mercoledì 25 agosto 2010

Orlando: dopo la mappa, la pappa

  Ammettiamolo, è un titolo scemo. Infatti mi piaceva. É da ieri che ci ragiono su.
  E dovevo metterlo qui, se no non funzionava. Quindi, puntata cibarie, con le foto dei piattoni per farvi capire (Si, siamo di quei turisti che fotografano la roba che mangiano - non siamo i soli: la macchina fotografica nuova ha persino l'opzione "cibo").

  Sui ristoratori americani si può contare per l'aria condizionata a temperatura polare, la richiesta delle mance ed i piatti condominiali extrastrong.
  In 'sti otto giorni, s'è pappato allegramente, su e giù per la International drive.
  Oltre alla già malaugurata avventura del 'drillo fritto cinese, ci è scappata di sotto la forchetta la serata del mercoledì da Miller's con l'aragosta del Maine - aragosta da 1 libbra e 1/4, con burro fuso e contorno, 12 dollari e spicci.

  Ci eravamo passati davanti di giorno, e faceva un po' paura il locale aperto nel sole infuocato.
  Di notte era meglio, c'è la sala interna coi biliardi e la temperatura sottozero, la sala esterna era a temperatura media: megaschermi e compagnione, rumore e musica a volume alto.
  E, per essere un pub, sembrava un po' meno trucido dell'Hooters, una catena abbastanza nota perché ha il punto di forza nelle cameriere vestite da cheerleader seminude.

  Noi, si preferiva il Miller's, e l'aragosta.


  Tempo che siamo saliti sul maledetto trolley, abbiamo sbagliato fermata e tutto, tempo di aspettare che si liberasse un tavolo (abbiamo detto che eravamo in due e abbiamo aspettato guardando lo schermo coi numerini come all'ASL), tempo di sederci, e si erano già pappati tutto il branco di aragoste e anche metà della cucina, probabilmente.
  Ma, niente panico: abbiamo preso il più potenterrimo piatto sul menù, il Miller's seafood, Lobster & clam bake che aveva la coda dell'aragosta + gambe dell'aragosta + un numero imprecisato di gambe di granchio + pancia del granchio + cozze + vongole grosse come pizze + un tot di gamberetti + altra roba di mare non bene identificata, e una mezza pannocchia il tutto infilato in una rete come quella delle arance a bollire alla marinara in un sughino che lasciava un vago sentore di piccantino.
Miller's seafood, Lobster & clam bake
  Nel piatto, la rete chiusa ed intera, ciotolino di burro fuso, ciotolino di salsino tipo maionese, ciotolino misterioso con dentro una insalata capricciosa di cavolo, forse.

  Nella mente bacata della Yankees, è un piatto per una persona. Yeah, sure.

  Giusto per prendere un piatto a testa, non farci mancare niente e ucciderci del tutto, abbiamo anche preso un cesto di gamberetti fritti e impanati, ri-fritti e ri-impanati, tri-fritti e tri-impanati. Se no non si spiega come han fatto a fargli attorno uno strato di pastella così croccante. E 'n par di birrozze.

  Abbiamo lavorato mezz'ora per farci strada tra gusci e corazze, poi abbiamo scoperto lo schiaccianoci nel piatto (siamo delle volpi, eh?) ed abbiamo tentato di finire quello che aveva resistito alla violenza a mani nude.
  Non siamo arrivati in fondo ai gamberi tri-fritti, io devo aver lasciato anche qualche gamba di granchio o aragosta - Ahhhhh, magnada.


Steak e lobster, al Ponderosa
  Nei giorni "normali", Ponderosa Steakhouse, simpatico localotto per famiglie in cui eravamo incappati, all'8501 della Int'l drive, colti sotto il sole a picco ed affamati come ladri.
  Entrati sospettosi: dopo il primo assaggio è diventato tappa fissa.

  Non finissimo, forse, ma anche qui: foto belle grosse dei piatti principali appese ai muri da additare alla cassiera, bistecche (dalla petit cut alla T-bone steak), gamberi e pollo vario.
 Scegli la portata, scegli il grado di cottura dalla una serie di foto della bistecca tagliata (sette varianti da "al sangue" a "ben cotta"), assieme scegli o patate fritte (fries) o una baked potatoes, una patatona avvolta nella stagnola, tagliata e piena di sour cream. + Bibita. Che il cameriere continua a riempire ogni volta che passa.

frutta e gelatine, Ponderosa
  Ti accompagnano al tavolo e da quel momento puoi andare ad abbuffà al buffet che offre di tutto: zuppe, pasta, insalate, gli ingredienti per tacos e burritos, biscotti e fette di torta e gelatine non identificate tipo questa.

  Il piatto principale di solito ci uccideva, facevamo giusto due assaggi: gli americani erano come cavallette, nel buffet.
 Ma la bistecca "media", croccantina fuori, ancora rosata dentro con tutto il suo sughetto, spessa un dito e mezzo - argh...

  Anche lì, abbiamo tentato il combo: piattone enorme di coda di aragosta + bistecca (è offerto così da menù) + piattone di salmone alla griglia - tutto diviso per due, una patatona a testa + un assaggino di buffet.

  E, mangiato il mangiabile, arrivava il cameriere con un vassoietto con quattro caramelle, uno sconto del 10% per la prossima volta e una spiegazione "è d'uso una Gratuity dal 15% al 20%".
  Lasci la mancia nel vassoietto e via, più pratico del cameriere al ristorante vero che che ti squadra per capire che, si, nel conto dovresti mettere anche la mancia, sei straniero? Lo sai, vero?

pancake, Ihop
  Tolta la cura a bisteccazze, siamo andati un po' ovunque: la botta di voglia di roba messicana ci ha portato ad uno sperduto Taco Bell alla periferia della periferia, ci siamo uccisi con una omelette e una bella dose di pancake all'Ihop, in mezzo alle famiglie più povere che facevano il sunday lunch coi pancake.
  Tutte catene a poco prezzo, ma anche lì, lo snack americano per uno stomaco europeo è più che sufficiente.

  E no, McD niente, ecchediamine

  Dentro per dentro, anche perché non si può sopravvivere ad una dieta del genere pranzo e cena, ci abbiamo infilato anche un panino con la tuna salad al convention center (s'è mai visto una mostra in cui i bar interni fanno il 20% di sconto sul listino? Ad Orlando lo fanno) ed i panini imbustati un po' maffi usciti dal frigo del Drug Store dietro al distributore - ne riparleremo, di 'sto drugstore.

  E la colazione, all'Hotel, era coffee, muffin, paste danesi e pane tostato, niente uova fritte, per fortuna.
  E il thermos del coffee era li 24h, ne ho bevuto a litri: altro caffè, neanche parlarne, mai visto un espresso, anche se c'era un badass cafè ed un Tuca Tuca Tango cafè che, chissà, avrebbero meritato una visita.

Dicevo, c'è scappato il 'drillo fritto e l'aragosta.
 Ma, dimenticavo, tra le prede più ambite c'era anche la zampa di pterodattilo.
 Ok, no, non era pterodattilo, lo servivano nel ristorante dell'area Jurassic Park agli Universal Studios, ma -dicevano- era un cosciotto di Tacchino.

  Sarà.

  Per me, sembrava pterodattilo. Dalla dimensione. E ti davano anche un pannocchione come contorno.
  Solo che, spiegatemi con che logica, alle quattro chiudono il ristorante vero e proprio e lasciano solo l'area fastfood - E noi ci avevamo sbirciato dentro alle cinque e qualcosa, quando c'erano allegre famigliole che facevano merenda col cosciotto di pterodattilo.

  C'era anche chi girava con la coscetta in mano, tipo cono gelato - lo vendono così, a mano, anche alla Disney.   Ma alla Universal studios, alle sette spaccate, sbarrano i ristoranti. E noi siamo arrivati lì alle sette e zero uno.

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