giovedì 30 dicembre 2010

Il cenone ed il tango della tirchieria


 Si avvicina il capodanno - ed inizia il gioco di strategia.

    Ovvero, papà sta tentando il colpo di andare al cenone e far pagare mia mamma, come già fatto un mese fa.

  La teoria è che, se ci vuole andare lei, allora paga lei.
  Quindi sono giorni che mio papà fa il vago, incontra gente che gli dice "ah, noi andiamo qui, vuoi venire?" e nicchia, gira attorno, tace.
  Aspetta che sia mia mamma a dire di si. Così papà è giustificato a fare l'ospite.
  Mia mamma ormai ha mangiato la foglia e tace, anzi rilancia che ha incontrato il talaltro che li ha invitati ad andare con loro e "di dirgli qualcosa": che mi papà vada a parlare e decidere.

  É tutto un zig-zag di forse, quasi, di però, per mettere alle strette l'altro e fargli fare la mossa definitiva.
  Finirà che stanno a casa a guardarsi in cagnesco con un panettone avanzato.

  Io intanto mi squaglio...

martedì 21 dicembre 2010

Locomotiva's War Memo X: Regali di Natale

  Come ho detto più volte che se facessero un referendum sul Natale, io voterei l'abolizione.
  Tuttavia, seguendo la moda del momento e questo post, vado a ripensare al Natale di inizio millennio o lì in giro.

  Quell'anno, quando internet era ancora un giocattolo per pochi, armato di pagine gialle cartacee partìi alla volta di Torino.

  Non ricordo esattamente tutti i posti: ricordo una grossa cartoleria dalla parti di corso San Maurizio, che era nella lista anche per una selezione di costumi di carnevale - certo, a Carnevale, non a Natale.
  Ho ancora oggi la visione impressionante di una austera sala in legni pregiati, in una qualche via attorno alla Mole (Credo). Un salone in cui tutte le pareti erano porte di armadio in legno chiaro, con una balaustra in una essenza più scura che reggeva un secondo piano di armadi chiari, affacciati sulla sala.
  Mi sembra che in mezzo pendesse anche un lampadario enorme, ma forse confondo.
  Solo un paio di ante erano socchiuse, rilevando barbagli di velluti e nastrini.

domenica 19 dicembre 2010

E mo' che mi guardo? (Reprise)

  A più o meno un mese dalla prima puntata sono nuovamente a caccia: finito in un lampo Dexter e Life On Mars, quattro stagioni una e due l'altro.

  ATTENZIONE: minimi spoiler da qui in poi.

  Dexter non è stato male: molto interessante il discorso interiore della masdchera, del mostrarsi agli altri.
  Ammetto, la terza stagione non è stata il massimo (Jimmy Smith appiccicoso) e la quarta ha mescolato dei buoni spunti sulla famiglia (John Litgow) con una girandola di intoppi e telefonate che sembra uscito da una soap-opera.
  Vedremo, quando arriverà, la quinta stagione: visto come è finita la quarta, non ci saranno più le girandole di scuse con la moglie per squartare il prossimo, ne i tradimenti e le baruffe che hanno mangiato parecchio spazio.
  Speriamo anche si calmi un pochino la comemdia di gente che piglia e si molla e si ripiglia - soprattutto la sorella che se ne è passati uno meglio dell'altro - quello meglio è stato scuoiato, c'è stato un serial killer, uno sparato, e ho perso il conto degli altri. E anche la Tenenta, Angel e tutti i colleghi.
  Ci manca solo che Masuka si sposi anche lui, e abbiamo fatto filotto.

  Gli sceneggiatori fanno sapere che valutano l'ipotesi di far scoprire il segreto di Dexter alla sorella. E ho paura a chiedere quale grosso attore pescheranno per fare il serial killer da cacciare stavolta - o magari mollano 'sta serialità di avere un cattivone a stagione.
  Vedremo.

  Life on Mars, sono andato a leggere le spiegazioni del finale, e non sono tanto sicuro di aver capito.
  Ho scoperto che c'è uno spin-off: Ashes to Ashes, un'altra serie BBC in cui una poliziotta legge i rapporti del Tyler del 1973 e poi "casca" nel 1981, in cui incontra il Duro Gene Hunt e si riannoda tutta una continuity con la vecchia serie.
  Unico neo: Ashes To Ashes non è uscito, in Italia. Solo in lingua originale, l'inglese di Manchester - che non è propriamente il BBC english, anzi.
  Che se capisco quello, sono a cavallo anche per il viaggio in primavera.

  E proverò a dare un occhiata anche alla versione americana di Life On Mars: non mi convince troppo, e per sbaglio ho anche letto il finale (che sembra avere più quella britannica).
  Ma chi può dirlo.

venerdì 3 dicembre 2010

Il treno (piemontese) fantasma, dopo quello tedesco

  La citazione del treno (tedesco) fantasma, di qualche mese fa, continua a portare gente su questo Blog.

  Ma non è il solo: sto curando da un po' un altro treno fantasma, che mi interessa più direttamente.
  Direttamente perché prima o poi, lo rifaccio un giro per vetrine a Milano (scarse notizie sull'Obei Obei classico, ma c'è la Fiera Dell'Artigianato a Rho)

  E ho avuto le mie avventure sul treno da e per la capitale meneghina.

 Che da mesi prendere ArenaWays, una società privata che offrirebbe una linea circolare Torino, Milano, Pavia, Alessandria.

  Offrirebbe. Condizionale.

  Perché, mattuguardachecaso, sono mesi che continuano a sbattere contro problemi amministrativi di ogni tipo: il deposito di Arquata Scrivia che non si vuole fare ispezionare, quindi ritardi per le ispezioni ai treni arrivati là, altri ritardi, burocrazia, e, ciliegina sulla torta, il fatto che i signori che comandano le Ferrovie hanno proibito al treno di fare fermate.

  Dovevano cominciare a settembre.
  E solo da metà novembre ci sono solo due corse ArenaWays da Torino a Milano. Esattamente, propriamente, inesorabilmente da Torino a Milano e ritorno, no-stop.
  Io che devo fare da Novara a Milano? Piglio il carro bestiame coi cessi chiusi che sa di piscio di ubriachi.

  Arenaways va a mordere una tratta remunerativa, anche se gli orari non saranno per i pendolari (dove si fanno i veri soldi).
  Anche i prezzi sono più alti, il biglietto costa qualcosa in più che un prima classe Trenitalia.

  A vedere dentro i treni, coem fa il Sole24ore, c'è anche un perché.
  Ma evidentemente fanno paura lo stesso. Io sono il primo a voler pagare il triplo per quel che conta.
  Le Ferrovie Dello Stato si mettono di traverso anche per questi, e non solo per i tedeschi.

  Giova ricordare che Ferrovie sono statali e padroni sia dei binari (RFI) che dei treni (Trenitalia)?
  Non riesco a trovare un link, solo voci che ci sono manovre per vendere il deposito di Arquata Scrivia da RFI a Trenitalia (cioè una falsa vendita) il che permette qualche gioco di prestigio contabile e, soprattutto, di sfrattare ArenaWays - che non ha caso ha dovuto riparare a Santhià, nel deposito privato Magliola?

sabato 27 novembre 2010

Locomotiva's War Memo IX: Grado e (foto)ricostruzione

Da www.graficainlinea.com
  Il periodo non è del migliori, ma è da un po' che rimugino un post del genere ma non lo scrivo.
  Il primo cortocircuito era stato per il post su Torino che splinder si è mangiato.

  Oggi, approfittando della giornata semifestiva, delle notizie sul contributo al terremoto di trent'anni fa e le memorie della Blasi terremotata, dell'arrivo della neve (Sé, sé, Ganassa-Ganassa, cinque centimetri) e del complotto internazionale (Bwahahaha - Contrordine compagni, già smentito, non l'hanno mica detto), vado a provarci.

  Ridotto in pillole: mi chiedo quanto io effettivamente ricordi e quanto sia semplicemente una derivazione, ricordi di ricordi.
  E mettere sotto alla tag di memorie che non si ha memoria è un punto di partenza interessante.

  Uso una convenzione grafica: in corsivo blu le cose che so, in corsivo rosso le fonti derivative - intendo cose raccontate, foto, o successivi passaggi.
  Si vede come, di blu praticamente non ce n'è.

  1980 - l'anno della vacanza orribilis.

mercoledì 17 novembre 2010

No kids - E diciamolo, i bambini rompono i maroni...

Strutture studiate per clienti adulti in nome della tranquillità

Dagli aerei ai ristoranti
avanza il fronte «no kids»

«Gli insofferenti» arrivano in Italia: ingresso vietato ai bimbi


  Dal Corriere della Sera del 16 novembre, di Elvira Serra.

  Evviva, era ora - i mocciosi stiano a casa. Erode Fan Club rulez!

  Poi, vogliamo fare accademia che non sia colpa dei bambini ma dei genitori che non educano?
  Facciamola.

  Ma che ci sia un paletto mi sembra necessario. Se un genitore non è abbastanza sveglio da capire quali locali vanno bene ai suoi figli, sia il locale a fermarlo.
  Pago l'extra per la tranquillità - scelgo, in base a quello che voglio e che posso.

  Sono alla ricerca di ristoranti che applichino una politica del genere - Ammetto , non ho proprio visto a Berlino se c'era un qualche cartello del genere, come dice l'articolo. L'avrei fotografato.

  Intanto...
 E negli Stati Uniti la National Transportation Safety Board ha scritto alla Federal Aviation Administration per far introdurre la regola «un passeggero-un posto». Più che un sistema antirischio, un dissuasore di mobilità infantile

SANTI SUBITO!

sabato 13 novembre 2010

E mo' che mi guardo?

  Sono alle prese con la TV.
  Intendo, io erano anni che guardavo poca TV, e sono rimasto indietro. Ho perso la maggior parte dei telefilm "popolari".
  Ma adesso che ho tempo - bhe, in questi giorni non tanto- comunque io, calmino calmino, mi sono macinato C.S.I.

  Tutto C.S.I.
  Sono alla decima stagioni di CSI vero, Las Vegas (compreso le tre stagioni post-Grissom), all'ottava di CSI Miami col roscio (e mi chiedo perchè le guardo), e alla fine della quinta di CSI NY.
  Tanto per tenermi in linea, sono alla sesta stagione di Cold Case, sempre dallo stesso produttore.
  Ho piantato lì Senza Traccia, il figlio scemo del grissomverse, a metà della quarta stagione.
  Fanno un migliaio di episodi in tutto, a spanne.

  A tempo perso, sono anche in pari con le ultime uscite di Lie to Me (solo due stagioni, tzè) e Numb3rs (quinta stagione).
  Avevo macinato Dr.House fino a che non muore la Bastarda Tagliagole, poi mi son perso un po' via. Potrei ricominciarlo.
  Ho lì a maturare un paio di stagioni di Farscape da finire, un po' di Doctor Who (la serie vecchia, ho visto la nuova fino a Tennant), E quel poco di The Avengers che han doppiato. BattleStar Galactica, sono a metà seconda stagione. Finisce che vado a ripescare anche la serie del 1978.

  Ma al ritmo con cui li consumo, la riserva si sta assottigliando - e non c'ho tanta voglia di  fantascienza, al momento.

  Ho anche lì in un angolo Legend e Jeeves & Wooster, ma in lingua originale, e già che capisco una parola su venti, non c'ho tanta voglia di mettermi lì.

 Adesso, sono un po' perplesso: cosa incomincio, d'altro?
  Tra serie vecchie, nuove e mezz-e-mezz, c'è di tutto. Ma niente che mi ispiri granchè.
  Quando ho il telecomando del satellite, provo a guardare in giro, ma non vedo niente di entusiasmante...

Darthy, di magicnightfall.splinder.com/ mi consiglia:
Visto che hai macinato un bel po' di serie Crime, ti consiglio Bones, che secondo me è una delle migliori in circolazione. E poi la caratterizzazione della protagonista, soprannominata appunto "Bones" è qualcosa di assolutamente fenomenale.
 Anche se di Bones ce n'è un solo...
 E It's The Real McCoy
 Ma era una delle serie che avevo notato - proverò a cercare qualche puntata.

martedì 9 novembre 2010

Il gruppo e la paranoia dei Cinesi - Bhe, anche dei cinesi.

 Io già pregustavo un super-post di quelli epici...
 Una cosa tipo "approfittando della giornata festiva, ho cambiato gruppo".


  Pronti come ninja, con la complicità della mamma abbiamo aspettato il momento esatto: Nonna pronta a partire per la Gita delle Padelle e papà puntato alla castagnata degli alpini.
  L'anomalia spazio-temporale di avere campo libero per l'operazione Gruppo.

 Contrabbandavamo chiavi inglesi e scatole misteriose, preoccupati di non avere gente in giro a fare altri sbreghi nel muro, con la possibilità di chiudere l'acqua senza geremiadi sulle valvole.
Avevamo pronta anche la colonna sonora di Mission Impossible - Quella originale, va da se.
  Pronti, pronti, pronti per l'operazione "Gruppo" - o per essere precisi gruppo vasca.
  Insomma, si cambia il rubinetto con l'attacco per la doccia.

 Alla fine, cambiare il gruppo vasca è un lavoro di dieci minuti.
  Bastava chiudere la valvola centrale, sbullonare il vecchio rubinetto a due manopole con la cromatura che cedeva, regolare gli eccentrici per l'interasse ed avvitare su il nuovo miscelatore.
  Se n'è accorto nessuno, papà si è trovato il fatto compiuto, e fine.

 Il rubinetto della nonna non ha fatto splut-splut-splut, che ogni volta che lo fa ce la troviamo qui a dircelo...
Niente dell'epica che di solito abbiamo in casa, via liscia: sfumato il post.
 Ma chenoiachebarbachenoia...

domenica 10 ottobre 2010

Ma siamo su un treno Polacco o Italiano?

  Che uno può far confusione, certe volte.

  Fu colpa mia, E di nessun altro. Mia, dell'iper-organizzato.
  Voglio dire: per andare in Polonia, biglietti, prenotazioni, orari, tutto.
  Per il ritorno, i siti delle ferrovie polacche sono solo in polacco, quindi niente prenotazioni On-line.

  So solo che c'è un Bydgoszcz-Berlino all'una di notte e qualche dato spurio dalle Deutsche Bahn che sa tutto, ma non arriva dappertutto.
  La prenotazione del treno di ritorno va fatta tassativamente alla stazione polacca.

  Ora, din-don, primo errore: un treno al volo all'una di notte da una stazione in mezzo al nulla? Ma che idea è?
  Anche senza sapere un tubo della Polonia, non è una cosa che farei neanche in Italia.

  Poi, errore due, scendo dal treno polacco piuttosto sbattuto. Avevo dovuto cambiare dal Berlin-Warsaw, treno moderno e pulito, scendere a Poznan e prendere la coincidenza con un trenuccio semi-locale.
  Solo che le stazioni polacche che ho visto hanno uno o due cartelli col nome del posto.

  In Italia e Germania leggi "Magenta" o "Hannover" scritto ovunque, per dritto o per traverso.
  In Polonia, o guardi dal lato giusto al momento giusto, o ciccia.
  E io ero lì con un po' di cagotto che "ma l'avrò mica passata, la fermata giusta?"

  Quindi arrivato a Poznan già sbattutino.
  Da lì, a destreggiarsi con le scritte polacche e con la via polacca di numerare i binari.
  In Italia, sali dal sottopassaggio ed hai il binario 3 a destra ed il binario 4 a sinistra della pensilina, no?
  Lassú il sottopassaggio ti porta alla pensilina del binario 2, hai un treno di qua e uno di là, entrambi al binario 2.
  E sta a te capire dal tabellone coi numeri a palette quale scegliere, se la scritta esce - e aspettano l'ultimo minuto - mentre intonano annunci in polacco in cui o non capisci niente o, peggio, capti che stanno parlando della tua stazione d'arrivo e ti chiedi se non l'hanno spostato alla pensilina 3.

  O, al ritorno, scopri che Berlino, in polacco, non si dice e non si scrive in modo che somigli a Berlino. (calcolando che per dire Italia usano una parola che vuol dire anche "inferno", non c'è da stupirsi - ma da perdersi, si)

lunedì 4 ottobre 2010

La saga della stufa (parte II) e del boiler (bonus track)

 No, gnente a' fà, mi tocca proprio...
 Riassunto delle puntate precedenti: l'Inquilina ha messo ieri il pellet, alla fine.
DA A

 Se ne era discusso durante l'estate. Oddio, 'discusso': mia Nonna sciammannava con mia Mamma, mia Mamma riferiva in termini sensati all'Inquilina, L'inquilina rispondeva, mia Mamma veniva bloccata sulle scale da mia Nonna, riferiva e si beccava le risciammannate e via in loop, per mesi.
  Ma, l'Inquilina ha freddo, il kerosene è 26 euro a tanica e ne van due al giorno, la stufa a Pellet è gratis, alla fine mia mamma ha deciso lei che si è fa il cambio epocale e la Nonna si frigga.
 Con tutte le geremiadi del caso già esposte: acqua da tubi, disastri, soffocamenti, inondazioni, LE CAVALLETTE, ed adesso anche le piastrelle che dovrebbero staccarsi dal muro per il troppo calore (?!?).

 Ora, c'è una stufa a kerosene che cresce: un rottame di vent'anni fa, vogliamo mica buttarla via?
  Son domande da farsi, a casa mia?
  Che quando l'Inquilina Se Ne Va la rimettiamo.
  Anzi potremmo mandarla via, che come ha ridotto la casa, che mette i dischi nella credenza, ma poi dove mette il cane, lo trova un altro alloggio con giardino? (col riscaldamento si, col giardino no).
 Per il bene del cane lasciamo stare, ma la kerosene seminuova originale garantita ricaricabile e no?
  In cantina marcisce: quindi
  ... suspance...

giovedì 30 settembre 2010

La Radio è cultura: lasagna o lasagne?

  Intanto che son lì che grattuggio le famigerate bacchette con mano contraria (ne parleremo), e non c'è la solita ispezione del papà, ascolto la radio.
  E, tra le chiacchiere, ho captato una domanda dal pubblico e la risposta di un emerito linguista.

  Si dice Lasagna o Lasagne?
lasagna
da OfficineDelGusto.com

  Dubbio legittimo, che avevo anch'io: in giro per il mondo dicono Lasagna, qui nel profondo nord sono Lasagne.

  Dice il prof, Lasagna deriva dal greco "Làgana", una padella per fare una pasta larga e sottile, una specie di pizza/piadina - che con vari nomi è diffusa in tutto il mediterraneo (dal termine greco deriva anche il cognome siciliano Laganà).
  Dalla padella, alla pasta sottile. Da questa, alla pasta farcita.

  Etimologicamente Lasagna è la pasta e Lasagne è il piatto, la porzione, anche se in alcune regioni d'Italia si usa il singolare per tutto.

  Mi viene da pensare alle "Lasagna" a Los Angeles, in un fast food italiacano nel Macy's sulla 7th Avenue, che erano fatte a caramella: dentro credo ci fosse una lasagna, ma c'era uno strato di pasta fuori che le chiudeva con due orecchie avvolte ai lati, come fosse una sperlari gigante.

  E non so se era più preoccupante quello o le "Pene Pesto" - gli americani e le doppie, nel banco erano PenNe con un sugo rosso e verde (orrore!).

domenica 26 settembre 2010

Lo sbrego nel muro...

  Ieri, approfittando della giornata semi-festiva, mio papà ha aperto uno squarcio nel muro del bagno.


  Questa è una apertura che pare copiata dal Corrierino Delle Famiglia di Giovannino Guareschi.
  L'apertura del pezzo, non quella nel muro - sebbene Guareschi fosse un altro muratore compulsivo.
  Come insegnava Guareschi, per andare avanti con la storia devo fare un passo indietro.

  Siamo in mezzo alla baraonda delle bacchette del balcone: stiamo girando in tondo come galline ubriache perché dirige il papà, e quindi cambia idea ogni cinque minuti, a seconda chi trova al bar.
  E non siamo così scemi da prendere una decisione noi, che ce la rinfaccerebbe per tutta la vita.
  Aspettiamo che decida LUI quale vernice usare, quanta e come applicarla, se gli antoni li facciamo o no, se lassù o portandoli giù, se i paraneve li vuole e quanti, se... se... se...
  E intanto ci sorbiamo ordini e contrordini, e frettafrettafretta a palla senza poter fare niente.

giovedì 23 settembre 2010

Locomotiva's War Memo VIII: poveri clown


i clown sono violenti

  Sarà che fare un lavoro scemo ti lascia tempo per pensare: e sverniciare bacchette di ringhiera è, indubbiamente, un lavoro scemo.
  Ma mi è tornato in mente uno di quei traumi infantili che uno si porta dietro.

  nel mio caso, I clown

  Avevo, credo cinque anni o giù di lì.
  Mi han portato al circo: un circo di provincia, un po' spelacchiato come il leone che avevano nella gabbia.
  Non ho visto finire lo spettacolo, però: mi han portato via perché i clown mi avevano fatto piangere.
  Mi aveva fatto piangere non il clown in se - che, in effetti clown sono inquietanti per molti.

  Il mio caso era diverso:
  Uno ha piantato una legnata in testa all'altro che è cascato giù per terra - gli avrà fatto male, con quel bastone.
  E poi si facevano i dispetti, da bullo - e poi la macchina che esplodeva, potevano farsi male...
  Mi aveva fatto piangere tutta la violenza gratuita di 'sti cattivoni che si pestavano senza un perché.

  Fattostà, io c'ho il trauma da clown.
  Non è molto originale, temo... La prossima vita, farò di meglio.

giovedì 16 settembre 2010

Bydgoszcz - Star Force 2010: l'album di foto

  Aggiunto in fondo alla lista il link all'Album da Bydgoszcz.
  Ci sono anche un po' di commenti in inglese. Che così capiscono anche i Polacchi.

  É compresa la giornata di sabato, soprattutto foto dell'ambiente attorno al complesso dell'Opera Nova dove c'era l'esposizione e le conferenze, e qualche foto del picnic di domenica nella strada intitolata ad Obi Wan Kenobi.


  Compreso il Gatto Senza Nome Da Via Kenobi. Quello in mano alla ragazza col cappello, attorniata da gente di un po' dei club presenti - quello che indica è il capo della base Eagle dei Ribelli polacchi, Lei è la vice ma è anche della 501ma, come il tipo barbuto - manca una redshirt con la faccia di grevious sul petto e poi c'erano tutti, credo.

  Il Gatto Senza Nome era anche casa, ramingo li in giro: la tipa l'ha portato a casa sua a Varsavia, e l'ha battezzato "Dr Corellia Henrietta Antilles", nome impegnativo per una gatta.

  La storia la lascio nei commenti del post precedente, è inutile che lo spezzetto qui e la.

  Grazie ai potenti mezzi indicatimi (indicatEmi?), insomma che una cara persona mi ha recuperato, ho un programma decente per frullare e ridimensionare le foto in gruppo, e non una ad una, vedo di trinciare fuori tutti gli arretrati.
  Compreso Berlino, che sono seicento foto, circa otto per ogni cosa, fatte e rifatte.

giovedì 2 settembre 2010

Here we go again! Destinazione Polonia

  Riparto, per un tour di dieci giorni in Germania e Polonia.

  Per la precisione, al TaWuLa (Taunus WunderLand) dalle parti di Wiesbaden, qualche giorno in giro per Berlino e quindi a Bydgoszcz, per Star Force


  Fa curriculum, andare ad una fiera di Star Wars polacca?
  Forse sto un poco esagerando con 'sta cosa di accumulare chilometri e paesi come tacche sul fucile.

  Quindi, è il caso che mi calmi.
  Mi ci sono messi di mezzo anche i Cechi, che dal primo settembre hanno il loro Lion Outpost. Quindi il giro intero delle basi europee comincia a diventare complicato.

  Ma questa occasione di due fiere una attaccata all'altra, ospitato, l'ho acchiappata.

  Per il resto, è un viaggio un po' così: m'è mancato il tempo di pregustarmelo: conosco già il TaWuLa per esserci stato l'altr'anno, ma ho dato giusto una guardata veloce a cosa fare a Berlino e non ho mica tanto capito cosa diamine succederà in quella città che devo ancora capire come si pronuncia, Bydgoszcz. = Bidgosc, circa.

 Cosí a spanne, mi aspetta una apocalisse alcolica: si mangia, si beve e si rimangia e si ribeve. E, si, si fa la parata per strada. Ee poi si va di nuovo a farsi un gotto. Almeno, io questo ho capito.

  Mi dicono anche che Bydgoczsz è dall'altra parte del fiume rispetto a Torun, con l'accento sulla n, il che suppongo chiarisca molte cose - Secondo loro.

  Boh, esperienza nuova. Si va e si vede sul posto.
  La lista di album da fare su allungherà. Ah, ma li faccio, si che il faccio (sé, sé, sé, promesse, promesse)

domenica 29 agosto 2010

Star Wars celebration V: eh, ehm, cioè


 É da qualche giorno che ci giro in giro, parlando di bistecche e bus.
  Un "report" di qualche genere sarebbe da fare, per la Celebration V.

  Ma, seriamente... Ma che vi racconto? Quello che vi ho raccontato sulle altre fiere sparpagliate per il mondo cioè, ahem, ehr... niente.

  59.072 chilometri, una decina di eventi in chissiricorda quanti paesi in totale, e ci sono due o tre album. Un paio di storielle.
 Celebration VI: zero. Celebration Europe: zero.

  No, sul serio, la lista è qui: e quando l'ho messa assieme, ma avèccelo, un link che dicesse qualcosa.
  Quando la Legione ha lanciato la ricerca di storie interessanti per la convention, io, boh, al massimo ero arrivato a quando dirigevo il traffico sui Boulevard di Parigi con un Truppo.
  Che, dire "Move along" ai parigini è una sensazione particolare, ma a raccontarlo rende fino ad un po'.
  (e poi figurati se i parigini capiscono "Move Along" in inglese.
  Se lo capiscono, fingono di no. Negano persino di  aver captato la citazione, per dispetto).

  E altre cose così ne ho cento (aggiungiamo la gomitata a Mr.Fantastic McCallum). Ma una storia-storia, no.



  Sarebbe un discorso lungo da fare, ma da una fiera, qualunque fiera porto indietro più sensazioni che storie (e più che pupazzetti, il che è cosa buona e giusta - Ok, ok, dovevo mica lasciare lì il Mickey Mouse vestito da Pilota X-wing, vero?)

  Nel mio caso, andare per fiere ad un'ora almeno di aereo, è anche una questione di famiglia. La Rebel Legion -purché oltreconfine- è un po' un surrogato.
Foto di gruppo, Rebel Legion, Celebration V, Orlando FL, 2010

venerdì 27 agosto 2010

'cidenti al web: troppe foto della Celebration

  Attimo di pausa nella storia di Orlando...
  Pensavo di aspettare ad avere qualche foto per spiegarmi meglio, invece che riacchiapparle una alla volta.

  Ma tra le mille foto mie (mille una volta tolte quelle storte, sfocate e malfatte delle 2000 originali), i due CD arrivati oggi, e una quarantina di gallerie, foto e casini vari sul web, ci sto un po' annegando dentro.

Photobucket - SWCV_Pilots at LFL Stage -
Questa, per esempio è nella gallery del Capo della Legione, Wolfie, che è quella coi capelli castani in piedi dietro di me a destra (io sono quello con la testalustra, inginocchiato a destra) - Quella al centro di Sgt Bragg (e scoprite se ci sono), la terza viene dalla compara d'avventure, e il signore al centro è Ian Liston, ovvero Wes Janson, il mitragliere di Wedge che aggancia le gambe del quadropode.
Cavo? Quale cavo, agente?

giovedì 26 agosto 2010

Orlando: e se si mangia, si beve - e vai di congestione

 Perché, se non li placchi per tempo, il simpatico cameriere che premuroso e voglioso della sua mancia del 20%, ti porta un bicchierone condominiale.

 Pieno di ghiaccio.

 Ma pieno raso, giusto spruzzettato di qualsivoglia bibita si sia scelto (tipo la Mountain Dew, che ha il colore ed il sapore al limone dello Svelto Piatti).

 Se lo placchi in tempo, gli dici "please, no ice" o "a little ice" - Ivann, del Ponderosa, ha captato i tipi e ci ha portato due bicchieri di bibita e un terzo bicchiere di ghiaccio a parte.
 Ma spesso non puoi intervenire: e ti trovi una tinozza di cubetti.
 E se non ti basta, all'hotel c'è la macchina del ghiaccio per farsene un altro po'.

 Oltre al ghiaccio, qualunque locale è con l'aria condizionata su "polare": fuori ci sono 32 gradi ed il 93% d'umidità, dentro più o meno sedici. Un magliocino sarebbe comodo, dentro qualunque locale.

 Ingolli ghiaccio, poi esci e son sempre 32 gradi e 93% d'umidità. Ti salva, come ha salvato noi all'uscita del primo giro Ponderosa, il simpaticissimo acquazzone tropicale di metà pomeriggio.

 La scelta è tra la congestione da caldo o l'infreddatura da temporale, sotto l'ombrellino metallico ad aspettare un autobus che non arriva mai, con un omone col sigaro coi baffoni da Hulk Hogan che gocciolano o la allegra e rubizza famigliola americana coi tre figlioletti color aragosta.

mercoledì 25 agosto 2010

Orlando: dopo la mappa, la pappa

  Ammettiamolo, è un titolo scemo. Infatti mi piaceva. É da ieri che ci ragiono su.
  E dovevo metterlo qui, se no non funzionava. Quindi, puntata cibarie, con le foto dei piattoni per farvi capire (Si, siamo di quei turisti che fotografano la roba che mangiano - non siamo i soli: la macchina fotografica nuova ha persino l'opzione "cibo").

  Sui ristoratori americani si può contare per l'aria condizionata a temperatura polare, la richiesta delle mance ed i piatti condominiali extrastrong.
  In 'sti otto giorni, s'è pappato allegramente, su e giù per la International drive.
  Oltre alla già malaugurata avventura del 'drillo fritto cinese, ci è scappata di sotto la forchetta la serata del mercoledì da Miller's con l'aragosta del Maine - aragosta da 1 libbra e 1/4, con burro fuso e contorno, 12 dollari e spicci.

  Ci eravamo passati davanti di giorno, e faceva un po' paura il locale aperto nel sole infuocato.
  Di notte era meglio, c'è la sala interna coi biliardi e la temperatura sottozero, la sala esterna era a temperatura media: megaschermi e compagnione, rumore e musica a volume alto.
  E, per essere un pub, sembrava un po' meno trucido dell'Hooters, una catena abbastanza nota perché ha il punto di forza nelle cameriere vestite da cheerleader seminude.

  Noi, si preferiva il Miller's, e l'aragosta.

martedì 24 agosto 2010

Orlando: partiamo dalla mappa


  Allora, vediamo di cominciare a parlare di Orlando: che va bene il fuso orario sfasato, febbre, tosse e la botta di ritornare alla solita vita, ma...

  Allora, Orlando (pronunciato Orlééndo, con una lunga E nasale dagli autoctoni), in realtà, è parecchio più su.
  Intendo Downtown Orlando, quella che in teoria è la città.

  Non l'abbiamo vista. Colpa mia, e dell'azienda trasporti coi suoi orari.
  Avevo scoperto su internet un ristorante che faceva l'alligatore, ma grazie al sistema di trasporti ci abbiamo messo ore per arrivarci - e scoprire che era diventato un ristorante cinese da due soldi...

  Vabbè. Capita. Insomma, noi eravamo sulla International Drive.
  Che è una unica strada, a fianco della Interstate 4, in cui ci sono alberghi, ristoranti, negozi di souvenir da poco prezzo, ristoranti, centri commerciali, ristoranti, parchi giochi... e l'ho detto, ristoranti?

  I parchi Disney sono un po' più ad ovest, i parchi Universal a tiro, al di là della statale: la zona "bella" va dal Seaworld al Wet'n'Wild, i due parchi acquatici.

venerdì 20 agosto 2010

Rientrati, con sbandata

 Rimesso piede in Italia - ahimè.
 Il sole ed il clima tropicale mi hanno quasi fatto fuori, ma mi hanno anche salvato la vita.

 Ovvero, in questi otto giorni ad Orlando, eravamo schiavi di un "trolley", che in realtà era un autobus ricostruito per sembrare un vecchio tram, ed occasionalmente della LYNX, cioè dei bus del trasporto pubblico.
 Entrambi passavano quasi davanti al nostro hotel, in varie fermate seminate in giro lungo il boulevard.
 E abbiamo passato una buona parte degli otto giorni alla fermata ad aspettare questi bus che arrivavano quando volevano, ritardavano, erano pieni fino all'orlo, saltavano fermate o ci partivano sotto al naso con una regolarità Murphiana.
 Fermi sotto ad un temporale tropicale, o fermi sotto al sole a picco e all'umidità del 93%. Alcune fermate del trolley privato avevano un microscopico "ombrellone" in lamiera, le fermate del pubblico avevano una palina con su la zampa della lince, una targhettina mignon, e alla meglio una panca sgangherata.

 Ecco che, dopo essere stati cotti otto giorni e con i postumi del giro alla Universal sotto al monsone e alla Disney sotto un sole feroce, con valigie e valigioni decidiamo di trascinarci fino alla fermata un qualche centinaio di metri più più lontana, dove si fermavano entrambi i bus, c'era l'ombrellone, due panche e un bidone della spazzatura ribollente.
 L'alternativa era andare alla piattaformina di cemento LYNX sotto al sole cocente tra le aiuole dell'entrata del resort di fronte al nostro alberghino.

lunedì 9 agosto 2010

Here we go again! - Nelle fauci del Topo

 Finisco di impacchettare le ultime cose e parto per qui
O meglio, lì vicino, per la Star Wars celebration V
 Se mi avete bisogno, mi trovate all'Orange Country Convention Center di Orlando.

giovedì 5 agosto 2010

Locomotiva's War Memo VII: telefonino o sveglia al collo?

  Scena: Ristorante giapponese di Arona.
  Un varesotto, uno di quelle vecchietti che si son fatti la fabbrichétta ma son rimasti villani nell'animo, con la moglie imbellettata che si da un tono da sciura combatte con la cameriera, sospettoso di tutte 'ste cose strane, chiede brusche spiegazioni, paga e pretende di sapere cus l'è sa roba?
  La roba giapponese, allora, era l'ultima novità, era appena scoppiata la sushi-mania.
  E il valentiuomo, nella giacchetta e tra le occhiatacce della moglie, doveva passare 'sto rito d'iniziazione, lui che pane e salame, o la Busècca...
  un'altra decina di tavoli occupati, silenziosi.

  Ma ecco, entra Lui: L'Uomo di Mondo

mercoledì 28 luglio 2010

E intanto, a New York...

 Proiettaano gratis film "classici" a Bryant Park, tra la 42nd street e la 5th avenue, dietro la Public Library.
 Centro del centro del centro di Manhattan.
 Notizia pescata da NYportraits.blogspot, che visito ogni giorno con piacere.

 Fa pensare che per film "classico", da mostrare gratis, ieri sera a New York c'era 'Monty Python and the Holy Grail'.
 In Italia per "classico" cosa si intende? Misteri.
E non parliamo poi di quanto siamo pieni di cinema all'aperto che proiettano... Visconti, Fellini, Germi, DeSica?
 Bhe, si, De Sica Si: con Boldi...

domenica 11 luglio 2010

Locomotiva's War Memo VI: cercasi apprendista con esperienza

  Mi fanno un po' ridere ed un po' pensare i pianginamenti attuali degli industriali che "bisogna dare più fondi a chi da lavoro" e la vecchia solita litania che "bisogna istruire i giovani - incentivi per l'apprendistato"

  Mi fa un po' ridere perché io sono un apprendista di lunghissimo corso - anche grazie a leggi balzane che cambiano il limite d'età in base a come gira il vento.
  Io sono stato quasi dappertutto un apprendista con esperienza. nel senso che lavoravo, sapevo fare il mio lavoro, ed una volta ogni tanto scendeva una segretaria a farmi firmare qualche carta che io avevo imparato a fare quello che sapevo già fare.
  Così si faceva risultare che la ditta poteva avere agevolazioni, contributi, fondi regionali: soldi perché mi insegnava.

  Ma il tocco di genio fu alla fine del secolo XX.

mercoledì 7 luglio 2010

James Bond è morto...

  O, almeno, il suo prossimo film: il prossimo film, James Bond 23, è stato cancellato.

  Il regista Sam Mendest e lo sceneggiatore  Peter Morgan sono a spasso.
  Come già si ventilava, la sospensione è diventata definitiva.

  Ora aspettiamo la resurrezione: il franchise muove troppi soldi per "morire", ma la storia si ripete.
  Già dopo Dalton, la saga finì in ghiaccio. Per resuscitare, molti anni dopo, con Brosnan. Con la Licenza Di Uccidere il Franchise a colpi di effetti speciali e gadget pagati dallo sponsor.

  Ecco il reboot, che è durato solo due film.
  Vedremo quanti anni ci vorranno e se sarà ancora Craig, oppure avremo il settimo Bond. Che tanto, il vero e solo Agente 007 è uno solo.

domenica 4 luglio 2010

Battaglia per la terra

E no, non è fantascienza. Bhe, 'nzomma. Qui si intende terra come terra, terriccio, terreno.
Noi c'abbiamo la compostiera: il comune fa uno sconto sulla tassa rifiuti. Ce ne sono due, una della Nonna ed una nostra, mezze vuote.
Noi c'abbiamo una Nonna, che è peggio che avere una compostiera o due. Specie quando questa nonna taglia erba con la costanza di Attila L'Unno.
La tagliaerba ha l'altezza regolabile.
E la Nonna ha scoperto la leva per modificarla

  Noi c'abbiamo qualche aiuola, e qualche vaso.
 E per riempirle, ogni anno, si deve comprare il compost nei sacchi, dal supermercato.
 Che costa, sporca e pesa, oltretutto.

mercoledì 16 giugno 2010

Locomotiva's War Memo V: il disertore

  Il massimo grado che ho avuto nell'esercito è quello di disertore.
  No, non è una battuta di Woody Allen: deve aver detto qualcosa del genere anche lui, ma non c'entra.
  Qui si tratta delle mie War Memo: e, appunto, io nelle Forze Armate Italiane ho fatto il disertore.

  Correva l'anno 1989: il muro di Berlino era lì lì per cascare e l'Inter era lì lì per vincere lo scudetto. Un anno di eventi improbabili, insomma.
  I miei coscritti del primo scaglione avevano ricevuto a gennaio la cartolina. Visita a Torino a metà marzo.
  Noi, secondo scaglione, fino ad aprile inoltrato, nisba.
  Sono andato in comune all'ufficio leva/anagrafe e m'han detto "non preoccuparti, arriverà".

mercoledì 2 giugno 2010

Cambia la mappa della Subway di New York

    Subway di New York

    Anticipazione della nuova mappa della metropolitana di New York, grazie al New York Times.

    Che offre anche un confronto con le versioni precedenti, Un paio delle quali inquietanti.

    Qui c'è solo un po' di restyling, meno caselle, e Manhattan che diventa sempre più cicciotta nelle mappe, mentre Staten Island viene ristretta in un angolino piccino picciò.

    Ci devo tornare per darci un occhiata, a New York...

    (Notizia pescata sul New York Times da Vocina per il Forum di NYC-site.com)

giovedì 27 maggio 2010

Locomotiva's War Memo IV: L'incidente

  Presente quelle cose da film d'azione, la galleria, le esplosioni. Ecco, più o meno.

  C'era coda tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello - c'è sempre coda... Presi la via del mare, quindi.
  La A12 Genova-Livorno è a zig-zag, piena di curve e/o di gallerie che sforacchiano l'intera Liguria.
  Dico "curve e/o gallerie" perché la mia era "galleria e curva a gomito" tuttoassieme.

  Uno fu abbagliato -dissero- all'uscita della galleria a gomito, si mise di traverso.
  Coda in galleria, dietro la curva. L'ingorgo non si sblocca.
  Dietro, frenate rabbiose di chi si trova dietro la curva delle macchine ferme.
  Finchè Sbam! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! SBAM! TUMP!

 "Sembrava un film", si dice: io l'ho vissuto al rallenty, ho proprio sentito la valanga arrivare, con le braccia puntate sul volante, pronto all'urto.

  Li ho fermati tutti io: l'unico pirla fermo in galleria con motore spento e marcia ingranata.
  La carambola di auto, motore acceso, frizione su, si è schiantata tutta contro la mia cinquecentina rossa.
  Cinquantasei auto, dice il verbale: parecchie sono arrivate addosso a me al primo urto.

  Dopo il botto, l'attimo di silenzio come in ogni film d'azione, mi guardo in giro mentre si alza il volume del sottofondo.
  Clacson, grida, frenate e botte nel groviglio (SBAM! lamiera su lamiera, niente carambola a raffica).
  Quelli davanti scappano: mi si apre la bocca del tunnel mentre dietro continuano frenate e SBAM!
  Accendo il motore e striscio fuori, prima che faccia tutta una fiammata. Arranco fino al casello, do l'allarme e mi posteggio appena oltre.
  Stradale, carri attrezzi, sopravvissuti con macchine sfondate davanti e dietro - verbali, racconti.

  Morti nessuno, qualche botta ma niente feriti seri, dicono.
  A tarda sera riprendo la mia autostrada e sferraglio fino a casa, mille altre gallerie.
  Credevo di avere le vertigini: non era la botta, era il sedile uscito dalle guide per l'urto, appoggiato di traverso.

lunedì 24 maggio 2010

Ma quante volte hai schiacciato OK?

 Qualche tempo fa che non ero dubbioso sul tema di questo cat-blog
 Potrei farlo diventare una sit-com.

 E poi la vendo agli americani. Ci faccio i miliardi. Altro che La Vita Secondo Jim o Becker.
Titolo di questa puntata: la macchinetta dei biglietti del treno.
 La Nonna deve andare al centro anziani di un paesello più giù: la barista del Caffè della Stazione è scortese. Lo è sempre stata, da trentacinque anni a questa parte, inamovibile come la rocca di Gibilterra.
Quindi la Nonna affronta la macchinetta, non legge il display, e non sa come si fa. Arriva il buon samaritano che deve fare il biglietto anche lui e in due secondi, ecco il biglietto, facile facile.
 Mia Nonna vola da mia mamma, che quella macchinetta non l'ha mai usata.

 Mia Mamma va alla stazione, legge il display, fa un biglietto e amen.
 Mia Nonna vuole sapere la lista precisa di cosa schiacciare, in ordine.

mercoledì 5 maggio 2010

Locomotiva's War Memo III: L'Urologo Volante

  Aeroporto di Los Angeles, in attesa del volo per Londra. Si torna a casa dopo la Star Wars Celebration IV.

  E spicca questo: Cinquant'anni, chierica di capelli bianchi, rubizzo, tondo.
  Braca corta, scarpa da ginnastica Hi-tech ed una stropicciata T-shirt. Mancava solo il cappellino per sembrare il grezzo villico americano.
  É accampato con un borsone abbastanza grosso da metterci un cadavere a pezzi e tre o quattro sacconi di plastica, quelli bianco traslucido che negli USA si usano per la spazzatura. Vagamente zingaresco.

  Ma la maglietta porta bene in grande una vignetta anni '40, stile tricromie d'epoca.
  Un bambino con giacchetta, cuffietta con ponpon e calzettoni, su uno slittino che sbatte a gambe larghe contro un albero.
  La scritta attorno “Non preoccupatevi, mio papà è un urologo”.

 E il nostro è per l'appunto un urologo.
 E non ha intenzione di tenerselo per se, perché è un urologo italiano.
 Primario di un ospedale del nord-est: ho nome, cognome e nome dell'ospedale segnati da qualche parte.
 Negli Stati Uniti per congressi medici.

martedì 4 maggio 2010

A martini: shaked, not stirred

007, quella roba che è? Vino bianco? Tsk tsk

  Risolto uno dei Grandi Misteri Dell'Umanità: la differenza tra un (vodka) Martini agitato ed uno mescolato.
  Si, Ok, ci avevano anche provato i Mythbuster, ma furono preceduti.

  Il seriosissimo dottor J.R. Trevithick della seriosissima University of Western Ontario, dipartimento di biochimica, facoltà di medicina ed odontoiatria, nel dicembre 1999 pubblicò sul seriosissimissimissimo  British Medical Journal una serioserrima analisi del problema.


  E, si, C'è differenza tra un martini agitato nello shaker ed uno mescolato con la bacchetta.
  Nel secondo il gin viene "grattato" e si ossida. E Ian Fleming  lo sapeva.
  Gli ammerragani so' strani. I canadesi, anche di più. Gli inglesi, poi...

venerdì 23 aprile 2010

Se senti Catblog, pensi gatti, non cacca (reprise)

  Ne parlavo un paio di post fa. Il "cat Blog", il rumore di fondo di chi mette in rete le storie del proprio gatto e la sua storia minima.

  Davide Mana, nel suo post, afferma una virile fierezza dell'essere Cat Blog: animale improduttivo per il marketing - animale fiero, curioso, indipendente nella rete.
  Sarà.

  Io ho meno ambizioni e meno certezze, in questo campo.
  Sto rimuginando: questo "cat blog" - che è, indiscutibilmente, rumore di fondo- occupa megabyte, un disco che consuma elettricità, crea calore da dissipare, muove ruspe che sgasano per mettere giù fili.
  Vale tutto questo inquinamento, sto blog?
  Serve a me, come sfogo, più o meno.

  A fare due conti, produrre, impacchettare, trasportare, muovere l'acqua per diluire e riciclare il contenitore delle gocce ha un impatto peggiore che muovere bytes inutili su e giù per una rete.
  Ma puzza di scusa, questo ragionamento.
  Quindi che fare?

martedì 20 aprile 2010

La crisi è colpa della S.P.E.C.T.R.E. e di Blofeld...

  É tutto un pieno diabbbolico per far fuori Bond, James Bond.

  Bloccato "Bond 23" a tempo indeterminato, il ventitreesimo film sull'agente uscito dalla penna di Ian Fleming.

  Ne da notizia la sciura Broccoli, figlia dell'Albert Broccoli che acchiappò la gallina dalle uova d'oro: Il franchise di 007 è saldamente nelle mani della EON (appunto, i Broccoli), che ne aveva ceduto i diritti alla United Artist, la quale fu fagocitata dalla MGM tempo addietro.

  Ora la MGM è stata pappata dalla Disney, con le cucuzze e tutto il cucuzzaro: l'agente segreto è una fetta più che rilevante degli introiti presenti e futuri della neo-acquisita casa.
  Ma si è ancora in mezzo al tira e molla di chi comanda cosa e chi fa cosa, quindi, dove non potè Goldfinger ed il suo laser, potè lo Zio Paperone ed il suo borsellino.

  Aspettiamo e speriamo: io ho seguito un po' tutta la saga cinematografica Bondiana, e l'ultimo reboot col biondo Craig m'ha lasciato a metà: eccellente l'idea di perdere per strada i film tutti gadget e sponsor, buono Casinò Royale -anche se il politically correct morde, ahimè- abbastanza deluso dal violento e "Bourniano" Quantum of Solace.

  Aspettavo il terzo, appunto Bond23, per capire dove volevano finire.
  Agitati, non mescolati, speriamo...

  Aspetterò... "Ci reincontriamo, signor Bond..."

lunedì 19 aprile 2010

Locomotiva's War memo II: I vestiti molli dei cinesi, son colpa del mio prof

  O almeno così diceva lui...

  É da un po' che cerco una giacchetta da mezza stagione, una quattrotasche in buon cotone pesante: trovo solo robetta mollamolla in tessuto mezzolucido mezzosmorto.
  Neanche più i giubbottini di pensionato fanno di tessuto decente: e nel negozio Marboro Adventure per l'omo-che-non-deve-chiedere-mai c'è la stessa roba mollamolla, ma costa il quadruplo.

  E questo mi riporta alla memoria la fine dei gai anni '80 - precisamente 1989, l'Inter vinceva l'ultimo scudetto del secolo XX - e il Professor Arrigo Danieli, che allora insegnava chimica organica all'I.T.I.S.
  Sempre in giacca e cravatta, sempre calmo: il libro di testo se l'era scritto lui ed era uno striminzitissimo "Le Reazioni Organiche", copertina di cartone verde, poco più spesso di un quaderno per le IV ed un "Chimica Organica", arancio e appena più spesso per la V. Lo stampavano solo per i suoi alunni, credo, dato che ora non c'è n'è traccia sulla rete.
  Uno doveva comprare quei due libri per figura e tenerli lì sullo scaffale.
  Sono tuttora lì, quello verde un po' sgualcito perché me lo mettevo in cartella, quello arancio intonso.

  Perché tanto "il Danieli" non spiegava mai, e il libro era superfluo: interrogava e basta. Tutto l'anno.
  Faceva solo domande e si supponeva che l'interrogando dovesse - per gradi- scoprire le soluzioni. E se gli altri stavano a sentire e capivano il ragionamento, alla prossima interrogazione avrebbero avuto le basi per il successivo ragionamento.

domenica 18 aprile 2010

Se senti Catblog, pensi gatti...

  Invece qui, di Gatti c'è solo il Fulvio, che l'è un brav'om, ma -appunto- è umano, non felino.

  Spiego: Davide Mana ha trovato in rete ed adottato una definizione di Seth Godin, guru di marketing.

  A detta del tale, esistono i Viral Blog ed i Boss Blog, grossi nomi che muovono contatti nel vasto mondo della rete o verticalmente nel proprio impero telematico.

  Poi ci sono i Cat Blog che parlano dei propri gatti, e delle paturnie personali del proprietario. Pagine non lette di gente che non è interessata ad essere letta.

  Definizione arbitraria: perché nel "rumore di fondo" di chi non muove una carriera, c'è comunque chi rumore ne fa di più e chi di meno, e chi ha velleità di essere letto, sentendosi più o meno importante.
  E talvolta lo è anche, in un certo senso.


  Oppure non è "viral", ma un piccolo seguito ce l'ha: magari su un tema specifico.

  Questo blog è rumore di fondo: un cat blog per definizione.
  Ma senza felini.


  Aggiungo la foto del gatto a mezzo servizio di mia Nonna: e sindacalmente sono a posto.
  Questo è ora ufficialmente un cat-blog a norma.

sabato 17 aprile 2010

Locomotiva's War Memo I: Introduzione

  Apro qui una serie di ricordi personali - serie che nel vecchio blog ha già avuto in realtà un episodio pilota e che qui sono messi finalmente in ordine.

FanArt di Alessandro Lessa
  Le Locomotiva's War memo(ries): che chiamarlo amarcord mi sembrava esagerato...
  Una tacca sotto Fellini, ho preferito ispirarmi alle War Memo di Enrico La Talpa.

  Le tavole dalla 138 alla 145, Silver le dedica ai racconti di guerra del nostro prode, tra Stalag, cannoni sulle alpi, Afrika Korps e Bastogne (le trovate ne Il Grande Lupo Alberto. Vol.2 della BUR) - e la saga continua.

  Le mie storie non assomiglieranno troppo a dei vecchi film di guerra. Più ad una commedia, spero.
  Anche se la vita è una guerra. Da qui il titolo.

venerdì 16 aprile 2010

'A Sceneggiata

 Son qui che pitturo la cancellata - pioggia permettendo. E Nonna permettendo.

 Già Che Son Lì, conciona di crepe ed umidità, di piccioni e di vicini, di serrature e di cancelli.
 Io la ignoro. Sordità selettiva.

 Ha un rasaerba che non funziona come dovrebbe - fa così, ma se tiene il filo fa cosà.
 Ne ha altri due, uno identico, uno più piccolo. Ma quello non va e gli serve quello.
 Quello uguale non è abbastanza uguale.
 A domanda diretta, ieri ho detto "Ah, Uhm, ci guarderò dentro quando ho tempo": ero lì col pennello in mano, a penzoloni da una scala.

 Oggi, dato che non avevo ancora guardato, scatta a 'sceneggiata: con 'sto rasaerba a tagliare l'erba ad un metro da me, e sbuffa, e non va, e come faccio, e poi vroom, poi si riferma, parlottando da sola. Tutto a mio beneficio.

 Che dovevo fare? Io, nel dubbio, sono andato a farmi una Kellerbier dal Johnny.

venerdì 9 aprile 2010

Non fanno più le vernici di una volta

  Tipo questa, per dire:
  Vogliamo buttare via una latta ancora intonsa, praticamente come nuova? Che non si sa cosa sia, dato che non è smalto, ha una puzza strana e fa cose ancora più strane a contatto con l'acqua ragia?
  Infatti, la sto usando per ripitturare il pergolato, che se no la Nonna non mi lascia più vivere...

  Frettafrettafretta perché sono arrivati i giardinieri nella villetta della vicina: quindi bisogna avere della attività anche nel nostro giardino. Chi siamo noi, dei barboni?
  (É una domanda trabocchetto, vero?)

  Quindi, vai di pittura: il giorno che la Telecom ci manda gli operai per cambiare il filo - ed era quasi ora.
  Vernice fresca + scale ovunque + filo che passa sul pergolato + Nonna: immaginate il resto.

  Per la cronaca: i telecommi dovevano aprire una scatola nell'ingresso dell'Inquilina, per tirare il filo.
  L'inquilina era al lavoro, ha lasciato la chiave a mia mamma.
  Aperta la porta, si è fiondata anche dentro la Nonna, che Non è mai entrata più. (Balla)
  Niente perquisizione. Tutte le stanze erano chiuse a chiave.
  E adesso la Nonna ha paura che l'Inquilina si perda le chiavi interne, e poi come facciamo?
  É che gli brucia essere stata beccata in flagrante. Mia mamma ride ancora adesso.

mercoledì 7 aprile 2010

Il silenzio teutonico

  Parleremo più avanti dei dettagli, ma comincio con una osservazione non mia.
  Ma com'è che gli aeroporti tedeschi sono silenziosi?
Dusseldorf  Airport Hall, Terminal A - B - C
  Questo  è l'aeroporto di Dusseldorf: facilmente raggiungibile con la metro dal centro (e già qui, ci sarebbero da fare paragoni).

  Dentro al terminal fatto a banana c'è anche un centro commerciale, infilato sotto ed attorno alle partenze.
  Oltre alla Hall enorme davanti.
  Famigliole in giro, singoli e gruppetti con valigie, trolley e carrelli. equipaggi ed hostess di linee molto bizzarre (tenuta kaki, cappellino rosso con veletta pendente da un lato, o con foulard e guantini rossi), i bundespolitzei che girano col segway.
  Aggiungici anche tanti dalla convention StarWars nell'holet a lato dell'aeroporto che vengono qui a caccia di cibo e beveraggi meno costosi.

  Insomma, un traffico mica da ridere. Eppure: silenzio.

sabato 13 marzo 2010

Drive - in, questo sconosciuto...

Sottotitolo: non sono vecchio, sono antico...
Has, Has, Has..., Fidanken
  Non mi ci capacito - vado al bar, il mio barista di fiducia e una abituèe diciannovenne stanno giocando ad un trivial pursuit o qualcosa del genere.

 Esce una domanda "Chi ha condotto il primo Striscia La Notizia" - "Greggio e D'Angelo"
  "Ma, si, dai, D'Angelo, quello che faceva Has Fidanken. Non l'hai mai visto Drive-in?"
  "Ma come, dai, il Mar Caspio che bagna l'Uzbekistan lo sai e non sai cosa è il Drive in?"
 La diciannovenne sa del Mar Caspio, ma su drive-in nebbia totale.

 A 'sto punto, battuta di caccia: l'aiuto barista e i (pochi) avventori, tutti tra i 18 ed i 25.
 Giusto perché con la cosa del Mar Caspio il mio barista era già uscito per strada a fermare i passanti, e -insomma- a farlo spesso il paese è piccolo e la gente... mormora (Anche se non c'hai un giumbotto - Piero!).
  Risposta più gettonata "ah, si, quel coso al McDonald che vai dentro con la macchina" (che si chiama drive-thru o Mc-drive, ma lasciamo stare).

 É in questo momenti che ti rendi conto che sei veramente passato di cottura.
 Per un giovane di oggi, parlare di Garibaldi o di Mr.Tarroccò (con l'accento sulla Q), Crispi o il Tenerone, Boccasile o Teomondo Scrofalo, La bela Rusin o le ragazze fast-food, è la stessa cosa.
  Una roba passata, boh?
 
  Che, voglio dire, per la storia Patria un "Has Fidanken" vale quanto un "Obbedisco".

venerdì 12 marzo 2010

Scif, sciaf, glu, glu, glu, gurgle...

 Chiamatela intuizione: quando la macchina gorgoglia e sciaborda come un U-boot, non è una buona notizia.
  Schiattata la guarnizione della testata: pompava aria, acqua del radiatore e olio in giro.
  Macchina dal meccanico fin mercoledì (se va bene) - Ma pork... #@$%#

  Amen: appena in pista, via verso nuove avventure per i prossimi 96.000 chilometri - credo.

  Devo fare bene i conti perché il contachilometri è a parsec, essendo una Punto con l'Iperspazio.


(e si, quello sono io, e quella piantata sul cruscotto è una stars&stripes:
comprata al Museo di Omaha Beach e piantata lì nel viaggio inaugurale del
potente mezzo meccanico, molti anni fa: 7000 km di rodaggio)

mercoledì 24 febbraio 2010

La saga della stufa (parte I)

La saga della stufa

Ovvero: come la casa gelata porti anche l'esaurimento.


Primo atto
- Mia Nonna ha un'inquilina ventenne: appartamento ammobiliato e infinita scorta di ossessioni.
  L'inquilina è educata e silenziosa, ma Mia Nonna è una portinaia mancata: controlla tutto.
  E ci informa: ha già cambiato fidanzato, il letto fa gnik, ha la televisione in camera, ha appeso uno specchio, mette i dischi nella credenza (Mia Nonna effettua regolari perquisizioni con varie scuse).
  L'appartamentino è scaldato solo da una stufa a kerosene: che un mese fa non funzionava.
  L'Inquilina aveva fatto presente che aveva una stufa a pellet dei genitori, se la kerosene non ripartiva.

 Giustamente, era preoccupata di avere caldo SUBITO, non di restare ghiacciata in casa una settimana.
 Ho pulito la stufa a kerosene: è ripartita. L'Inquilina è felice, si rallegra di non dover cambiare stufa e la pellet scompare dalla scena. Fine primo atto.

martedì 16 febbraio 2010

É che qui non si caga abbastanza...

    CartaIgienica4-2010   CartaIgenica2010

  Non può mica essere solo colpa delle troppe promozioni al supermercato...

  P.S.: lo so che non è un titolo molto fine, ma cos'altro? L'invasione dell'ultrarotolo?

martedì 12 gennaio 2010

il cruccomenù

 Ho tradotto un cruccomenu - a me la cucina tedesca piace, mi son sempre trovato benissimo.
  Ma una volta tanto vorrei sapere cosa mangio e non puntare alla cieca.
 Parole come Schweinehaxe, Bierkutscherpfanne o LeberKase fanno un po' paura.
 Per la prossima gita a Dusseldorf, ho scaricato il menù di qualche robusta birreria nella Altstadt (Città vecchia)  - l'ho tradotto - sono andato a cercare le foto su gurgle.

Non è facile come sembra... ne dal tedesco ne dall'inglese è facile risalire all'equivalente italiano o a qualcosa che ci somigli.
 Mi sta venendo fame.

sabato 9 gennaio 2010

Il Treno (tedesco) Fantasma

  Racconto dell'orrore - dell'orrore degli affari italiani.

  Leggete qui http://www.lavitaistruzioniperluso.com - che cita La Repubblica, la quale pesca dal giornale "Alto Adige"
  Mi scuso, l'ho trovato seguendo link di link e non ricordo la trafila esatta.

  Esistono linee Monaco - Bolzano - Verona - Milano P.ta Garibaldi, Bologna, Rimini operate dalle ferrovie austriache e germaniche .
  Linee trafficate ed economicamente interessanti, e quindi Trenitalia NON VUOLE CHE SI SAPPIA in giro.

  Le biglietterie automatiche non lo riportano, le biglietterie "umane" hanno ordine di tacere, gli orari "non sono disponibili". Omertà ufficializzata da circolari interne alle Ferrovie dello Stato.

  Il treno tedesco, come la mafia, non esiste.

  Ha anche senso che Trenitalia non dia informazioni su un'altra compagnia: è come chiedere ad AirFrance a che ora parte l'aereo della Lufthansa.

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