martedì 20 aprile 2010

La crisi è colpa della S.P.E.C.T.R.E. e di Blofeld...

  É tutto un pieno diabbbolico per far fuori Bond, James Bond.

  Bloccato "Bond 23" a tempo indeterminato, il ventitreesimo film sull'agente uscito dalla penna di Ian Fleming.

  Ne da notizia la sciura Broccoli, figlia dell'Albert Broccoli che acchiappò la gallina dalle uova d'oro: Il franchise di 007 è saldamente nelle mani della EON (appunto, i Broccoli), che ne aveva ceduto i diritti alla United Artist, la quale fu fagocitata dalla MGM tempo addietro.

  Ora la MGM è stata pappata dalla Disney, con le cucuzze e tutto il cucuzzaro: l'agente segreto è una fetta più che rilevante degli introiti presenti e futuri della neo-acquisita casa.
  Ma si è ancora in mezzo al tira e molla di chi comanda cosa e chi fa cosa, quindi, dove non potè Goldfinger ed il suo laser, potè lo Zio Paperone ed il suo borsellino.

  Aspettiamo e speriamo: io ho seguito un po' tutta la saga cinematografica Bondiana, e l'ultimo reboot col biondo Craig m'ha lasciato a metà: eccellente l'idea di perdere per strada i film tutti gadget e sponsor, buono Casinò Royale -anche se il politically correct morde, ahimè- abbastanza deluso dal violento e "Bourniano" Quantum of Solace.

  Aspettavo il terzo, appunto Bond23, per capire dove volevano finire.
  Agitati, non mescolati, speriamo...

  Aspetterò... "Ci reincontriamo, signor Bond..."

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