo ore per arrivarci - e scoprire che era diventato un ristorante cinese da due soldi...

  Vabbè. Capita. Insomma, noi eravamo sulla International Drive.
  Che è una unica strada, a fianco della Interstate 4, in cui ci sono alberghi, ristoranti, negozi di souvenir da poco prezzo, ristoranti, centri commerciali, ristoranti, parchi giochi... e l'ho detto, ristoranti?

  I parchi Disney sono un po' più ad ovest, i parchi Universal a tiro, al di là della statale: la zona "bella" va dal Seaworld al Wet'n'Wild, i due parchi acquatici.


  In mezzo, appunto, il divertimentificio: ristoranti di ogni tipo (l'ho detto, vero?), qualche minigolf, un simpatico parco giochi con la pista dei go-kart ed una fionda coi due bracci alta trenta metri: ti legano e, boooinnng, ti sparano nel cielo. Di notte, fa un bell'effetto, un lucino nel buio del cielo tra le due colonne illuminate.

  Bhe, di notte: parolone.

  Presto a letto presto in piedi, sulla international Drive. Il trolley faceva l'ultima corsa alle 10 e mezza quindi noi arrivavamo all'hotel alle undici massimo (con tappa al drug store del distributore), ma l'impressione è che, massimo alle undici, undici e mezza, tutti a nanna. Vita notturna, nada.
  Forse nella mitica downtown, dicevano.

  Il problema era arrivarci, senza auto: perché (ok, altra mia pensata geniale), rotolati giù dall'aereo, abbiamo preso il 42, l'autobus che faceva tutto un giro e l'International Drive, invece di prendere il 111 diretto all'hotel.
  Per vedere cosa c'è attorno, dicevo.

  Yeah, sure.

  Non c'è niente, attorno.

  Ma niente, niente.

  Qualche rada insegna di negozi chiusi sulla statale, poi ci siamo infilati nel buio della notte, passando per strade senza una luce, senza una casa, senza segno di vita.
  Solo un qualche lampione sparso, e gente che appariva nel buio alle fermate, o scendeva nella notte e spariva.

  Abbiamo fatto un'ora, almeno, di vagheggiamenti nel nulla, nel buio totale, fino ad arrivare finalmente alla International drive, dove, almeno, un po' di insegne c'erano, ma gente in giro, aher...
  L'autista ci ha mollato direttamente nell'aiuola davanti all'albergo invece che alla palina della morte, che si sa mai ci fossero i lupi mannari in giro.
  Bhe quelli no, ma qualche 'drillo, probabilmente...

  E, su e giù per la International Drive (con qualche puntata esterna) vedremo le prossime avventure.

1 commento:

  1. pensionato Bruce, lo squalo di gomma dell'Universal.

    Chiudono il giro sul battello con effetti speciali negli Universal Studios, e sarà abbattuta tutta la parte che raffigurava il villaggio di Amity, compreso lo squalone appeso per la coda in piazza, "per fare posto ad una nuova emozionante avventura".

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