giovedì 1 novembre 2007

Parigi, la Reunion

Non è, decisamente, un ewok.
 La Reunion è un evento ufficiale dell'Official SW club, alla seconda edizione.
 É la seconda volta che ci si trova al REX, il cinema al centro di Parigi che ha ospitato l'anteprima di tutti i film della saga.
 Il problema è che, essendo un multiplex del 1932, sia pure rimodernato e rifatto, sempre un cinema del '32 è.

 E quindi, la sala grande è una ottima sala, con tre piani di posti a sedere, ben alti e verticali, con il palco in un arco ed attorno le pareti con scene tridimensionali di castelli e ville. Le altre sale, non le ho viste perché andavano avanti con la normale programmazione.

  Esclusa la sala grande in cui non si può fare altro che vedere il palco e le altre sale, per la manifestazione restano i tre piani dei foyer fuori dalla sala grande.
 Ricchi di velluti, scale, boiserie, due bar, porte in cuoio rosso borchiate, ottoni e passatoie.
 Ovvio che, spazio lì attorno, pochino.

 Quindi (novità) la 501st Garrison e la Rebel Legion Francese con un solo microtavolino in comune, la decantata 'jedi academy' uno spazio di tre metri per cinque, l'accademia degli storrmtrooper ridotta ad un tirassegno con le NERF gun nel corridoietto che da verso i bagni. Unite una riproduzione in cartapesta della colonna a cui i jedi e Padmé sono stati incatenati nell'area di Geonosis (episodio II, l'Attacco Dei Cloni) ed il bar principale, e la hall al piano terra è piena.


 Al mezzanino, tra le scale mobili che portano al terzo, sono riusciti ad infilare una tavolata per Madsen, primo presidente del fan club ufficiale, ed Anthony Daniels (con un tavolo alto il triplo per contenere tutto il suo ego), e due mini tavoli di Attakus e mint-in-box, oltre a due consolle PS che giravano i giochini della LEGO SW.
 Il terzo piano, altri due banchi di merchandising ufficiale, il secondo bar, ed due altre tavolate incastrate tra gli arrivi delle scale mobili per gli attori ed i capoccia LFL/ILM che firmavano autografi.

 La Revell, per disperazione, l'hanno infilata nell'antibagno delle donne, e in quel cubicolo stagnava una tal nuvola di solvente di colla da restarci drogati.

 E, ed è questo il bello, fuori sul Boulevard c'erano due file, non una: una lungo il boulevard per i clienti "normali" e l'altra più corta ma infilata nello stradino per i paganti VIP, muniti di braccialetto dorato e pass speciale.
 Insomma, si faceva a gomitate come a Lucca.

 Sempre per problemi di spazio, lo spogliatoio per i cinquecentunesimi e per gli RL assieme (sempre più strano) era a TRE piani sotto il livello strada, si arrivava con ua n scalina a cavatappi che non finiva più.
 Il che dimostra la validità della teoria: Arruolatevi nella Rebel Legion, noi viaggiamo leggeri.
 Gli stormtrooper d'oltralpe con i loro carrelloni e trolley per armature hanno sacramentato abbastanza, in quei giorni.

 Comunque, due giorni a gironzolare avanti e indietro a far colore, curiosare nei pochi tavolini, cercare di comunicare: e qui, è riapparso il mio problema linguistico.
 Ovvero, in inglese m'arrangio, non è che parli "fluently", ma "incoscently". É l'inglese più sgrammaticato dell'universo, ma amen. Quindi con gli anglofoni e con i francofoni che parlavano inglese, via liscio.

 Ma con i francofoni che smozzicavano mezzo francese e mezzo inglese, per non parlare del jedi francese che ha il papà italiano e quindi è considerato "straniero" dai suoi, ma che sa tre parole d'italiano in tutto, viene fuori un garbuglio di inglese, francese storpiato, italiano, persino dialetto. Mi è venuto fuori persino qualche nozione elementare di Greco (imparato da Chi Vuole essere milionario).

 Comunque, comodo essere "l'Italien", la bestia rara. Mi trattavano come un emigrée, erano tutti preoccupati che non avessi problemi. Anche i 501mi, il che è assolutamente una novità: di solito mi dan la caccia per fare la foto dei prigionieri, nel secchio altra idea non hanno.
 Invece, i gallici: facciamo conto che il loro commander mi ha regalato il patch con cui festeggiano i primi cinque anni della garrison. Mai visti degli imperiali così, mannaggia.

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