venerdì 23 aprile 2010

Se senti Catblog, pensi gatti, non cacca (reprise)

  Ne parlavo un paio di post fa. Il "cat Blog", il rumore di fondo di chi mette in rete le storie del proprio gatto e la sua storia minima.

  Davide Mana, nel suo post, afferma una virile fierezza dell'essere Cat Blog: animale improduttivo per il marketing - animale fiero, curioso, indipendente nella rete.
  Sarà.

  Io ho meno ambizioni e meno certezze, in questo campo.
  Sto rimuginando: questo "cat blog" - che è, indiscutibilmente, rumore di fondo- occupa megabyte, un disco che consuma elettricità, crea calore da dissipare, muove ruspe che sgasano per mettere giù fili.
  Vale tutto questo inquinamento, sto blog?
  Serve a me, come sfogo, più o meno.

  A fare due conti, produrre, impacchettare, trasportare, muovere l'acqua per diluire e riciclare il contenitore delle gocce ha un impatto peggiore che muovere bytes inutili su e giù per una rete.
  Ma puzza di scusa, questo ragionamento.
  Quindi che fare?

martedì 20 aprile 2010

La crisi è colpa della S.P.E.C.T.R.E. e di Blofeld...

  É tutto un pieno diabbbolico per far fuori Bond, James Bond.

  Bloccato "Bond 23" a tempo indeterminato, il ventitreesimo film sull'agente uscito dalla penna di Ian Fleming.

  Ne da notizia la sciura Broccoli, figlia dell'Albert Broccoli che acchiappò la gallina dalle uova d'oro: Il franchise di 007 è saldamente nelle mani della EON (appunto, i Broccoli), che ne aveva ceduto i diritti alla United Artist, la quale fu fagocitata dalla MGM tempo addietro.

  Ora la MGM è stata pappata dalla Disney, con le cucuzze e tutto il cucuzzaro: l'agente segreto è una fetta più che rilevante degli introiti presenti e futuri della neo-acquisita casa.
  Ma si è ancora in mezzo al tira e molla di chi comanda cosa e chi fa cosa, quindi, dove non potè Goldfinger ed il suo laser, potè lo Zio Paperone ed il suo borsellino.

  Aspettiamo e speriamo: io ho seguito un po' tutta la saga cinematografica Bondiana, e l'ultimo reboot col biondo Craig m'ha lasciato a metà: eccellente l'idea di perdere per strada i film tutti gadget e sponsor, buono Casinò Royale -anche se il politically correct morde, ahimè- abbastanza deluso dal violento e "Bourniano" Quantum of Solace.

  Aspettavo il terzo, appunto Bond23, per capire dove volevano finire.
  Agitati, non mescolati, speriamo...

  Aspetterò... "Ci reincontriamo, signor Bond..."

lunedì 19 aprile 2010

Locomotiva's War memo II: I vestiti molli dei cinesi, son colpa del mio prof

  O almeno così diceva lui...

  É da un po' che cerco una giacchetta da mezza stagione, una quattrotasche in buon cotone pesante: trovo solo robetta mollamolla in tessuto mezzolucido mezzosmorto.
  Neanche più i giubbottini di pensionato fanno di tessuto decente: e nel negozio Marboro Adventure per l'omo-che-non-deve-chiedere-mai c'è la stessa roba mollamolla, ma costa il quadruplo.

  E questo mi riporta alla memoria la fine dei gai anni '80 - precisamente 1989, l'Inter vinceva l'ultimo scudetto del secolo XX - e il Professor Arrigo Danieli, che allora insegnava chimica organica all'I.T.I.S.
  Sempre in giacca e cravatta, sempre calmo: il libro di testo se l'era scritto lui ed era uno striminzitissimo "Le Reazioni Organiche", copertina di cartone verde, poco più spesso di un quaderno per le IV ed un "Chimica Organica", arancio e appena più spesso per la V. Lo stampavano solo per i suoi alunni, credo, dato che ora non c'è n'è traccia sulla rete.
  Uno doveva comprare quei due libri per figura e tenerli lì sullo scaffale.
  Sono tuttora lì, quello verde un po' sgualcito perché me lo mettevo in cartella, quello arancio intonso.

  Perché tanto "il Danieli" non spiegava mai, e il libro era superfluo: interrogava e basta. Tutto l'anno.
  Faceva solo domande e si supponeva che l'interrogando dovesse - per gradi- scoprire le soluzioni. E se gli altri stavano a sentire e capivano il ragionamento, alla prossima interrogazione avrebbero avuto le basi per il successivo ragionamento.

domenica 18 aprile 2010

Se senti Catblog, pensi gatti...

  Invece qui, di Gatti c'è solo il Fulvio, che l'è un brav'om, ma -appunto- è umano, non felino.

  Spiego: Davide Mana ha trovato in rete ed adottato una definizione di Seth Godin, guru di marketing.

  A detta del tale, esistono i Viral Blog ed i Boss Blog, grossi nomi che muovono contatti nel vasto mondo della rete o verticalmente nel proprio impero telematico.

  Poi ci sono i Cat Blog che parlano dei propri gatti, e delle paturnie personali del proprietario. Pagine non lette di gente che non è interessata ad essere letta.

  Definizione arbitraria: perché nel "rumore di fondo" di chi non muove una carriera, c'è comunque chi rumore ne fa di più e chi di meno, e chi ha velleità di essere letto, sentendosi più o meno importante.
  E talvolta lo è anche, in un certo senso.


  Oppure non è "viral", ma un piccolo seguito ce l'ha: magari su un tema specifico.

  Questo blog è rumore di fondo: un cat blog per definizione.
  Ma senza felini.


  Aggiungo la foto del gatto a mezzo servizio di mia Nonna: e sindacalmente sono a posto.
  Questo è ora ufficialmente un cat-blog a norma.

sabato 17 aprile 2010

Locomotiva's War Memo I: Introduzione

  Apro qui una serie di ricordi personali - serie che nel vecchio blog ha già avuto in realtà un episodio pilota e che qui sono messi finalmente in ordine.

FanArt di Alessandro Lessa
  Le Locomotiva's War memo(ries): che chiamarlo amarcord mi sembrava esagerato...
  Una tacca sotto Fellini, ho preferito ispirarmi alle War Memo di Enrico La Talpa.

  Le tavole dalla 138 alla 145, Silver le dedica ai racconti di guerra del nostro prode, tra Stalag, cannoni sulle alpi, Afrika Korps e Bastogne (le trovate ne Il Grande Lupo Alberto. Vol.2 della BUR) - e la saga continua.

  Le mie storie non assomiglieranno troppo a dei vecchi film di guerra. Più ad una commedia, spero.
  Anche se la vita è una guerra. Da qui il titolo.

venerdì 16 aprile 2010

'A Sceneggiata

 Son qui che pitturo la cancellata - pioggia permettendo. E Nonna permettendo.

 Già Che Son Lì, conciona di crepe ed umidità, di piccioni e di vicini, di serrature e di cancelli.
 Io la ignoro. Sordità selettiva.

 Ha un rasaerba che non funziona come dovrebbe - fa così, ma se tiene il filo fa cosà.
 Ne ha altri due, uno identico, uno più piccolo. Ma quello non va e gli serve quello.
 Quello uguale non è abbastanza uguale.
 A domanda diretta, ieri ho detto "Ah, Uhm, ci guarderò dentro quando ho tempo": ero lì col pennello in mano, a penzoloni da una scala.

 Oggi, dato che non avevo ancora guardato, scatta a 'sceneggiata: con 'sto rasaerba a tagliare l'erba ad un metro da me, e sbuffa, e non va, e come faccio, e poi vroom, poi si riferma, parlottando da sola. Tutto a mio beneficio.

 Che dovevo fare? Io, nel dubbio, sono andato a farmi una Kellerbier dal Johnny.

venerdì 9 aprile 2010

Non fanno più le vernici di una volta

  Tipo questa, per dire:
  Vogliamo buttare via una latta ancora intonsa, praticamente come nuova? Che non si sa cosa sia, dato che non è smalto, ha una puzza strana e fa cose ancora più strane a contatto con l'acqua ragia?
  Infatti, la sto usando per ripitturare il pergolato, che se no la Nonna non mi lascia più vivere...

  Frettafrettafretta perché sono arrivati i giardinieri nella villetta della vicina: quindi bisogna avere della attività anche nel nostro giardino. Chi siamo noi, dei barboni?
  (É una domanda trabocchetto, vero?)

  Quindi, vai di pittura: il giorno che la Telecom ci manda gli operai per cambiare il filo - ed era quasi ora.
  Vernice fresca + scale ovunque + filo che passa sul pergolato + Nonna: immaginate il resto.

  Per la cronaca: i telecommi dovevano aprire una scatola nell'ingresso dell'Inquilina, per tirare il filo.
  L'inquilina era al lavoro, ha lasciato la chiave a mia mamma.
  Aperta la porta, si è fiondata anche dentro la Nonna, che Non è mai entrata più. (Balla)
  Niente perquisizione. Tutte le stanze erano chiuse a chiave.
  E adesso la Nonna ha paura che l'Inquilina si perda le chiavi interne, e poi come facciamo?
  É che gli brucia essere stata beccata in flagrante. Mia mamma ride ancora adesso.

mercoledì 7 aprile 2010

Il silenzio teutonico

  Parleremo più avanti dei dettagli, ma comincio con una osservazione non mia.
  Ma com'è che gli aeroporti tedeschi sono silenziosi?
Dusseldorf  Airport Hall, Terminal A - B - C
  Questo  è l'aeroporto di Dusseldorf: facilmente raggiungibile con la metro dal centro (e già qui, ci sarebbero da fare paragoni).

  Dentro al terminal fatto a banana c'è anche un centro commerciale, infilato sotto ed attorno alle partenze.
  Oltre alla Hall enorme davanti.
  Famigliole in giro, singoli e gruppetti con valigie, trolley e carrelli. equipaggi ed hostess di linee molto bizzarre (tenuta kaki, cappellino rosso con veletta pendente da un lato, o con foulard e guantini rossi), i bundespolitzei che girano col segway.
  Aggiungici anche tanti dalla convention StarWars nell'holet a lato dell'aeroporto che vengono qui a caccia di cibo e beveraggi meno costosi.

  Insomma, un traffico mica da ridere. Eppure: silenzio.

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