giovedì 27 maggio 2010

Locomotiva's War Memo IV: L'incidente

  Presente quelle cose da film d'azione, la galleria, le esplosioni. Ecco, più o meno.

  C'era coda tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello - c'è sempre coda... Presi la via del mare, quindi.
  La A12 Genova-Livorno è a zig-zag, piena di curve e/o di gallerie che sforacchiano l'intera Liguria.
  Dico "curve e/o gallerie" perché la mia era "galleria e curva a gomito" tuttoassieme.

  Uno fu abbagliato -dissero- all'uscita della galleria a gomito, si mise di traverso.
  Coda in galleria, dietro la curva. L'ingorgo non si sblocca.
  Dietro, frenate rabbiose di chi si trova dietro la curva delle macchine ferme.
  Finchè Sbam! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! TUMP!

 "Sembrava un film", si dice: io l'ho vissuto al rallenty, ho proprio sentito la valanga arrivare, con le braccia puntate sul volante, pronto all'urto.

  Li ho fermati tutti io: l'unico pirla fermo in galleria con motore spento e marcia ingranata.
  La carambola di auto, motore acceso, frizione su, si è schiantata tutta contro la mia cinquecentina rossa.
  Cinquantasei auto, dice il verbale: parecchie sono arrivate addosso a me al primo urto.

  Dopo il botto, l'attimo di silenzio come in ogni film d'azione, mi guardo in giro mentre si alza il volume del sottofondo.
  Clacson, grida, frenate e botte nel groviglio (SBAM! lamiera su lamiera, niente carambola a raffica).
  Quelli davanti scappano: mi si apre la bocca del tunnel mentre dietro continuano frenate e SBAM!
  Accendo il motore e striscio fuori, prima che faccia tutta una fiammata. Arranco fino al casello, do l'allarme e mi posteggio appena oltre.
  Stradale, carri attrezzi, sopravvissuti con macchine sfondate davanti e dietro - verbali, racconti.

  Morti nessuno, qualche botta ma niente feriti seri, dicono.
  A tarda sera riprendo la mia autostrada e sferraglio fino a casa, mille altre gallerie.
  Credevo di avere le vertigini: non era la botta, era il sedile uscito dalle guide per l'urto, appoggiato di traverso.

lunedì 24 maggio 2010

Ma quante volte hai schiacciato OK?

 Qualche tempo fa che non ero dubbioso sul tema di questo cat-blog
 Potrei farlo diventare una sit-com.

 E poi la vendo agli americani. Ci faccio i miliardi. Altro che La Vita Secondo Jim o Becker.
Titolo di questa puntata: la macchinetta dei biglietti del treno.
 La Nonna deve andare al centro anziani di un paesello più giù: la barista del Caffè della Stazione è scortese. Lo è sempre stata, da trentacinque anni a questa parte, inamovibile come la rocca di Gibilterra.
Quindi la Nonna affronta la macchinetta, non legge il display, e non sa come si fa. Arriva il buon samaritano che deve fare il biglietto anche lui e in due secondi, ecco il biglietto, facile facile.
 Mia Nonna vola da mia mamma, che quella macchinetta non l'ha mai usata.

 Mia Mamma va alla stazione, legge il display, fa un biglietto e amen.
 Mia Nonna vuole sapere la lista precisa di cosa schiacciare, in ordine.

mercoledì 5 maggio 2010

Locomotiva's War Memo III: L'Urologo Volante

  Aeroporto di Los Angeles, in attesa del volo per Londra. Si torna a casa dopo la Star Wars Celebration IV.

  E spicca questo: Cinquant'anni, chierica di capelli bianchi, rubizzo, tondo.
  Braca corta, scarpa da ginnastica Hi-tech ed una stropicciata T-shirt. Mancava solo il cappellino per sembrare il grezzo villico americano.
  É accampato con un borsone abbastanza grosso da metterci un cadavere a pezzi e tre o quattro sacconi di plastica, quelli bianco traslucido che negli USA si usano per la spazzatura. Vagamente zingaresco.

  Ma la maglietta porta bene in grande una vignetta anni '40, stile tricromie d'epoca.
  Un bambino con giacchetta, cuffietta con ponpon e calzettoni, su uno slittino che sbatte a gambe larghe contro un albero.
  La scritta attorno “Non preoccupatevi, mio papà è un urologo”.

 E il nostro è per l'appunto un urologo.
 E non ha intenzione di tenerselo per se, perché è un urologo italiano.
 Primario di un ospedale del nord-est: ho nome, cognome e nome dell'ospedale segnati da qualche parte.
 Negli Stati Uniti per congressi medici.

martedì 4 maggio 2010

A martini: shaked, not stirred

007, quella roba che è? Vino bianco? Tsk tsk

  Risolto uno dei Grandi Misteri Dell'Umanità: la differenza tra un (vodka) Martini agitato ed uno mescolato.
  Si, Ok, ci avevano anche provato i Mythbuster, ma furono preceduti.

  Il seriosissimo dottor J.R. Trevithick della seriosissima University of Western Ontario, dipartimento di biochimica, facoltà di medicina ed odontoiatria, nel dicembre 1999 pubblicò sul seriosissimissimissimo  British Medical Journal una serioserrima analisi del problema.


  E, si, C'è differenza tra un martini agitato nello shaker ed uno mescolato con la bacchetta.
  Nel secondo il gin viene "grattato" e si ossida. E Ian Fleming  lo sapeva.
  Gli ammerragani so' strani. I canadesi, anche di più. Gli inglesi, poi...

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