mercoledì 31 ottobre 2007

Parigi, O cara

G. Caillebotte, Via di Parigi, tempo di pioggia, 1877
 Non ho scritto una riga dei viaggi a Los Angeles ed a Londra, almeno Parigi.
  Toccata e fuga nella Ville Lumière: occasione, la Star Wars Reunion II al REX, il primo multisala parigino (1932), dove sono stati proiettati in anteprima tutti i film della saga.
 Ma di questo, ne parleremo dopo. (dopo, quando? Dopo...)

  Solo che, complice l'orario dei treni cuccetta, ho avuto un giorno libero lunedì per girare attorno: ovviamente, pioveva, dopo due giorni grigi.
Cosa che non deve essere tanto strana visto il quantitativo di negozietti che vendono "parapleu" (ombrelli) e poncho con la scritta Paris ed i racconti di altri che, immancabilmente capitano nella capitale gallica sotto la pioggia.

  E quindi tour-de-force: vado alla stazione a mollare lo zaino con la metrò intelligente, attraversa Parigi e fa sei o sette fermate,  quindi dal centro alla gare de Lyon ( periferia sud est) fai due fermate e cinque minuti di viaggio., torno con lo stesso mezzo e mi sbizzarrisco.
  Mappa della metro alla mano, vado a caccia dei nomi che più o meno ti ballano in testa pensando a Parigi. Sbuco nella Ilé-de-la-Citè (fermata metrò navale, fatta con lastroni chiodati per tenere fuori la Senna), e ovviamente giro dalla parte sbagliata: ci metto un po' a trovare Notré-Dame, vedo, vista, ok, prossima tappa.
  A piedi, attraverso il ponte, hotel de ville, il centro Pompidou con tutti i suoi tubacci colorati,  a piedini fino a scoprire cosa diamine è Les AHlles.
  Ovvero un gigantesco bunker per le fashion victims, tre piani interrati di vie e cunicoli piene di negozi.  Il tutto sottoterra, in pieno centro,.
  Sbuco velocemente dall'altra parte , Louvre, e da li piedin piedini all'Arco di trionfo lungo le Champs Elisee.
Metro, Pigalle, e Montmaitre (sotto la chiesa è stracolmo di mercerie e negozi di stoffe, enormi: per il cosplayer figoso?)
  Altra metrò, L'Invalidès. Interessante che in pieno centro hanno l'ospedale per i feriti in guerra e nello stesso palazzo abiti anche il comandante in capo dell'Armée de Terre.
  Mi perdo in giro, decido vigliaccamente di prendere la metro per fare le due fermate fino alla Tour Eiffel.

  E qui, arriva la mano santa della Forza, sotto forma di una sexy poliziotta dall'accento francese. (che non è un personaggio dell'immaginario maschile come l'infermiera con le autoreggenti bianche, la cameriera e la scolaretta, ma una persona in carne ed ossa).
  Caroline, Ufficiale della Rebel Legion nonchè appunto funzionaria della Prefettura di Parigi, mi ha donato un biglietto per un giro in battello sulla Senna e per la Tour Eiffel.
  Io volevo portare un cadeau, pensavo fiori, cioccolatini, diamanti: le cose che alle ragazze piacciono.
  Mi ha chiesto "coppa", inteso salume. Ho portato una coppa intera, nostrana, a Parigi. Le ragazze son strane...

  Comunque, giro sul battello, più che altro a riprendermi ed ad asciugarmi al caldino più che vedere il panorama, dato che ero abbagliato dai migliaia di flash dei giapponesi a bordo e che, dalla Senna, si veda più o meno lo stesso che avevo già visto e meglio a piedi. Giusto le rive della senna, in alcuni punti, m'aspettavo da un momento all'altro di vedere spuntare Cary Grant e la Hepburn...
  Quindi, tour sulla tour eiffel, non salgo in cima perchè la cima è piantata dentro ad una nuvola.

 Se c'è un sistema per NON vedere Parigi, è questo. Passare a timbrare il cartellino nei dieci posti che hai in testa. Ho capito di più di Parigi nella passeggiata sabato notte dal mio albergo all'Operà (boulevard de l'italienne) e nella caccia domenica sera per una cena finita comicamente a cercare di spiegare in inglese smozzicato ad un vietnamita i nomi dei piatti cinesi tradotti in francese che aveva nel bancone.

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